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giovedì, febbraio 23, 2012

Chiedete al nuovo mondo

Il governo Monti, si sa, è nato da una situazione di estrema emergenza economica del Paese che ha richiesto un immenso sforzo di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Quando c'è da salvare il proprio paese dal baratro non ci si può permettere troppi calcoli opportunistici. Dopo i primi fruttuosi mesi di interventi immediati appoggiati dalla nuova maggioranza (alcuni votati tappandosi il naso) ci troviamo ora in una fase delicatissima che riguarda la definizione degli interventi strutturali par il mercato del lavoro, con al centro la questione articolo 18, la norma che tutela i lavoratori dai licenziamenti senza giusta causa. L'articolo 18 è un pilastro del nostro sistema di tutele, ma questo tende sempre a distogliere l'attenzione a una riforma che va pensata nel suo complesso. Infatti il nostro tempo e la nostra generazione (tranne che per alcuni fortunati) sembrano talmente distanti da quelle tutele, che forse sarebbe il caso di chiamare in causa una qualche rappresentanza del "nuovo mondo" per discutere seduti allo stesso tavolo delle altre parti sociali. Proprio per questo motivo ritengo l'atteggiamento del ministro Fornero inaccettabile quando afferma di voler creare una riforma anche senza l'appoggio delle parti sociali. Queste, lo sappiamo, troppo spesso sono portavoce soltanto del "vecchio mondo", quello che legittimamente tende a conservare la condizione esistente. E proprio per questo l'atteggiamento non deve essere di esclusione da parte del governo, ma di integrazione delle parti sociali al fine di garantire l'effettiva rappresentanza di tutti i lavoratori. Mi auguro che il ministro Fornero non prosegua su questa strada, che i sindacati collaborino e che il mio partito continui a pretendere e a lavorare per un sano confronto tra le parti.

lunedì, agosto 29, 2011

Sullo sciopero generale del 6 settembre.

Per il prossimo 6 settembre la Cgil ha indetto uno sciopero generale per protestare contro le misure contenute all'interno della manovra finanziaria del governo. Devo dire che il mio scetticismo a riguardo è molto marcato per una serie di motivi di cui ora vi scrivo. Per prima cosa contesto in questa fase proprio l'uso di questo strumento. Non ne capisco gli effetti sperati nè tantomeno gli obiettivi di breve e medio periodo. E soprattutto non comprendo come si possa sperare in un qualsiasi risultato non mobilitando tutti i sindacati in maniera unitaria. L'impressione è che la Cigl abbia indetto questo sciopero per dare un contentino alla Fiom e all'ala più oltranzista del sindacato. Alla manifestazione nazionale della Fiom del 16 ottobre scorso (lo ricordo bene perchè ero in piazza S.Giovanni) Guglielmo Epifani ha fatto molta fatica a parlare dal palco a causa delle urla che invocavano la proclamazione dello sciopero generale. Urla che partivano da una ben distinta parte della piazza e che si sono trasformate anche in molti fischi. Il sospetto, dunque, è che con lo scipero generale si vogliano regolare gli equilibri interni al sindacato e la cosa non mi va giù per niente, soprattutto perchè continuo a chiedermi: dove sono stati mentre i giovani diventavano nullità? e quando la precarietà ha cominciato a rosicchiarci il futuro? e quando qualche imprenditore con naturalezza ha detto "licenzio solo le donne, tanto il loro è il secondo stipendio della famiglia"? In questi anni ci sono stati un milione di motivi per indire uno sciopero generale e altre forme di lotta, se permettete la decisione di oggi mi lascia più di qualche sospetto.

lunedì, maggio 09, 2011

L'Unicum di Emma

Devo dire che l'accoglienza calorosa che l'assise di Confindustria ha riservato all'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhanh, mi ha scosso profondamente. Stiamo parlando di un uomo appena condannato a 16 anni per omicidio volontario, in quanto persona che ha determinato la morte sul luogo di lavoro di sette operai. Sette vite cancellate, sette famiglie distrutte, centinaia di migliaia di lavoratori violentati nella propria dignità. Io mi sento uno fra questi, proprio per questo nonostante tutto stento ancora a credere all'accaduto. E che dolore sentire le parole di Emma Marcegaglia, quando sostiene che "con tutto il rispetto per i morti" bisgona pensare al fatto che gli investimenti potrebbero partire per andare altrove, che questo caso rappresenta un unicum. Ma di quale rispetto parliamo? Ci lamentiamo, a ragione, della concorrenza sleale cinese che tiene i prezzi bassi speculando sui diritti dei lavoratori, ma queste dichiarazoni sembrano dire "beati loro che lo possono fare!". Spero che l'assise di Confindustria abbia partorito anche qualcosa di diverso, ma se le premesse sono queste mi chiedo quale possa essere la loro visione del mondo del lavoro.