La notizia delle aggressioni razziste via web nei confronti di Khalid Chaouki, candidato alla Camera dei Deputati del Partito Democratico in Campania, non possono che generare in tutti solidarietà e sdegno. Solidarietà per un amico e una persona perbene, che da anni si occupa delle tematiche legate ai diritti dei Nuovi Italiani, da sempre disponibile e presente a tutte le iniziative sull'immigrazione organizzate nel nostro territorio. Per questo tengo particolarmente a manifestare pubblicamente il mio pensiero. Che questi razzisti da quattro soldi si mettano pure l'anima in pace: grazie all'impegno di tanti, passato e presente, il futuro dell'Italia è ormai segnato. Un futuro di coesione e di un forte patto di cittadinanza tra il nostro Paese e chi lo ama, senza odio nè discriminazioni di provenienza o religione. Per questo attaccare Khalid è attaccare tutti coloro che ogni giorno portano sulle spalle un mattoncino che costruirà la nuova Italia, più giusta e moderna. A Khalid un grande "in bocca al lupo" per una serena conclusione della campagna elettorale.
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lunedì, febbraio 04, 2013
Solidarietà a Khalid Chaouki
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lunedì, settembre 10, 2012
Il nostro abbraccio
Mi fa riflettere oggi leggere alcuni commenti sui vari siti a proposito della conclusione del discorso di Pierluigi Bersani in occasione della chiusura della Festa dell'Unità nazionale svoltasi a Reggio Emilia. Commenti spesso sarcastici, a volte rabbiosi, altri addirittura chiaramente xenofobi.
C'è chi scrive che quella di Bersani sia stata una ridicola trovata pubblicitaria, per darsi un "tono di sinistra". Evidentemente questa gente non sa o fa finta di non sapere che Bersani in persona, da quando è segretario del Partito Democratico, dà voce alla legittma richiesta dello ius soli. E inoltre ignora l'ormai vasta produzione di proposte di legge che i Democratici promuovono, oltre all'impegno sul campo nelle campagne di sensibilizzazione e dell'elaborazione di nuove politiche per l'inclusione. Tra i meriti della gestione Bersani e del Forum Immigrazione spicca sicuramente il nuovo approccio alle tematiche dell'immigrazione, un tempo relegate al silenzio soprattutto in prossimità degli appuntamenti elettorali. Il dogma "Parlare di immigrazione fa perdere voti" in un Paese imbarbarito da troppi anni di terrorismo mediatico è stato così affrontato a viso aperto, con coraggio, riuscendo ad apporre all'approccio puramente solidaristico (senza distruggere il senso di solidarietà sociale) la razionalità che deve contraddistinguere una forza di governo. E allora quell'abbraccio era anche il mio abbraccio e di tutti quelli che lavorano ogni giorno per questa battaglia di civiltà. Tutto il resto sono solo chiacchiere.
C'è chi scrive che quella di Bersani sia stata una ridicola trovata pubblicitaria, per darsi un "tono di sinistra". Evidentemente questa gente non sa o fa finta di non sapere che Bersani in persona, da quando è segretario del Partito Democratico, dà voce alla legittma richiesta dello ius soli. E inoltre ignora l'ormai vasta produzione di proposte di legge che i Democratici promuovono, oltre all'impegno sul campo nelle campagne di sensibilizzazione e dell'elaborazione di nuove politiche per l'inclusione. Tra i meriti della gestione Bersani e del Forum Immigrazione spicca sicuramente il nuovo approccio alle tematiche dell'immigrazione, un tempo relegate al silenzio soprattutto in prossimità degli appuntamenti elettorali. Il dogma "Parlare di immigrazione fa perdere voti" in un Paese imbarbarito da troppi anni di terrorismo mediatico è stato così affrontato a viso aperto, con coraggio, riuscendo ad apporre all'approccio puramente solidaristico (senza distruggere il senso di solidarietà sociale) la razionalità che deve contraddistinguere una forza di governo. E allora quell'abbraccio era anche il mio abbraccio e di tutti quelli che lavorano ogni giorno per questa battaglia di civiltà. Tutto il resto sono solo chiacchiere.
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venerdì, settembre 07, 2012
Quando finirà questa strage?
Le notizie che ci giungono in queste ore da Lampedusa ci descrivono l'ennesima tragedia della disperazione. Non ci sono ancora numeri ufficiali, ma le dimensioni sono quelle di una strage. Una strage di uomini, donne e bambini. Persone molte delle quali aveva già un lungo viaggio alle spalle prima di imbarcarsi su quella maledetta nave. Una strage di sogni, di speranze di un'idea di un futuro migliore da vivere lontano dalla propria terra, spesso troppo avara di rispetto per i propri figli. Una strage, quella nel Mediterraneo, lunga e costante, fatta di gente che sparisce nelle sue acque nell'indifferenza di troppi. Una strage che stride con lo spregevole appellativo di "clandestino" con cui vengono sbrigativamente etichettati quei migranti che sono costretti ad affidare la propria vita nelle mani di gente senza scrupoli che della disperazione fanno business. E anche in nome di tutte queste vittime che bisogna con decisione prendere provvedimenti seri ed efficaci che coinvolgano progetti di cooperazione internazionale, una rete efficiente di controllo e soccorso, un lavoro di intelligence nei confronti del mercato di esseri umani e soprattutto una piena condivisione delle problematiche legate ai fenomeni migratori a livello euromediterraneo. E poi in Italia una legislazione più equa e un trattamento più umano. Quante vittime dovranno ancora morire?
giovedì, marzo 01, 2012
Primo Marzo: Razionalità e Consapevolezza
Il Primo marzo è il giorno dello sciopero degli stranieri. Una data simbolica e un'azione simbolica. Lo sciopero degli stranieri nasce in collaborazione con la francese Journée sans immigrés nel 2009 promuovendo iniziative volte al rifiuto del razzismo e della cultura dell'esclusione. Ma oggi il significato di questo Primo Marzo è diverso. I Paesi che accolgono immigrati devono rendersi conto dell'importanza che questi ormai rappresentano per il tessuto economico e sociale. Per questo l'Italia e gli Italiani non possono far finta di conoscere il peso e l'apporto che gli immigrati offrono alla crescita del Paese. Il Primo Marzo deve essere una giornata all'insegna della razionalità e della consapevolezza di far parte tutti della stessa squadra che lotta per il progresso delle generazioni future. E quindi, da questa consapevolezza, dobbiamo imparare a costruire nuove politiche dell'accoglienza, volte più alla creazione di un forte e compatto tessuto sociale che a misure di carattere repressivo e vessatorio che purtroppo ancora caratterizzano il nostro paese.
Questo è il sito del comitato. Fatevi un giro, ne vale la pena.
martedì, gennaio 24, 2012
La liberalizzazione delle idiozie.
Il post apparso ieri sul blog di Beppe Grillo ha dato sfogo una volta ancora alla sua ostentazione di voler apparire sempre alternativo a chiunque, prendendo una cantonata imbarazzante. Il titolo è tutto un programma: "La liberalizzazione delle nascite" e il contenuto ancora peggio. In poche righe scrive che non ha senso dare la cittadinanza a chi nasce in Italia, se non per distrarre gli Italiani dai problemi reali e trasformarli in tifosi che si dividono tra buonisti di sinistra e xenofobi di destra.
Caro Grillo, è evidente la tua totale alienazione dalla vita di tutti i giorni. Vallo a spiegare a tutti quei ragazzi che non hanno conosciuto mai nessun paese che non sia l'Italia e sono costretti a sentirsi stranieri in casa. Vai tu con la tua spocchia a spiegargli che non è un problema reale avere un cuore che batte per una patria che non ti accetta. Spiegalo a quei ragazzi che neanche si pongono il problema della nazionalità del compagno di banco, perchè è cresciuto con loro in maniera troppo naturale da poter applicare quegli stupidi schemi che rimandano a vetuste regole. E poi vieni a spiegarlo a noi che combattiamo per un futuro migliore e un'Italia civile. Spiegaci, se ci riesci, come possiamo ripudiare quei fratelli d'Italia che ogni giorno con noi costruiscono il futuro del Paese. Come possiamo trascurare il fatto che la cittadinanza consapevole rappresenti il muro portante di una società civile, che la condivisione dei diritti e dei doveri siano i mattoni e il civismo e la solidarietà le braccia che costruiscono la nostra casa comune?
Caro Grillo, è evidente la tua totale alienazione dalla vita di tutti i giorni. Vallo a spiegare a tutti quei ragazzi che non hanno conosciuto mai nessun paese che non sia l'Italia e sono costretti a sentirsi stranieri in casa. Vai tu con la tua spocchia a spiegargli che non è un problema reale avere un cuore che batte per una patria che non ti accetta. Spiegalo a quei ragazzi che neanche si pongono il problema della nazionalità del compagno di banco, perchè è cresciuto con loro in maniera troppo naturale da poter applicare quegli stupidi schemi che rimandano a vetuste regole. E poi vieni a spiegarlo a noi che combattiamo per un futuro migliore e un'Italia civile. Spiegaci, se ci riesci, come possiamo ripudiare quei fratelli d'Italia che ogni giorno con noi costruiscono il futuro del Paese. Come possiamo trascurare il fatto che la cittadinanza consapevole rappresenti il muro portante di una società civile, che la condivisione dei diritti e dei doveri siano i mattoni e il civismo e la solidarietà le braccia che costruiscono la nostra casa comune? Vedi Grillo, a volte è meglio tacere che liberalizzare le idiozie.
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venerdì, settembre 23, 2011
L'Italia sono anch'io
Il 9 settembre scorso è partita la campagna "L'Italia sono anch'io", una mobilitazione che punta alla raccolta di firme per la presentazione di due proposte di legge di iniziativa popolare, la prima che intende modificare l'attuale legge sul diritto di cittadinanza degli immigrati, la seconda sul diritto di voto degli stessi per le elezioni amministrative. Il fronte dei promotori è molto ampio e coinvolge tutte le sensibilità presenti nel nostro Paese, associazioni e organizzazioni laiche e cattoliche, sindacati di vario colore. Per saperne di più cliccate qui e aprirete la pagina ufficiale. In più vi consiglio di dare un'occhiata ai due video in basso. Icaro Vola! sostiene la campagna e nei prossimi tornerà sull'argomento per tenervi aggiornati.venerdì, agosto 05, 2011
Cuori induriti
In questi giorni in cui la crisi economica fa la parte del leone nell'informazione (o disinformazione) italiana, d'altra parte anche io ho dedicato un po' di post a riguardo, non possiamo far finta di niente su quello che sta succedendo nel Mediterraneo alla luce delle ultime due tragedie del mare.
I dati sono allarmanti. Parliamo di almeno 1700 morti dall'inizio dell'anno, 200 sulla tratta tunisina e 1500 su quella libica (guardate attentamente il video dell'intervento dell'on.Sarubbi alla Camera per avere un'idea). In questo dramma di dimensioni apocalittiche il nostro paese sembra vivere distrattamente, incanalato com'è ormai da troppo tempo in un approccio astioso nei confronti dei migranti. Ma qui parliamo di vite umane, di persone che per disperazione o costrizione si mettono su un barcone andando incontro a pericoli di ogni genere. Uomini, donne e bambini senza speranza, vittime della fame e delle guerre. E noi restiamo qui con il cuore indurito dalla cura leghista e xenofoba, mostrando il volto peggiore dell'Italia in nome di non si sa cosa. L'immigrazione è un fenomeno che va gestito e amministrato con intelligenza e razionalità, ma se perdiamo l'umanità perderemo tutto.
I dati sono allarmanti. Parliamo di almeno 1700 morti dall'inizio dell'anno, 200 sulla tratta tunisina e 1500 su quella libica (guardate attentamente il video dell'intervento dell'on.Sarubbi alla Camera per avere un'idea). In questo dramma di dimensioni apocalittiche il nostro paese sembra vivere distrattamente, incanalato com'è ormai da troppo tempo in un approccio astioso nei confronti dei migranti. Ma qui parliamo di vite umane, di persone che per disperazione o costrizione si mettono su un barcone andando incontro a pericoli di ogni genere. Uomini, donne e bambini senza speranza, vittime della fame e delle guerre. E noi restiamo qui con il cuore indurito dalla cura leghista e xenofoba, mostrando il volto peggiore dell'Italia in nome di non si sa cosa. L'immigrazione è un fenomeno che va gestito e amministrato con intelligenza e razionalità, ma se perdiamo l'umanità perderemo tutto.
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martedì, agosto 02, 2011
Stasera sit-in al Senato contro il DL Maroni
Questa sera dalle 17:30 si terrà un sit-in di protesta davanti al Senato, organizzato da una folta rete di associazioni, sindacati e partiti, contro il decreto Maroni che allungherebbe i tempi di permanenza all'interno dei CIE dagli attuali 6 mesi a 18 mesi. Le rivolte degli immigrati a cui stiamo assistendo in varie città in questi giorni sono l'espressione del malessere e delle condizioni difficili di vita a cui sono costretti.
Una politica seria sull'immigrazione non si concentra su strumenti di tipo "detentivo" e non deve produrre l'avvilimento della dignità della persona. C'è bisogno di investire quelle risorse piuttosto sulla cooperazione internazionale, che è l'aspetto sul quale veramente puntare per la soluzione delle problematiche legate ai flussi migratori. Non possiamo permettere alle forze politiche xenofobe di ledere la dignità umana in nome della difesa di fantomatici valori occidentali.
Una politica seria sull'immigrazione non si concentra su strumenti di tipo "detentivo" e non deve produrre l'avvilimento della dignità della persona. C'è bisogno di investire quelle risorse piuttosto sulla cooperazione internazionale, che è l'aspetto sul quale veramente puntare per la soluzione delle problematiche legate ai flussi migratori. Non possiamo permettere alle forze politiche xenofobe di ledere la dignità umana in nome della difesa di fantomatici valori occidentali.
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venerdì, giugno 17, 2011
I colori di Roma - Ringraziamenti
Ieri è stato ciò che avevamo pensato. Basta una frase per riassumere la soddisfazione del giorno dopo l'evento "I colori di Roma. Chi nasce e cresce in Italia è Italiano" svoltasi nei giardini di piazza Vittorio. Doveva essere una festa e festa è stata, ma ricca di esperienze e soprattutto di persone interessate ai temi della cittadinanza. E' stato bellissimo vedere tanti bambini di tutti i colori del mondo esibirsi in musica e danza. E pensando a loro bisogna insistere con le battaglie sulla cittadinanza, perchè soltanto essendo riconosciuti Italiani al 100% riusciranno a crescere veramente sereni e a rappresentare il futuro del nostro Paese. Il nostro compito è lavorare nella quotidianità affinchè questo accada.Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che ci hanno dato una mano, sia materiale sia contribuendo alla promozione dell'evento e offrendo una performance o un intervento dal palco, oltre alle associazioni e comunità che hanno allestito gli stand. E grazie al Partito Democratico che dimostra di avere al suo interno una grande sensibilità su questi temi. Non faccio nomi e questo per lasciare un mio piccolissimo contributo. Dobbiamo imparare ogni giorno di più a considerarci parti di un ampio progetto, dove quello che conta sono gli obiettivi, a prescindere dalle giuste aspirazioni personali. Il sano consenso si conquista con la credibilità che deriva dal lavoro quotidiano e dalla correttezza.
Scusate la predica, ma aver visto tutti quei bambini mi ha "costretto" a guardare avanti.
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mercoledì, giugno 15, 2011
Verso "I Colori di Roma" - Le proposte sul tema della cittadinanza

Come promesso ieri, oggi scrivo sulle proposte di modifica e miglioramento della regolamentazione relativa al diritto di cittadinanza. Per fare questo mi affido al documento di sintesi della proposta approvata dal Partito Democratico durante l'Assemblea Nazionale di Varese 2010. E' evidente che, vista la complessita del tema, sia la materia sia la soluzione alle varie problematiche sono in continua evoluzione.Colgo l'occasione per rinnovare l'invito a partecipare all'evento "I Colori di Roma - Chi nasce e cresce in Italia è Italiano", che si svolgerò nei giardini di piazza Vittorio a Roma il 16 giugno (domani) dalle 17 alle 22.
Chi nasce e cresce in Italia è italiano
Sono 864.000 i figli degli immigrati che vivono in Italia, nel 1992 erano 50.000: in queste cifre è scritto il cambiamento che l’Italia ha vissuto nell’arco di 20 anni. Questi bambini e ragazzi crescono con i nostri figli, frequentano le nostre scuole, i nostri centri sportivi, le nostre piazze e le nostre discoteche. Sono italiani di fatto, ma stranieri per la legge perché la nostra legge sulla cittadinanza obbliga a risiedere in modo continuativo per 18 anni nel nostro Paese prima di poter rivolgere la domanda per ottenerla. In nessuno stato europeo esiste una legge così ostile nei confronti dei minori. Bisogna preparare questi figli dell’immigrazione a essere membri della nostra comunità con relativi diritti, ma anche doveri. Per questo bisogna modificare la legge in vigore sulla cittadinanza e prevedere che i figli di genitori stranieri, da alcuni anni residenti nel nostro Paese, che nascono in Italia o che arrivano bambini in Italia, al momento della nascita o quando concludono il primo ciclo scolastico possono essere riconosciuti come cittadini italiani.
La scuola
Gli alunni figli di immigrati sono il 7 per cento della popolazione scolastica. Prezioso è, in tutto questo, il lavoro silenzioso degli insegnanti che fanno della scuola pubblica italiana una formidabile fucina della convivenza. Siamo impegnati a sostenere questo carattere inclusivo, pubblico e universalistico della scuola e a contrastare le gravi politiche del governo. Il primo passo resta l’apprendimento della lingua e della cultura italiana per i bambini e per gli adulti. Per questi ultimi proponiamo un programma nazionale della scuola pubblica in sinergia con il volontariato, le associazioni e le imprese.
Residenza europea
Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea potrebbe scaturire una Carta europea dei diritti dei migranti che attribuisca ai migranti quelli che la Carta riconosce come diritti della persona. Si potrebbe inoltre estendere ai migranti lungo-residenti la cittadinanza di residenza e consentire loro forme adeguate di partecipazione politica a livello locale in tutta l’Unione europea.
Votare per partecipare
Il diritto di voto amministrativo per gli immigrati rientra dentro il processo di “manutenzione” della democrazia. La partecipazione politica in forme uguali agli italiani facilita la collaborazione e la ricerca di interessi comuni, favorisce l’apprendimento di regole e pratiche democratiche, incentiva l’integrazione politica e abbassa i rischi di conflitto interetnico e di corporativismo.
Chi nasce e cresce in Italia è italiano
Sono 864.000 i figli degli immigrati che vivono in Italia, nel 1992 erano 50.000: in queste cifre è scritto il cambiamento che l’Italia ha vissuto nell’arco di 20 anni. Questi bambini e ragazzi crescono con i nostri figli, frequentano le nostre scuole, i nostri centri sportivi, le nostre piazze e le nostre discoteche. Sono italiani di fatto, ma stranieri per la legge perché la nostra legge sulla cittadinanza obbliga a risiedere in modo continuativo per 18 anni nel nostro Paese prima di poter rivolgere la domanda per ottenerla. In nessuno stato europeo esiste una legge così ostile nei confronti dei minori. Bisogna preparare questi figli dell’immigrazione a essere membri della nostra comunità con relativi diritti, ma anche doveri. Per questo bisogna modificare la legge in vigore sulla cittadinanza e prevedere che i figli di genitori stranieri, da alcuni anni residenti nel nostro Paese, che nascono in Italia o che arrivano bambini in Italia, al momento della nascita o quando concludono il primo ciclo scolastico possono essere riconosciuti come cittadini italiani.
La scuola
Gli alunni figli di immigrati sono il 7 per cento della popolazione scolastica. Prezioso è, in tutto questo, il lavoro silenzioso degli insegnanti che fanno della scuola pubblica italiana una formidabile fucina della convivenza. Siamo impegnati a sostenere questo carattere inclusivo, pubblico e universalistico della scuola e a contrastare le gravi politiche del governo. Il primo passo resta l’apprendimento della lingua e della cultura italiana per i bambini e per gli adulti. Per questi ultimi proponiamo un programma nazionale della scuola pubblica in sinergia con il volontariato, le associazioni e le imprese.
Residenza europea
Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea potrebbe scaturire una Carta europea dei diritti dei migranti che attribuisca ai migranti quelli che la Carta riconosce come diritti della persona. Si potrebbe inoltre estendere ai migranti lungo-residenti la cittadinanza di residenza e consentire loro forme adeguate di partecipazione politica a livello locale in tutta l’Unione europea.
Votare per partecipare
Il diritto di voto amministrativo per gli immigrati rientra dentro il processo di “manutenzione” della democrazia. La partecipazione politica in forme uguali agli italiani facilita la collaborazione e la ricerca di interessi comuni, favorisce l’apprendimento di regole e pratiche democratiche, incentiva l’integrazione politica e abbassa i rischi di conflitto interetnico e di corporativismo.
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martedì, giugno 14, 2011
Verso "I Colori di Roma" - La Cittadinanza Italiana
Giovedì 16 giugno a Roma, nei giardini di piazza Vittorio dalle 17:00 alle 22:00, si terrà la festa dal titolo "I colori di Roma", un evento organizzato per la sensibilizzazione sui temi legati al diritto di cittadinanza di chi è nato in Italia, ma anche di chi del popolo Italiano fa ormai parte pur essendo nato altrove. Per introdurre l'evento oggi e domani scriverò in due puntate a riguardo dell'attuale situazione del diritto di cittadinanza in Italia e delle possibili proposte di modifica.La legge che regola la materia della cittadinanza è la n.91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni, con relativi regolamenti. Attualmente il diritto di cittadinanza si basa sui seguenti principi (fonte Ministero dell'Interno):
- "ius sanguinis", cioè la trasmissibilità della cittadinanza per discendenza.
- "ius soli", cioè l'acquisto per nascita sul territorio, in alcuni casi
- la possibilità della doppia cittadinanza
- la manifestazione di volontà per acquisto e perdita
La cittadinanza italiana si può acquisire automaticamente o a domanda (fonte progetto Melting Pot Europa).
a) automaticamente:
- per nascita. Se si è figli di almeno un cittadino italiano, se si nasce in territorio italiano da genitori ignoti, o apolidi, o stranieri appartenenti a Stati la cui legislazione non preveda la trasmissione della cittadinanza dei genitori al figlio nato all’estero;
- per riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione. Per riconoscimento di paternità o maternità o a seguito di dichiarazione giudiziaria di filiazione durante la minore età del soggetto;
- per adozione. Diviene cittadino italiano il minore straniero adottato da un cittadino italiano;
b) a domanda:
- per acquisto volontario. Se discendenti da cittadino italiano per nascita, fino al secondo grado, che abbia perso la cittadinanza, in presenza di determinati requisiti (svolgendo servizio militare nelle forze armate e dichiarando preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana; oppure assumendo pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, e dichiarando di voler acquistare la cittadinanza italiana; oppure risiedendo legalmente in Italia due anni al raggiungimento della maggiore età e dichiarando, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza italiana);
- per matrimonio. Dopo due anni di convivenza e residenza legale in Italia successivi al matrimonio (tre per i residenti all’estero e ridotti alla metà in presenza di figli);
- per naturalizzazione (residenza). Se si risiede legalmente in Italia da 10 anni;
- se nato in territorio italiano da genitori stranieri. Risiedendo legalmente ed ininterrottamente dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età. La dichiarazione di volontà è resa all’ufficiale di stato civile.
La concessione della cittadinanza italiana può essere ottenuta:
- per residenza. Chi risiede in Italia regolarmente da almeno 10 anni può chiedere la cittadinanza italiana e lo Stato può concederla (art. 9 lett.f)). Si tratta, quindi, di un provvedimento discrezionale e non sussiste un obbligo automatico di concederla una volta valutata l’esistenza dei requisiti richiesti, ma vi è semplicemente l’obbligo di valutare l’opportunità, nell’interesse della comunità italiana, di concederla o meno.
- per matrimonio. Il coniuge straniero/a di cittadino/a italiano/a può acquisire la cittadinanza italiana se convive e risiede in Italia da almeno due anni successivi al matrimonio (tre anni se residente all’estero). I tempi si riducono della metà in presenza di figli, anche adottivi.
In questo caso l’acquisto della cittadinanza italiana è un vero e proprio diritto soggettivo, condizionato unicamente dalla eventuale esistenza di circostanze che permettono di affermare la pericolosità per la sicurezza dello stato o per l’ordine pubblico della persona richiedente. - per nascita. Cittadini stranieri nati in Italia che vi abbiano ininterrottamente risieduto legalmente fino ai 18 anni (art. 4, comma 2).
In questo caso la legge riconosce un diritto di opzione al cittadino straniero, ovvero di dichiarare o meno di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dal raggiungimento della maggiore età. Ciò, comunque, non pregiudica il mantenimento della cittadinanza del paese di origine a meno che la legge di questo non vieti la doppia cittadinanza.
Recenti circolari ministeriali hanno chiarito che eventuali brevi interruzioni dell’iscrizione anagrafica non possono comportare il rigetto della domanda (dovrà comunque essere dimostrata la presenza sul territorio dello stato - certificati medici, o altra documentazione)
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