martedì, giugno 11, 2013

L'ultimo volo di Icaro.

Tutte le cose finiscono e così anche questo diario di viaggio lungo quasi 8 anni è arrivato alla conclusione. I 428 post che ho pubblicato in questi anni mi hanno permesso di condividere con tutti voi i punti di vista, le sensazioni, le convinzioni che ho maturato nel tempo, oltre a delle belle parentesi di vita vissuta con gli amici. Solo ora andando a scavare negli articoli meno recenti mi rendo conto della rotta seguita, della strada percorsa, con la sensazione che sia giunto il momento di chiudere questo ciclo. 

La riconquista di Roma in tutto questo segna la degna conclusione del volo di Icaro. Quel volo immaginato con una fine diversa da quella raccontata nel mito. Un lieto fine per chi decide pericolosamente di mettersi in gioco e rischiare qualcosa di sè. "Osare il futuro" diceva il titolo di un Jamboree Scout di qualche hanno fa. In questi anni sono passato da osservatore interessato ad attivista politico, con la passione per una sinistra davvero moderna, riformista ed europea e queste elezioni di Roma Capitale segnano un passo fondamentale per la coscienza del possibile contributo alla causa.

Per questo è giusto chiudere qui. Fermarsi per ripartire, non so come nè quando ma ricomincerò a pubblicare. Ma questo è l'ultimo volo di Icaro, che intravista l'uscita del labirinto scende giù a terra e si incammina verso la città.

A presto,
Cesare  


giovedì, marzo 28, 2013

Film horror in streaming

Le consultazioni di ieri tra Pierluigi Bersani e la delegazione del Movimento 5 Stelle trasmesse in streaming, oltre a scatenare la mia personale indignazione per i toni espressi dalla capogruppo grillina alla Camera Lombardi, hanno letteralmente gettato nel panico, tra gli altri, il mondo delle imprese. Un mondo che aspetta da tempo una boccata d'ossigeno da parte di interventi statali, soprattutto in materia di riscossione dei crediti, di giustizia civile, di allentamento dei lacci della burocrazia, di stimolo verso le nuove tecnologie, le fonti rinnovabili e la ricerca. Tanta attesa per politiche del lavoro nuove e innovative, rispettose dei lavoratori e di prospettiva per le imprese. Nonostante le divergenze, in tanti speravano in un ravvedimento dei grillini, un guizzo di responsabilità, invece niente. Un altro mese senza riforme, senza decisioni risolutive, scelte programmatiche, provvedimenti, ma solo di Grillo si o Grillo no. L'attesa si è trasformata in un film horror trasmesso in streaming, un film in cui la perversione del carnefice è quella di danzare allegramente sulle macerie di un Paese. Una danza inconsapevole e sinistra, pronta a raccogliere i più bassi istinti di coloro che affannosamente proveranno a sopravvivere. Speriamo di riuscire a cambiare il finale.
 

venerdì, febbraio 22, 2013

Alla Generazione Erasmus


Il prossimo weekend il nostro Paese si troverà a un bivio che determinerà il futuro dell'Italia intera, ma soprattutto di noi giovani, nel pieno della stagione in cui si dovrebbe essere nel bel mezzo del percorso di realizzazione personale, professionale e familiare.

La nostra generazione è la prima a crescere sotto una nuova bandiera affiancata al tricolore. Una bella bandiera blu con dodici stelle. La prima generazione che è insieme Italiana ed Europea. La prima che ha viaggiato liberamente in Paesi che per i nostri genitori erano lontanissimi. La prima che è andata in massa a passare un periodo formativo all'estero grazie all'Erasmus, al Leonardo e alla miriade di progetti europei.

Le istituzioni europee guidate negli ultimi anni dai governi di destra hanno fatto molti passi indietro nel cammino di creazione dell'Europa dei popoli, imponendo l'egoismo di ciascuna nazione in campo economico che ha provocato lo stallo delle politiche di integrazione e la sofferenza di intere popolazioni.

Noi non ci stiamo, vogliamo che l'Europa sia la nostra casa e quella dei nostri figli. Vogliamo un'Europa più vicina ai suoi cittadini e non dominata dalle opportunità economiche e finanziarie di ciascun Paese.

Se anche a te sta a cuore la nuova Europa non hai scelta: il 24 e 25 febbraio devi votare il Partito Democratico. Lontano dal populismo antieuropeo di Berlusconi, della Lega, di Grillo e lontano dall'attuale gestione delle istituzioni europee rappresentata da Monti. Con la grande famiglia dei progressisti europei, la vera spinta verso la creazione di una nuova Europa.

Non abbiamo scelta: o una nuova Europa o il declino.


lunedì, febbraio 04, 2013

Solidarietà a Khalid Chaouki

La notizia delle aggressioni razziste via web nei confronti di Khalid Chaouki, candidato alla Camera dei Deputati del Partito Democratico in Campania, non possono che generare in tutti solidarietà e sdegno. Solidarietà per un amico e una persona perbene, che da anni si occupa delle tematiche legate ai diritti dei Nuovi Italiani, da sempre disponibile e presente a tutte le iniziative sull'immigrazione organizzate nel nostro territorio. Per questo tengo particolarmente a manifestare pubblicamente il mio pensiero. Che questi razzisti da quattro soldi si mettano pure l'anima in pace: grazie all'impegno di tanti, passato e presente, il futuro dell'Italia è ormai segnato. Un futuro di coesione e di un forte patto di cittadinanza tra il nostro Paese e chi lo ama, senza odio nè discriminazioni di provenienza o religione. Per questo attaccare Khalid è attaccare tutti coloro che ogni giorno portano sulle spalle un mattoncino che costruirà la nuova Italia, più giusta e moderna. A Khalid un grande "in bocca al lupo" per una serena conclusione della campagna elettorale.

          

lunedì, dicembre 31, 2012

Una scintilla dall'India

L'ultimo post dell'anno lo dedico agli accadimenti in corso in India a seguito dello stupro e uccisione di una giovane donna da parte di un gruppo di uomini. Mai quella donna avrebbe pensato che il suo sacrificio avrebbe rappresentato la scintilla di una protesta generata da un popolo toccato nell'animo profondo, che oggi la considera una propria figlia. Un popolo stanco di soprusi e violenze. E così tutti insieme, uomini e donne, a chiedere sanzioni certe e dure nei confronti dei violenti, una condanna ufficiale da parte dello Stato che segua azioni concrete, ma soprattutto la condanna sociale di questi crimini. Non vi nascondo l'emozione di vedere la passione e il trasporto con cui gli uomini intervistati dalle tv internazionali esprimevano la propria rabbia e indignazione. La consapevolezza che la condizione femminile è essenziale per la vita sociale e democratica di un paese è improvvisamente esplosa in una delle aree più popolose della terra. Questa non può che essere una buona notizia e un auspicio affinchè anche in casa nostra si proceda all'eliminazione delle incrostazioni violente che ancora attanagliano troppe donne anche nel nostro Paese.

giovedì, dicembre 27, 2012

Catanzaro: fetore di Natale.

Come da tradizione, a Natale questo blog si occupa della mia terra d'origine: Catanzaro e la Calabria. Con gli occhi di chi vive lontano ma non può fare a meno di sentirsi sempre vicino ai propri luoghi e alla propria gente. La novità del Natale 2012 è la spazzatura strabordante in ogni angolo della città, con picchi degni dei peggiori periodi vissuti a Napoli nel recente passato ( la foto l'ho scattata sotto casa mia, nel quartiere Corvo). Un bel regalo che le amministrazioni pubbliche a ogni livello stanno donando alla cittadinanza sempre più attonita e (anche colpevolmente) inerme. E ancora più penose sono le scuse accampate da quella marmaglia di governanti che si rimpallano le responsabilità, dal Comune di Catanzaro perennemente nella bufera per colpa di una destra vincente grazie alle lobby e alle pratiche irregolari che hanno di fatto annullare il risultato delle ultime elezioni, alla Regione guidata da un presidente fin troppo chiacchierato. Abramo e Scopelliti, con tutti i loro cortigiani, simboli di quella politica spazzatura di cui scrissi circa un anno fa. Ora che il sindaco è stato momentaneamente messo da parte con la nomina ministeriale di un Commissario è rimasta soltanto la spazzatura. Un simbolo e un monito quello dell'immondizia per strada, per non dimenticare che qualsiasi scelta dei cittadini ricade comunque su se stessi, è solo questione di tempo. E quelle esercitate fino ad ora stanno portando la nostra città e la nostra regione all'asfissia più totale.   

venerdì, dicembre 21, 2012

Pontifex e le donne:roba da repressi

A volte si leggono cose sconvolgenti, ma ancora più sconvolgente è pensare che quelle cose qualcuno le ha pensate e non prova vergogna a esternarle. E ci si sconvolge anche se quei pensieri vengono espressi da soggetti per cui non si nutre alcuna stima. Oggi mi sono imbattutto in un post uscito su pontifex roma dal titolo"Le donne e il femminicidio, facciamo sana autocritica. Quante volte provocano?", un concentrato di frustrazione maschile e bigottismo prodotto da Bruno Volpe. La sua teoria è che la responsabilità della violenza sia da condividere tra l'aggressore e la vittima. Si, perchè le donne troppo spesso provocano l'uomo e lo schiacciano, lo stordiscono. Quindi secondo Volpe è legittimo porsi la domanda "Quante volte vediamo ragazze e anche signore mature circolare per la strada in vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre, nei cinema, eccetera?". E soprattutto liquida con un "Potrebbero farne a meno" la soluzione al problema della violenza subita. Quindi, nella migliore tradizione di chi imprime violenza psicologica, consiglia alle donne di porsi la domanda "forse questo ce lo siamo cercate anche noi"? E che dire di tutti quei perizomi e reggiseni esposti in vetrina? uno schifo!!! 

E' evidente che chi ha scritto un articolo del genere abbia una visione distorta del rapporto uomo-donna, che giustifica da parte dell'uomo la corrispondenza tra il desiderio represso e il diritto al possesso. Per quanto mi riguarda, una donna in minigonna mi ha da sempre generato al più una sensazione positiva di piacere, niente di più, e una vetrina di intimissimi non mi ha fatto mai venire voglia di picchiare nessuno. E' evidente che se a qualcuno queste cose fanno scattare altre molle il problema è solo ed esclusivamente il suo.

    

lunedì, dicembre 03, 2012

Orgoglio e consapevolezza

Finalmente la corsa alla candidatura per il centrosinistra alle prossime elezioni è terminata. E' stata una sfida lunga, dura, coinvolgente. Sono state settimane in cui il dibattito all'interno della coalizione ha coinciso con la discussione dell'intero Paese. Un grande risultato, quindi, suggellato da una grande affluenza alle urne nonostante i forti venti dell'antipolitica che spazzano l'Italia. Un risultato reso possibile dal profondo radicamento delle forze politiche nei territori, un rapporto che ha resistito ai tanti anni di euforia leaderistica della politica italiana. Un radicamento fatto dei militanti autorganizzati che hanno organizzato i comitati per i candidati alimentando il dibattito locale in maniera capillare, di partiti che hanno offerto la propria struttura per costituire lo scheletro dell'organizzazione e poi le migliaia di volontari sempre pronti a fare un passo avanti quando c'è da offrire un contributo alla collettività. E' stata una grande festa della democrazia, di partecipazione, di gente che ci ha messo la faccia già dal 4 novembre, data d'inizio delle registrazioni. E' stata una dimostrazione che il popolo di centrosinistra è vivo e ha una voglia matta di dare una svolta a questo Paese. E' stato un segnale che la politica a tutti i livelli deve afferrare. Una richiesta di cambiamento, di discontinuità rispetto alla politica del ventennio berlusconiano, che sostituisca "l'uomo solo al comando" con la condivisione delle scelte e il cammino collettivo. E oggi non nascondo di essere orgoglioso di aver partecipato a questo grande evento. Orgoglioso delle persone con cui ho lavorato fianco a fianco e del progetto collettivo che stiamo tutti insieme portando avanti. Orgoglioso e consapevole di offrire un contributo alla crescita dell'Italia e che il cammino sarà ancora lungo e complesso. Consapevole che il percorso sarà tortuoso e faticoso, ma che alla fine ce la faremo.    

domenica, novembre 25, 2012

Riscrivi l'Italia

Appena tornato dalla sede del PD Roma con in mano la lista dei fuori sede che domani voteranno nel seggio di cui sarò presidente. E' tardi e sono stanco. Questa campagna per le primarie è stata lunga e dura, vissuta contemporaneamente al lavoro quotidiano. La grande massa di volontari del centrosinistra ha mobilitato la gente, l'ha coinvolta offrendo informazioni e punti di vista, stimolando il dibattito in tutte le sedi. E' stata una campagna esaltante e una grande prova di volontà. Le primarie sono una gran fatica, ma tirano fuori uno dei grandi valori della sinistra, che è la partecipazione collettiva alle scelte, il sentirsi parte attiva nell'indicazione di una strada da percorrere. Un'energia che si sente, un'aspirazione che si tocca con mano. E per questo stare dalla parte di chi organizza questa grande espressione di democrazia rende indubbiamente orgogliosi, a prescindere dal risultato della consultazione. Questo è lo spirito che guida chi ha lavorato tanto a tutti i livelli durante questa grande cavalcata. Ora tocca agli elettori trasformare questo grande lavoro in un evento significativo per il nostro Paese, con la partecipazione e l'affetto nei confronti del principio di condivisione delle scelte. Tocca agli elettori fare di una normale domenica di novembre una grande festa democratica. Vi aspettiamo nelle migliaia di seggi elettorali. Ora tocca a voi!

giovedì, novembre 22, 2012

Vinceremo noi.

Sono sicuro, alla fine vinceremo noi, ma intanto è dura assistere a tanta disperazione. E' difficile placare i sentimenti di compassione e rabbia pensando a un ragazzino di quindici anni che decide che non val più la pena vivere e decide di soffocare la sua sofferenza annodandosi una sciarpa intorno al collo. E succede a Roma, non in un paesello sperduto e represso. Lo so, alla fine vinceremo noi, ma tutto questo è inaccettabile, come i troppi silenzi delle istituzioni e i pochi investimenti sui progetti sociali. Come tutti quelli che stanno impedendo in parlamento di produrre una legge chiara che istituisca l'aggravante per i reati mossi da omofobia. Non sarebbe una soluzione al problema, ma un passo obbligato si. E la convinzione che alla fine vinceremo noi non mi fa arrabbiare di meno pensando a tutte quelle personalità pubbliche che ancora propugnano idee rivoltanti a proposito dell'omosessualità. Malati, deviati, innaturali. Mattoncini che costruiscono muri tra le persone, incidendo sulla cultura di un paese intero e delle sue generazioni di giovani e adulti. Quante vite dovremo ancora bruciare, quanta sofferenza dovremo imporre, quante esistenze trovremo spezzare? Che amarezza e che rabbia vedere una vittoria certa ma lontana, un paese futuro privo di pregiudizi e le tante persone che non ce la faranno a viverlo.

martedì, novembre 20, 2012

Una vergogna, una speranza.

Ci sono momenti in cui nel mondo succedono cose talmente struggenti che risulta difficile scriverne e addirittura parlarne. Qualsiasi parola è insufficiente, ogni espressione di cordoglio, solidarietà e rabbia risulta banale. Ma come si fa tuttavia a tacere di fronte alle stragi causate dall'escalation del conflitto israelo-palestinese? Come possiamo restare indifferenti davanti a quei corpi di bambini dilaniati dalle esplosioni? Quelle immagini e quei boati sono i simboli di una vergogna per la civiltà umana, che ha deciso in nome di una fantomatica vittoria finale di sacrificare anche i propri figli, davanti all'immobilismo della comunità internazionale. E chi non muore cresce mutilato della propria serenità, di un pezzo di libertà, delle proprie legittime aspirazioni di vivere una vita migliore. Tutte vittime, senza distinzione alcuna. Vittime e speranza allo stesso tempo. Soltanto una nuova generazione di classe dirigente israeliana e palestinese potrà cambiare l'inerzia di questo conflitto pluridecennale, guidato ancora oggi da troppi di quanti presero parte all'inizio del conflitto stesso e che ne hanno fatto una ragione di vita. La generazione che non avrà come obiettivo l'annientamento del nemico, ma la voglia di guardare al futuro con serenità, praticando il dialogo, la conoscenza e il rispetto reciproco. Soltanto queste vittime potranno riconoscersi vicendevolmente e scoprirsi dalla stessa parte, così distante da quei razzi che uccidono ogni giorno troppi innocenti. Ma la notte è ancora lunga e buia, come il timore che il sangue scorrerà ancora per molto tempo su quella terra martoriata.   


lunedì, novembre 12, 2012

Berlusconi Game Over: un anno dopo.



Un anno fa si chiudeva un'era. Berlusconi andava al Quirinale per rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dopo il collasso dello spread e il fantasma del default di una delle potenze economiche più importanti del mondo. Ricordo quella notte magica in cui migliaia di persone si riversarono spontaneamente per strada, "accompagnando" con canti, urla e imprecazioni la fine del regime Berlusconiano.Tanta gioia ma nessuna spensieratezza. La convinzione di dover ricostruire l'Italia dal giorno successivo era ben presente in tutti noi, così come era chiaro che il percorso da seguire sarebbe stato lungo, tortuoso, difficile e doloroso. Ma quella notte andava vissuta e fu una parzialissima ricompensa per tutte le battaglie combattute in tutti gli anni precedenti, quando sotto il fuoco dei mezzi di informazione non ci stancammo mai di metterci la faccia. E allora che goduria rivedere ancora oggi gli articoli dei giornali del giorno dopo che ci definirono "sciacalli"! A un anno di distanza, possiamo dire che il percorso che immaginavamo è stato intrapreso tra grandi sacrifici. Ora è giunto il momento di cambiare pagina e dare una sferzata al nostro Paese. C'è da stringere i denti, pensare, immaginare e ripartire. Soltanto così ci riapproprieremo delle speranze che per troppo tempo ci sono state negate. 

mercoledì, novembre 07, 2012

Occhi rossi

Stamattina guardandomi allo specchio ho avuto la prova tangibile del mio bruciore. Un bel paio di occhi rossi, gli occhi di chi ha fatto molto tardi e soccombe alla sveglia inesorabile delle 6:30. E' stata una notte tesa quella delle elezioni americane, così lontane ma così influenti per la vita di tutti noi. Si, perchè la conferma di Barack Obama alla Casa Bianca consente di proseguire il percorso del dialogo tra le nazioni, scongiurando il pericolo di dover fare i conti per quattro anni con una destra americana chiusa ed egoista. E allora stamattina mi ha fatto piacere lo scambio di sorrisi accennati tra i tanti occhi rossi sconosciuti al banco del bar sorseggiando un buon cappuccino. Oggi, considerando le poche ore di sonno, sarà un giorno un po' in salita, ma sarà un buon giorno. E ora tocca a noi europei completare la riscossa democratica e progressista, il completamento di un grande fronte comune che guardi alle grandi sfide dei nostri tempi con uno spirito innovativo e solidale. Tutto sommato di questi occhi rossi ne vado un po' fiero.

    

mercoledì, ottobre 24, 2012

Dalla rottamazione alla demolizione

L'ultima "trovata" dello staff di Matteo Renzi di appellarsi al garante della privacy per il regolamento delle primarie segna un passo molto rilevante nella storia del Partito Democratico. No, non è una provocazione. La portata del gesto non è per nulla irrilevante e segna un punto fondamentale per il presente e il futuro del partito. Non voglio entrare nel merito della specifica richiesta di Renzi, quello che più conta è che per la prima volta ci si appella ad autorità esterne per intervenire sulle dinamiche interne di un'organizzazione politica. Le scelte politiche di un partito che ha delle regole di funzionamento e di democrazia interna dovrebbero quindi potenzialmente allinearsi alla decisione di un organo terzo, la cui presidenza, tra l'altro, è stata selezionata tramite nomina politica (e anche su queste nomine ci sarebbe tutto da ridire). Ma la cosa più assurda e insopportabile è la totale mancanza di rispetto dei luoghi della democrazia interna del partito. Si, perchè il regolamento delle primarie è stato approvato all'unanimità dall'assemblea nazionale, i cui componenti sono stati delegati dalla base degli iscritti tramite congresso. E allora mi chiedo: perchè Renzi non ha dato battaglia nel luogo preposto in fase di discussione? Perchè i suoi sostenitori hanno votato a favore del regolamento? E perchè il giorno dell'assemblea nazionale, convocata soprattutto per modificare lo statuto del Partito Democratico per permettere la candidatura di Renzi, proprio lui la disertò preferendo andare a fare la campagna per la sua candidatura? Ecco la portata del gesto, un affronto alle regole democratiche del Partito Democratico. Un tentativo mediatico-leaderistico per imporre le proprie convenienze senza il consenso della maggioranza degli appartenenti al partito, un ottimo modo per passare dalla rottamazione alla demolizione del Partito Democratico.         

venerdì, ottobre 19, 2012

Perchè voterò per Bersani.

Le primarie sono una grande risorsa per tutto il popolo di centrosinistra, perchè rappresentano luoghi e tempi in cui poter determinare in maniera tangibile più di un semplice candidato, ma la direzione e gli orizzonti di chi appartiene alla grande famiglia dei progressisti del nostro Paese. Proprio per questo, a mio parere, tutti coloro che si sentono parte di questa famiglia hanno il dovere di mobilitarsi in favore della candidatura che più si avvicini alla propria visione dell'Italia e dell'Europa che sarà. Da parte mia, militante del Partito Democratico, considero questo dovere ancora più stringente, così ho deciso di condividere con tutti voi alcune delle ragioni (l'elenco non è esaustivo) che mi hanno portato a sostenere con convinzione la candidatura di Pierluigi Bersani. E lo farò a modo mio, schematicamente, senza fronzoli e giri di parole, badando al sodo, sfuggendo alle narrazioni articolate e alle suggestioni.

  1. Perchè il programma è all'insegna della concretezza e del realismo, pur senza rinunciare agli obiettivi lontani nel tempo. Questo è l'approccio di cui l'Italia ha bisogno per tirarsi fuori dalla più grande crisi sociale, economica, civica e istituzionale dal dopo guerra.
  2. Perchè non vengono date per buone soluzioni semplicistiche, anche quando queste rappresenterebbero un ottimo mezzo di comunicazione con la pancia degli elettori.
  3. Perchè c'è una visione d'insieme, la consapevolezza che il progresso può essere perseguito soltanto se il patto tra generazioni sarà abbastanza saldo da coniugare merito, opportunità, generosità, responsabilità e solidarietà. Non mi fido di chi trova la soluzione nell'escludere persone ed esperienze. I padri e i figli ce la faranno soltanto se contribuiranno insieme e consapevolmente alla realizzazione del bene comune, ciascuno facendo la propria parte.
  4. Perchè si offre una via d'uscita "di sinistra" all'attuale situazione italiana ed europea. La consapevolezza che i perni della svolta dovranno essere il lavoro, il welfare, la solidarietà sociale, il civismo, l'onestà. I risultati del governo da parte dei mercati ci sta facendo ancora ingurgitare i propri frutti avvelenati e chi offre altro liberismo non fa altro che accelerare la creazione del nuovo proletariato, quello dei giovani, dei pensionati, della classe media in costante decadenza.
  5. Perchè il prossimo Presidente del Consiglio dovrà unire alla capacità di incidere sul macro sistema italiano, quella di migliorare la vita degli italiani con interventi di natura pratica. Pierluigi Bersani ha già dimostrato di essere in questo un maestro, se pensiamo a tutti i provvedimenti presi durante i brevi mandati di cui è stato protagonista.
  6. Perchè grazie a Bersani mi posso permettere di poter pagare l'assicurazione dell'auto (il decreto Bersani mi ha permesso il passaggio della classe di mio padre), non pago le ricariche telefoniche, posso trasferire il mutuo di casa, ho dimezzato la spesa per alcuni farmaci in parafarmacia, pagare meno tasse per avviare la mia attività professionale.
  7. Perchè la green economy è una delle maggiori aree economiche su cui investire ePierluigi Bersani è stato il primo (e attualmente l'unico) a capire questa grande opportunità e a dare un impulso tangibile al suo sviluppo. Parlo soprattutto degli incentivi alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica degli edifici.
  8. Perchè credo nella solidità, nella serietà e nella visione di Pierluigi Bersani, caratteristiche che ha mostrato anche durante questi anni alla guida del Partito Democratico, lavorando sodo sulla concezione di una politica vicina al cittadino, lontana dal leaderismo mediatico che ha imperato in Italia negli ultimi vent'anni.
  9. Perchè il rinnovamento si fa tutti insieme, altrimenti si trasforma in subdolo giovanilismo. Quello che mette sotto i riflettori volti giovani e nasconde le vecchie volpi, sempre pronte ad approfittare dei cambi al timone per assumere il controllo della nave. Serve si il rinnovamento, ma l'esperienza e soprattutto il rispetto non devono mai mancare.  
  10. Perchè questo progetto è aperto a tutti e tutti possono apportare il proprio contributo di esperienza, energia e aspettative, compresi i cosiddetti "nuovi italiani", cioè tutti coloro che pur avendo origini straniere vivono e amano l'Italia.    
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giovedì, ottobre 04, 2012

Lo strano Totem delle regole

L'attacco alla dirigenza (o alla diligenza) del Partito Democratico portata avanti da Matteo Renzi sulle regole delle prossime primarie di coalizione ha dell'incredibile. Stiamo parlando soprattutto della volontà di rendere vincolante l'iscrizione dei votanti all'albo degli elettori del centro-sinistra e l'organizzazione della competizione su un doppio turno. Scartando quest'ultimo punto, la cui efficacia pratica e politica può essere dibattuta elencando una sfilza di pro e contro, la creazione dell'albo degli elettori mi sembra un punto irrinunciabile per un corretto esito della competizione. L'appunto che fanno i renziani sul fatto che sia necessario aprirsi all'elettorato di centro-destra è pura follia. Dobbiamo ricordare che le primarie servono a identificare la guida politica di una futura coalizione di governo di centro-sinistra, per cui lo scopo è indicare la persona più adatta a portare avanti questo percorso e non viceversa cambiare l'identità del partito per farla calzare a misura di uno specifico candidato. Il gioco è tutto qui, decidere in famiglia chi sarà la persona più indicata a trasformare le nostre idee in atti concreti di governo. Quale azienda farebbe scegliere il proprio amministratore delegato alla concorrenza? Quale squadra di calcio farebbe scegliere la formazione da schierare in campo agli avversari? Il coinvolgimento del resto del Paese avverrà grazie alla bravura del candidato prescelto durante la campagna elettorale per le elezioni politiche, come è sempre stato e come avviene in tutte le democrazie. 

E poi lasciatemi dire che l'attacco di Renzi assume toni quasi berlusconiani. Attaccare la modifica delle regole usufruendo delle stesse modifiche, facendosi paladino della immodificabilità delle regole stesse. Eppure Renzi sa bene che senza le modifiche "ad personam" dello statuto del PD non potrebbe neanche partecipare alle primarie. E invece sta lì ad alimentare le divisioni, preparando il campo alla sua scissione per abbracciare quella parte di elettorato di centro-destra che a lui sta tanto a cuore.     

venerdì, settembre 21, 2012

Niente scuse

Come volevasi dimostrare. Renata Polverini non si è dimessa da presidente della Regione Lazio, nonostande lo scandalo destato dal fiume di denaro pubblico sperperato da elementi importanti della maggioranza che la sostengono. Un comportamento in pieno stile berlusconiano, quello che resiste al senso di vergogna sperando (spesso a ragione) nella memoria corta degli Italiani per superare i momenti più difficili. Parliamo di milioni di euro buttati per assecondare vizi e per comprare elettori, anch'essi corresponsabili di questo scempio. Sono proprio quelle oltre ventisettemila preferenze ricevute da Fiorito che stridono con quella cinghia che i cittadini sono sempre più costretti a stringere. E allora a nulla serve dire che il presidente non ne può sapere nulla e che la cosa riguarda il consiglio, perchè è lo stesso meccanismo emerso ad aver generato una parte del consenso che ha portato la Polverini alla Regione. Quindi niente scuse. E niente scuse neanche per tutti i consiglieri appartenenti agli altri partiti, perchè nella migliore delle ipotesi non si sono ribellati e spesso hanno sfruttato privilegi per tornaconto personale. E' il momento di spazzar via questi personaggi con un bel colpo di scopa, di togliere le incrostazioni di una classe dirigente avida e incapace. Abbiamo bisogno di persone responsabili e capaci. Questa volta non ci sono scuse.  
 

giovedì, settembre 13, 2012

Rispetto.

A scanso di equivoci lo dico subito: alle prossime primarie del centrosinistra non voterò per Matteo Renzi. Detto questo vedo in giro un clima che non mi piace, un atteggiamento sbagliato nei suoi confronti. La sufficienza, lo sberleffo a volte a limite dell'insulto non fa che ridurre la competizione politica a una stupida e inutile lotta tra fazioni. No, così proprio non va, e onestamente va contro lo spirito stesso delle primarie, che devono essere un elemento di arricchimento per il partito e per la coalizione. E allora che sia una competizione all'insegna delle idee, dell'innovazione, anche con toni accesi, ma con il necessario rispetto reciproco. Quel rispetto che sarà anche nei confronti di tutto il popolo del centrosinistra, che ha bisogno di tutto tranne che di nuove risse. E poi, più cinicamente, credo che l'attacco alla persona sia un discreto boomerang per il consenso. E allora programmi, idee, vedute e squadre. Mettiamo questo sul tavolo, il nostro vero grande capitale che dovremo mettere a frutto a servizio del Paese.         

lunedì, settembre 10, 2012

Il nostro abbraccio

Mi fa riflettere oggi leggere alcuni commenti sui vari siti a proposito della conclusione del discorso di Pierluigi Bersani in occasione della chiusura della Festa dell'Unità nazionale svoltasi a Reggio Emilia. Commenti spesso sarcastici, a volte rabbiosi, altri addirittura chiaramente xenofobi. C'è chi scrive che quella di Bersani sia stata una ridicola trovata pubblicitaria, per darsi un "tono di sinistra". Evidentemente questa gente non sa o fa finta di non sapere che Bersani in persona, da quando è segretario del Partito Democratico, dà voce alla legittma richiesta dello ius soli. E inoltre ignora l'ormai vasta produzione di proposte di legge che i Democratici promuovono, oltre all'impegno sul campo nelle campagne di sensibilizzazione e dell'elaborazione di nuove politiche per l'inclusione. Tra i meriti della gestione Bersani e del Forum Immigrazione spicca sicuramente il nuovo approccio alle tematiche dell'immigrazione, un tempo relegate al silenzio soprattutto in prossimità degli appuntamenti elettorali. Il dogma "Parlare di immigrazione fa perdere voti" in un Paese imbarbarito da troppi anni di terrorismo mediatico è stato così affrontato a viso aperto, con coraggio, riuscendo ad apporre all'approccio puramente solidaristico (senza distruggere il senso di solidarietà sociale) la razionalità che deve contraddistinguere una forza di governo. E allora quell'abbraccio era anche il mio abbraccio e di tutti quelli che lavorano ogni giorno per questa battaglia di civiltà. Tutto il resto sono solo chiacchiere.    

venerdì, settembre 07, 2012

Quando finirà questa strage?

Le notizie che ci giungono in queste ore da Lampedusa ci descrivono l'ennesima tragedia della disperazione. Non ci sono ancora numeri ufficiali, ma le dimensioni sono quelle di una strage. Una strage di uomini, donne e bambini. Persone molte delle quali aveva già un lungo viaggio alle spalle prima di imbarcarsi su quella maledetta nave. Una strage di sogni, di speranze di un'idea di un futuro migliore da vivere lontano dalla propria terra, spesso troppo avara di rispetto per i propri figli. Una strage, quella nel Mediterraneo, lunga e costante, fatta di gente che sparisce nelle sue acque nell'indifferenza di troppi. Una strage che stride con lo spregevole appellativo di "clandestino" con cui vengono sbrigativamente etichettati quei migranti che sono costretti ad affidare la propria vita nelle mani di gente senza scrupoli che della disperazione fanno business. E anche in nome di tutte queste vittime che bisogna con decisione prendere provvedimenti seri ed efficaci che coinvolgano progetti di cooperazione internazionale, una rete efficiente di controllo e soccorso, un lavoro di intelligence nei confronti del mercato di esseri umani e soprattutto una piena condivisione delle problematiche  legate ai fenomeni migratori a livello euromediterraneo. E poi in Italia una legislazione più equa e un trattamento più umano. Quante vittime dovranno ancora morire?