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giovedì, marzo 28, 2013

Film horror in streaming

Le consultazioni di ieri tra Pierluigi Bersani e la delegazione del Movimento 5 Stelle trasmesse in streaming, oltre a scatenare la mia personale indignazione per i toni espressi dalla capogruppo grillina alla Camera Lombardi, hanno letteralmente gettato nel panico, tra gli altri, il mondo delle imprese. Un mondo che aspetta da tempo una boccata d'ossigeno da parte di interventi statali, soprattutto in materia di riscossione dei crediti, di giustizia civile, di allentamento dei lacci della burocrazia, di stimolo verso le nuove tecnologie, le fonti rinnovabili e la ricerca. Tanta attesa per politiche del lavoro nuove e innovative, rispettose dei lavoratori e di prospettiva per le imprese. Nonostante le divergenze, in tanti speravano in un ravvedimento dei grillini, un guizzo di responsabilità, invece niente. Un altro mese senza riforme, senza decisioni risolutive, scelte programmatiche, provvedimenti, ma solo di Grillo si o Grillo no. L'attesa si è trasformata in un film horror trasmesso in streaming, un film in cui la perversione del carnefice è quella di danzare allegramente sulle macerie di un Paese. Una danza inconsapevole e sinistra, pronta a raccogliere i più bassi istinti di coloro che affannosamente proveranno a sopravvivere. Speriamo di riuscire a cambiare il finale.
 

venerdì, febbraio 22, 2013

Alla Generazione Erasmus


Il prossimo weekend il nostro Paese si troverà a un bivio che determinerà il futuro dell'Italia intera, ma soprattutto di noi giovani, nel pieno della stagione in cui si dovrebbe essere nel bel mezzo del percorso di realizzazione personale, professionale e familiare.

La nostra generazione è la prima a crescere sotto una nuova bandiera affiancata al tricolore. Una bella bandiera blu con dodici stelle. La prima generazione che è insieme Italiana ed Europea. La prima che ha viaggiato liberamente in Paesi che per i nostri genitori erano lontanissimi. La prima che è andata in massa a passare un periodo formativo all'estero grazie all'Erasmus, al Leonardo e alla miriade di progetti europei.

Le istituzioni europee guidate negli ultimi anni dai governi di destra hanno fatto molti passi indietro nel cammino di creazione dell'Europa dei popoli, imponendo l'egoismo di ciascuna nazione in campo economico che ha provocato lo stallo delle politiche di integrazione e la sofferenza di intere popolazioni.

Noi non ci stiamo, vogliamo che l'Europa sia la nostra casa e quella dei nostri figli. Vogliamo un'Europa più vicina ai suoi cittadini e non dominata dalle opportunità economiche e finanziarie di ciascun Paese.

Se anche a te sta a cuore la nuova Europa non hai scelta: il 24 e 25 febbraio devi votare il Partito Democratico. Lontano dal populismo antieuropeo di Berlusconi, della Lega, di Grillo e lontano dall'attuale gestione delle istituzioni europee rappresentata da Monti. Con la grande famiglia dei progressisti europei, la vera spinta verso la creazione di una nuova Europa.

Non abbiamo scelta: o una nuova Europa o il declino.


lunedì, febbraio 04, 2013

Solidarietà a Khalid Chaouki

La notizia delle aggressioni razziste via web nei confronti di Khalid Chaouki, candidato alla Camera dei Deputati del Partito Democratico in Campania, non possono che generare in tutti solidarietà e sdegno. Solidarietà per un amico e una persona perbene, che da anni si occupa delle tematiche legate ai diritti dei Nuovi Italiani, da sempre disponibile e presente a tutte le iniziative sull'immigrazione organizzate nel nostro territorio. Per questo tengo particolarmente a manifestare pubblicamente il mio pensiero. Che questi razzisti da quattro soldi si mettano pure l'anima in pace: grazie all'impegno di tanti, passato e presente, il futuro dell'Italia è ormai segnato. Un futuro di coesione e di un forte patto di cittadinanza tra il nostro Paese e chi lo ama, senza odio nè discriminazioni di provenienza o religione. Per questo attaccare Khalid è attaccare tutti coloro che ogni giorno portano sulle spalle un mattoncino che costruirà la nuova Italia, più giusta e moderna. A Khalid un grande "in bocca al lupo" per una serena conclusione della campagna elettorale.

          

lunedì, dicembre 03, 2012

Orgoglio e consapevolezza

Finalmente la corsa alla candidatura per il centrosinistra alle prossime elezioni è terminata. E' stata una sfida lunga, dura, coinvolgente. Sono state settimane in cui il dibattito all'interno della coalizione ha coinciso con la discussione dell'intero Paese. Un grande risultato, quindi, suggellato da una grande affluenza alle urne nonostante i forti venti dell'antipolitica che spazzano l'Italia. Un risultato reso possibile dal profondo radicamento delle forze politiche nei territori, un rapporto che ha resistito ai tanti anni di euforia leaderistica della politica italiana. Un radicamento fatto dei militanti autorganizzati che hanno organizzato i comitati per i candidati alimentando il dibattito locale in maniera capillare, di partiti che hanno offerto la propria struttura per costituire lo scheletro dell'organizzazione e poi le migliaia di volontari sempre pronti a fare un passo avanti quando c'è da offrire un contributo alla collettività. E' stata una grande festa della democrazia, di partecipazione, di gente che ci ha messo la faccia già dal 4 novembre, data d'inizio delle registrazioni. E' stata una dimostrazione che il popolo di centrosinistra è vivo e ha una voglia matta di dare una svolta a questo Paese. E' stato un segnale che la politica a tutti i livelli deve afferrare. Una richiesta di cambiamento, di discontinuità rispetto alla politica del ventennio berlusconiano, che sostituisca "l'uomo solo al comando" con la condivisione delle scelte e il cammino collettivo. E oggi non nascondo di essere orgoglioso di aver partecipato a questo grande evento. Orgoglioso delle persone con cui ho lavorato fianco a fianco e del progetto collettivo che stiamo tutti insieme portando avanti. Orgoglioso e consapevole di offrire un contributo alla crescita dell'Italia e che il cammino sarà ancora lungo e complesso. Consapevole che il percorso sarà tortuoso e faticoso, ma che alla fine ce la faremo.    

lunedì, novembre 12, 2012

Berlusconi Game Over: un anno dopo.



Un anno fa si chiudeva un'era. Berlusconi andava al Quirinale per rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dopo il collasso dello spread e il fantasma del default di una delle potenze economiche più importanti del mondo. Ricordo quella notte magica in cui migliaia di persone si riversarono spontaneamente per strada, "accompagnando" con canti, urla e imprecazioni la fine del regime Berlusconiano.Tanta gioia ma nessuna spensieratezza. La convinzione di dover ricostruire l'Italia dal giorno successivo era ben presente in tutti noi, così come era chiaro che il percorso da seguire sarebbe stato lungo, tortuoso, difficile e doloroso. Ma quella notte andava vissuta e fu una parzialissima ricompensa per tutte le battaglie combattute in tutti gli anni precedenti, quando sotto il fuoco dei mezzi di informazione non ci stancammo mai di metterci la faccia. E allora che goduria rivedere ancora oggi gli articoli dei giornali del giorno dopo che ci definirono "sciacalli"! A un anno di distanza, possiamo dire che il percorso che immaginavamo è stato intrapreso tra grandi sacrifici. Ora è giunto il momento di cambiare pagina e dare una sferzata al nostro Paese. C'è da stringere i denti, pensare, immaginare e ripartire. Soltanto così ci riapproprieremo delle speranze che per troppo tempo ci sono state negate. 

mercoledì, novembre 07, 2012

Occhi rossi

Stamattina guardandomi allo specchio ho avuto la prova tangibile del mio bruciore. Un bel paio di occhi rossi, gli occhi di chi ha fatto molto tardi e soccombe alla sveglia inesorabile delle 6:30. E' stata una notte tesa quella delle elezioni americane, così lontane ma così influenti per la vita di tutti noi. Si, perchè la conferma di Barack Obama alla Casa Bianca consente di proseguire il percorso del dialogo tra le nazioni, scongiurando il pericolo di dover fare i conti per quattro anni con una destra americana chiusa ed egoista. E allora stamattina mi ha fatto piacere lo scambio di sorrisi accennati tra i tanti occhi rossi sconosciuti al banco del bar sorseggiando un buon cappuccino. Oggi, considerando le poche ore di sonno, sarà un giorno un po' in salita, ma sarà un buon giorno. E ora tocca a noi europei completare la riscossa democratica e progressista, il completamento di un grande fronte comune che guardi alle grandi sfide dei nostri tempi con uno spirito innovativo e solidale. Tutto sommato di questi occhi rossi ne vado un po' fiero.

    

mercoledì, ottobre 24, 2012

Dalla rottamazione alla demolizione

L'ultima "trovata" dello staff di Matteo Renzi di appellarsi al garante della privacy per il regolamento delle primarie segna un passo molto rilevante nella storia del Partito Democratico. No, non è una provocazione. La portata del gesto non è per nulla irrilevante e segna un punto fondamentale per il presente e il futuro del partito. Non voglio entrare nel merito della specifica richiesta di Renzi, quello che più conta è che per la prima volta ci si appella ad autorità esterne per intervenire sulle dinamiche interne di un'organizzazione politica. Le scelte politiche di un partito che ha delle regole di funzionamento e di democrazia interna dovrebbero quindi potenzialmente allinearsi alla decisione di un organo terzo, la cui presidenza, tra l'altro, è stata selezionata tramite nomina politica (e anche su queste nomine ci sarebbe tutto da ridire). Ma la cosa più assurda e insopportabile è la totale mancanza di rispetto dei luoghi della democrazia interna del partito. Si, perchè il regolamento delle primarie è stato approvato all'unanimità dall'assemblea nazionale, i cui componenti sono stati delegati dalla base degli iscritti tramite congresso. E allora mi chiedo: perchè Renzi non ha dato battaglia nel luogo preposto in fase di discussione? Perchè i suoi sostenitori hanno votato a favore del regolamento? E perchè il giorno dell'assemblea nazionale, convocata soprattutto per modificare lo statuto del Partito Democratico per permettere la candidatura di Renzi, proprio lui la disertò preferendo andare a fare la campagna per la sua candidatura? Ecco la portata del gesto, un affronto alle regole democratiche del Partito Democratico. Un tentativo mediatico-leaderistico per imporre le proprie convenienze senza il consenso della maggioranza degli appartenenti al partito, un ottimo modo per passare dalla rottamazione alla demolizione del Partito Democratico.         

giovedì, ottobre 04, 2012

Lo strano Totem delle regole

L'attacco alla dirigenza (o alla diligenza) del Partito Democratico portata avanti da Matteo Renzi sulle regole delle prossime primarie di coalizione ha dell'incredibile. Stiamo parlando soprattutto della volontà di rendere vincolante l'iscrizione dei votanti all'albo degli elettori del centro-sinistra e l'organizzazione della competizione su un doppio turno. Scartando quest'ultimo punto, la cui efficacia pratica e politica può essere dibattuta elencando una sfilza di pro e contro, la creazione dell'albo degli elettori mi sembra un punto irrinunciabile per un corretto esito della competizione. L'appunto che fanno i renziani sul fatto che sia necessario aprirsi all'elettorato di centro-destra è pura follia. Dobbiamo ricordare che le primarie servono a identificare la guida politica di una futura coalizione di governo di centro-sinistra, per cui lo scopo è indicare la persona più adatta a portare avanti questo percorso e non viceversa cambiare l'identità del partito per farla calzare a misura di uno specifico candidato. Il gioco è tutto qui, decidere in famiglia chi sarà la persona più indicata a trasformare le nostre idee in atti concreti di governo. Quale azienda farebbe scegliere il proprio amministratore delegato alla concorrenza? Quale squadra di calcio farebbe scegliere la formazione da schierare in campo agli avversari? Il coinvolgimento del resto del Paese avverrà grazie alla bravura del candidato prescelto durante la campagna elettorale per le elezioni politiche, come è sempre stato e come avviene in tutte le democrazie. 

E poi lasciatemi dire che l'attacco di Renzi assume toni quasi berlusconiani. Attaccare la modifica delle regole usufruendo delle stesse modifiche, facendosi paladino della immodificabilità delle regole stesse. Eppure Renzi sa bene che senza le modifiche "ad personam" dello statuto del PD non potrebbe neanche partecipare alle primarie. E invece sta lì ad alimentare le divisioni, preparando il campo alla sua scissione per abbracciare quella parte di elettorato di centro-destra che a lui sta tanto a cuore.     

venerdì, settembre 21, 2012

Niente scuse

Come volevasi dimostrare. Renata Polverini non si è dimessa da presidente della Regione Lazio, nonostande lo scandalo destato dal fiume di denaro pubblico sperperato da elementi importanti della maggioranza che la sostengono. Un comportamento in pieno stile berlusconiano, quello che resiste al senso di vergogna sperando (spesso a ragione) nella memoria corta degli Italiani per superare i momenti più difficili. Parliamo di milioni di euro buttati per assecondare vizi e per comprare elettori, anch'essi corresponsabili di questo scempio. Sono proprio quelle oltre ventisettemila preferenze ricevute da Fiorito che stridono con quella cinghia che i cittadini sono sempre più costretti a stringere. E allora a nulla serve dire che il presidente non ne può sapere nulla e che la cosa riguarda il consiglio, perchè è lo stesso meccanismo emerso ad aver generato una parte del consenso che ha portato la Polverini alla Regione. Quindi niente scuse. E niente scuse neanche per tutti i consiglieri appartenenti agli altri partiti, perchè nella migliore delle ipotesi non si sono ribellati e spesso hanno sfruttato privilegi per tornaconto personale. E' il momento di spazzar via questi personaggi con un bel colpo di scopa, di togliere le incrostazioni di una classe dirigente avida e incapace. Abbiamo bisogno di persone responsabili e capaci. Questa volta non ci sono scuse.  
 

giovedì, settembre 13, 2012

Rispetto.

A scanso di equivoci lo dico subito: alle prossime primarie del centrosinistra non voterò per Matteo Renzi. Detto questo vedo in giro un clima che non mi piace, un atteggiamento sbagliato nei suoi confronti. La sufficienza, lo sberleffo a volte a limite dell'insulto non fa che ridurre la competizione politica a una stupida e inutile lotta tra fazioni. No, così proprio non va, e onestamente va contro lo spirito stesso delle primarie, che devono essere un elemento di arricchimento per il partito e per la coalizione. E allora che sia una competizione all'insegna delle idee, dell'innovazione, anche con toni accesi, ma con il necessario rispetto reciproco. Quel rispetto che sarà anche nei confronti di tutto il popolo del centrosinistra, che ha bisogno di tutto tranne che di nuove risse. E poi, più cinicamente, credo che l'attacco alla persona sia un discreto boomerang per il consenso. E allora programmi, idee, vedute e squadre. Mettiamo questo sul tavolo, il nostro vero grande capitale che dovremo mettere a frutto a servizio del Paese.         

lunedì, settembre 10, 2012

Il nostro abbraccio

Mi fa riflettere oggi leggere alcuni commenti sui vari siti a proposito della conclusione del discorso di Pierluigi Bersani in occasione della chiusura della Festa dell'Unità nazionale svoltasi a Reggio Emilia. Commenti spesso sarcastici, a volte rabbiosi, altri addirittura chiaramente xenofobi. C'è chi scrive che quella di Bersani sia stata una ridicola trovata pubblicitaria, per darsi un "tono di sinistra". Evidentemente questa gente non sa o fa finta di non sapere che Bersani in persona, da quando è segretario del Partito Democratico, dà voce alla legittma richiesta dello ius soli. E inoltre ignora l'ormai vasta produzione di proposte di legge che i Democratici promuovono, oltre all'impegno sul campo nelle campagne di sensibilizzazione e dell'elaborazione di nuove politiche per l'inclusione. Tra i meriti della gestione Bersani e del Forum Immigrazione spicca sicuramente il nuovo approccio alle tematiche dell'immigrazione, un tempo relegate al silenzio soprattutto in prossimità degli appuntamenti elettorali. Il dogma "Parlare di immigrazione fa perdere voti" in un Paese imbarbarito da troppi anni di terrorismo mediatico è stato così affrontato a viso aperto, con coraggio, riuscendo ad apporre all'approccio puramente solidaristico (senza distruggere il senso di solidarietà sociale) la razionalità che deve contraddistinguere una forza di governo. E allora quell'abbraccio era anche il mio abbraccio e di tutti quelli che lavorano ogni giorno per questa battaglia di civiltà. Tutto il resto sono solo chiacchiere.    

venerdì, maggio 11, 2012

Per fortuna manca poco

Ci sono limiti che un'istituzione seria non dovrebbe mai superare a prescindere dal credo dei suoi protagonisti. Uno di quei limiti è rappresentato dall'attenta elargizione dei patrocini a manifestazioni ti stampo integralista religioso. Invece a Roma ormai da tempo ogni limite di opportunità sembra ormai varcato da un'amministrazione che risulta inadeguata su tutti i fronti, culturale prima ancora che politico e amministrativo. Così Roma Capitale ha offerto il patrocinio alla "marcia nazionale della vita", la manifestazione integralista che domenica sfilerà per le strade della capitale contro l'aborto. Una manifestazione alla quale parteciperanno alcune tra le organizzazioni politiche e non più retrograde d'Italia come Forza Nuova e Militia Christi. Un'altra occasione ben sfruttata da Gianni Alemanno per sporcare una volta di più quei simboli istituzionali che dovrebbero rappresentare tutti i cittadini. Roma ha bisogno di un Sindaco.

mercoledì, maggio 09, 2012

Dignità per Catanzaro

Era inevitabile, questa tornata elettorale per l'elezione del Sindaco di Catanzaro non poteva che rappresentare un momento di rottura per la vita passata e futura della città. La carica prorompente di cambiamento rappresentata dal gruppo a sostegno di Salvatore Scalzo contro la forza e l'influenza dei poteri forti esercitate da Sergio Abramo. Lo sforzo collettivo per immaginare un futuro diverso contro lo schema normalizzatrice e conservatore. In questo scontro frontale, oltre al governo del capoluogo, la posta in gioco è l'idea stessa della politica. Lo scontro tra ciò che è sempre stato e ciò che vorremmo per il bene comune. Poi, come spesso accade, la realtà supera ogni fantasia, così ci troviamo nella incredibile situazione in cui Sergio Abramo si trova a una manciata di voti dal raggiungimento del quorum che gli garantirebbe il passaggio diretto al primo turno. Ma questa paradossalmente forse è soltanto un'ulteriore opportunità offerta alla città per il cambiamento. E' inutile prendersi in giro. Da quando ho coscienza delle dinamiche politiche ho sempre sentito parlare di compravendita dei voti in termini di favori, privilegi, denaro. E chi di voi non ha mai sentito parlare di pressioni esercitate sui dipendenti dei call center cittadini, dei supermercati o di altre imprese da parte dei proprietari? E chi non ha mai sentito parlare di offerte economiche del tipo "25 euro prima e 25 dopo il voto"? E chi non ha mai sentito parlare di accordi tra alcuni candidati e rappresentanti della comunità rom? E chi oggi ha già dimenticato l'infinito squallore rappresentato nel reportage girato a Catanzaro qualche anno fa da Riccardo Iacona? Ecco che allora la coraggiosa azione di trasparenza intrapresa da Salvatore Scalzo e dalle forze di centrosinistra assume dei connotati storici, perchè per la prima volta si esce allo scoperto per combattere quelle pratiche che hanno posizionato la nostra città nello scantinato della democrazia partecipata. Che sia ben chiaro a tutti, questa è una battaglia di civiltà che sarà necessario vincere, un treno che con estrema difficoltà potrà passare una seconda volta. Una battaglia che va combattuta tutti insieme e a viso scoperto, perchè oltre al futuro di Catanzaro in gioco c'è la dignità stessa dei cittadini.      

lunedì, maggio 07, 2012

Bastiglia d'Europa

Il voto in Francia è andato secondo i migliori auspici di chi ha a cuore un nuovo fronte progressista europeo. La posta in gioco, si sa, era davvero alta. C'era l'approccio ai problemi legati alla crisi economica, i rapporti tra gli Stati membri dell'Unione Europea. In gioco c'era il futuro stesso dell'Europa. Un futuro che dipenderà anche dalle consultazioni elettorali che seguiranno nei prossimi mesi, soprattutto quelle che riguarderanno Italia e Germania. Ma oggi si è segnato il primo importante passo verso quella via d'uscita dalla crisi economica e morale in cui l'Europa si è cacciata in questi anni di governo delle destre. L'elezione di Hollande segna l'uscita di scena di Nicolas Sarkozy, uno dei personaggi che più hanno nociuto alla salute dell'Unione Europea, sia lavorando in proprio, sia al fianco di Angela Merkel. Da domani si dovrà iniziare un lavoro di ricostruzione, partendo dalla complicatissima situazione greca, che sembra non trovare soluzione neanche alla luce delle elezioni di oggi. Le difficoltà, si sa, saranno enormi, ma la convinzione è che il nuovo approccio alle politiche comunitarie sarà quello vincente. Ora non ci resta che continuare a lavorare per la creazione delle condizioni per la formazione del grande fronte progressista europeo che, non mi stancherò mai di ripeterlo, passerà necessariamente dall'elezione di Pierluigi Bersani e Sigmar Gabriel. Ma intanto stasera festeggiamo a questo nuovo corso, auspicando tempi nuovi con una nuova Europa.  
Date un'occhiata a questo video. Si tratta del messaggio inviato dall'allora candidato Hollande al Partito democratico durante la manifestazione del 5 novembre 2011.

domenica, aprile 22, 2012

Allez!!!

Dalle 8 di oggi in Francia sono aperti i seggi per il primo turno delle elezioni presidenziali, che si concluderanno con il secondo decisivo turno tra due settimane. Questa volta, più di tante altre, i riflettori sono accesi sull'esito di queste consultazioni per la valenza in termini europei della scelta dei francesi. Non sarà in gioco soltanto l'Eliseo, ma una visione complessiva dell'Europa tutta. Da una parte l'approccio egoistico tenuto in questi anni da Sarkozy che, connivente con Angela Merkel, ha portato alla disgregazione generale dell'Unione e all'esplosione nel nostro continente della crisi dei debiti, dall'altra l'europeismo convinto di Francois Hollande. Proprio lui, l'uomo comune che va in giro per Parigi con il motorino, a simboleggiare la fine dei governanti carismatici e il ritorno della normalità della ragionevolezza e della condivisione. E noi, da Italiani ed Europei, non possiamo che augurarci che i Francesi inizino questa fase nuova per l'Europa, in questi anni umiliata da una destra incapace, egoista e senza idee. L'Unione ha bisogno di governanti che guardino lontano e che vedano nella crescita dell'Unione la crescita di tutte le comunità nazionali, con lo scopo di creare una grande comunità europea. Una comunità di uomini e donne, di ideali, di diritti, di responsabilità e di sogni. E allora partiamo da qui, partecipando in maniera interessata alle elezioni francesi sostenendo Francois Hollande per la nuova riscossa dell'Europa unita, che potrà compiersi con le vittorie di Sigmar Gabriel in Germania e Pierluigi Bersani in Italia.         

mercoledì, aprile 11, 2012

Favole ai leghisti

La manifestazione dell'orgoglio leghista andata in scena ieri sera da Bergamo e trasmessa in diretta da La7 ha avuto sapore tra il surreale e il grottesco. Vedere ancora tanta gente così manipolabile fa sempre una certa impressione. Dopo tutto quello che sta venendo fuori dalle indagini (arrivate dopo mesi e anni di dicerie e sospetti) l'entusiasmo e la foga con cui in tanti invocavano il nome di Bossi è veramente imbarazzante. E che pena sentire Maroni accollare tutte le responsabilità all'ex tesoriere Belsito e a Rosy Mauro, come se questi due fossero stati i padroni assoluti di un partito creato e gestito da sempre proprio da Bossi e Maroni. Ma evidentemente a nessuno salta in mente di dire che almeno politicamente i colpevoli sono proprio loro, che hanno fatto crescere il partito impostando meccanismi padronali. E ora gli stessi, come i tiranni sull'orlo del baratro promettono democrazia al popolo inferocito, annunciano fantomatiche operazioni di pulizia, soldi alle sezioni e nuovo slancio. Ma evidentemente a questi leghisti basta veramente poco per scaldarsi il cuore con stanche favole alle quali probabilmente neanche loro credono più.

martedì, aprile 03, 2012

Che la bomba deflagri.

La probabile fine della forza politica più populista d'Italia, che ha segnato in negativo gli ultimi vent'anni della vita del nostro Paese dovrebbe strapparmi un sorriso. Pensare alla fine di quel degrado culturale che ha spinto gli Italiani uno contro l'altro, a vedere i migranti come nemici da scacciare, a minare tutti i simboli dell'unità d'Italia e ad alimentare qualsiasi tipo di intolleranza dovrebbe essere un sollievo. Invece rabbia, solo rabbia. Pensare alla "distrazione" di denaro pubblico destinato ai rimborsi elettorali per usi impropri non può che scatenare ira, perchè non si tratta solo di un furto, ma di uno sfregio nei confronti di un popolo che arrancando sta cercando di pagare quel debito accumulato in decenni di cattiva gestione dello Stato. E che dire di tutte le persone che hanno varcato abbondantemente la soglia della povertà, dei cassaintegrati, dei disoccupati, dei pensionati, di quegli imprenditori che non ce la fanno e si tolgono la vita. Certo, è doveroso attendere gli sviluppi delle indagini congiunte delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, ma le accuse sono davvero pesanti, si parla addirittura del coinvolgimento di personaggi legati alla 'ndrangheta. Vedremo come andrà a finire, in ogni caso spero che questa bomba generi opportuni effetti nello scenario politico nazionale.       

martedì, marzo 13, 2012

Non spegnete Telejato.

Ieri sera ho avuto l'onore di ascoltare e parlare con Pino Maniaci, il proprietario di Telejato. L'occasione è stata l'incontro "Informazione e cultura della legalità" presso il Circolo PDEsquilino. Telejato è un'emittente televisiva locale con sede a Partinico, in uno degli storici centri della criminalità organizzata siciliana, che ha due particolarità: la prima è il suo essere a conduzione familiare, la seconda è che rappresenta un baluardo dell'informazione antimafia. Pino Maniaci per la sua instancabile attività è stato ed è tuttora oggetto di continue minacce, attentati e aggressioni, tra cui "spicca" il tentato omicidio subito nel 2008. Ma i riflettori anche in quei giorni non si sono mai spenti, anzi l'attività della famiglia Maniaci trova linfa nuova quando si tratta di reagire alla violenza mafiosa. 

Ma oggi Telejato deve temere un altro tipo di minaccia, che non ha nulla a che vedere con le pistole o gli attacchi intimidatori. La Finanziaria 2011 prevede infatti che le nuove frequenze televisive del digitale terrestre, a meno di tre reti RAI, di Mediaset, La7 e Sky, debbano essere assegnate secondo graduatorie regionali secondo criteri di rilevanza economica e sotto pagamento di importanti somme di denaro. Questo significa che in tutto il territorio nazionale 250 emittenti locali rischiano la chiusura, soprattutto quelle che si basano sul volontariato e che offrono un servizio pubblico. Se tutta questa vicenda dovesse concludersi come previsto dalla finanziaria lo Stato potrebbe riuscire a spegnere quei riflettori che la mafia non è riuscita a spegnere. E questo, oltre a rappresentare una perdita enorme per il diritto di informazione, sarebbe un modo per lasciare Pino Maniaci e la sua famiglia alla mercè dell'organizzazione mafiosa.

Oggi si terrà una conferenza stampa in cui si parlerà di questo problema con Pino Maniaci e i rappresentanti di PD, IdV, FLI, UdC e altre associazioni. Credo che un imopegno della politica su questo tema sia doveroso. Da oggi troverete il banner del comitato "Siamo tutti Telejato". Cliccateci su e date una letta.

giovedì, marzo 08, 2012

Fuorisede a Roma per Salvatore Scalzo: si riparte!

Le elezioni comunali di Catanzaro del 6 e 7 maggio prossimi si avvicinano, è giunto quindi il tempo di rimboccarsi le maniche e riprendere quello che avevamo lasciato circa un anno fa. Questa sera si è riunito per la prima volta il comitato di Roma a sostegno della candidatura di Salvatore Scalzo a Sindaco di Catanzaro. Il Comitato è costituito da studenti e lavoratori che pur vivendo a Roma non possono e non vogliono restare indifferenti ai problemi e alle aspirazioni della propria città. Si ricomincia il cammino, allora, ma rispetto a un anno fa con più consapevolezza e con la convinzione che questa volta un grande risultato sia davvero possibile. Vi aspettiamo numerosi!

Per qualsiasi informazione scrivetemi pure (cesare.dornetti@gmail.com) o aggiungetevi al gruppo facebook "Studenti e lavoratori a Roma per Salvatore Scalzo sindaco di Catanzaro"

mercoledì, marzo 07, 2012

Tornando a Palermo.

Le primarie di domenica scorsa a Palermo segnano inevitabilmente un altro punto critico nel momento difficile che sta attraversando il Partito Democratico. Intendo precisare, da meridionale, che purtroppo la chiamata al voto di questo tipo non può essere realmente rappresentativa della volontà del popolo italiano. Conosciamo bene alcune dinamiche che spingono molte persone a votare, dinamiche che spesso esulano dall'interesse politico per appoggiarsi a logiche di tipo clientelare. E il numero abnorme di votanti, che potrebbe essere un elemento di grande soddisfazione, in realtà mi lascia sempre un retrogusto un po' strano. Proprio per questo motivo tutte le congetture conseguenti alla sconfitta di Rita Borsellino, candidata ufficiale di PD, Vendola e Di Pietro mi appaiono perlomeno pretestuose. Mi dispiace, ma non credo proprio che la sconfitta della Borsellino a Palermo rappresenti la bocciatura da parte dell'elettorato di centrosinistra di una coalizione PD-Sel-IdV. Mi sembra piuttosto in malafede chi in questo momento stia affermando il contrario, spingendo per un'alleanza con l'UDC che tagli fuori le altre forze politiche naturalmente più affini al Partito Democratico. Semmai questa sconfitta è stata causata dalla disgregazione all'interno del PD locale e nazionale, che ancora permette con un regolamento assolutamente da rivedere molte candidature all'interno dello stesso partito, che dà adito all'esaltazione dei singoli e offre ghiotte occasioni alle eterne minoranze di mettere in discussione la leadership del partito democraticamente eletta. Non mi dilungherò oltre, nei prossimi giorni approfondirò un po' meglio sia il discorso primarie, sia quello delle minoranze.