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venerdì, agosto 05, 2011

Cuori induriti

In questi giorni in cui la crisi economica fa la parte del leone nell'informazione (o disinformazione) italiana, d'altra parte anche io ho dedicato un po' di post a riguardo, non possiamo far finta di niente su quello che sta succedendo nel Mediterraneo alla luce delle ultime due tragedie del mare. I dati sono allarmanti. Parliamo di almeno 1700 morti dall'inizio dell'anno, 200 sulla tratta tunisina e 1500 su quella libica (guardate attentamente il video dell'intervento dell'on.Sarubbi alla Camera per avere un'idea). In questo dramma di dimensioni apocalittiche il nostro paese sembra vivere distrattamente, incanalato com'è ormai da troppo tempo in un approccio astioso nei confronti dei migranti. Ma qui parliamo di vite umane, di persone che per disperazione o costrizione si mettono su un barcone andando incontro a pericoli di ogni genere. Uomini, donne e bambini senza speranza, vittime della fame e delle guerre. E noi restiamo qui con il cuore indurito dalla cura leghista e xenofoba, mostrando il volto peggiore dell'Italia in nome di non si sa cosa. L'immigrazione è un fenomeno che va gestito e amministrato con intelligenza e razionalità, ma se perdiamo l'umanità perderemo tutto. 


martedì, luglio 26, 2011

Più educazione, meno sicurezza.

Con questo post provo a chiudere il cerchio su questi giorni passati a riflettere su quello che è accaduto in Norvegia. Sulle ragioni profonde di un gesto che, per quanto estremo, rappresenta una componente non trascurabile della società occidentale. Le parole pronunciate da Borghezio sono espressione di un pensiero che è realmente presente e condiviso da una parte del mondo occidentale, per cui oltre alla giustificata indignazione si dovrà pensare a come costruire un futuro privo di certe deviazioni. E risuonano le parole lucide e lungimiranti, nonostante lo stato di shock, del sindaco di Oslo "c'è bisogno più di educazione che di sicurezza". Come dargli torto, come non sentirsi spronati a dare un contributo in questa direzione, come non sentirsi comunque coinvolti! E allora vi ripropongo un video che ho postato un po' di tempo fa, ma che oggi è più che mai di attualità. E' uno spezzone di un documentario francese sui movimenti neofascisti europei. Sentite la strategia per raggiungere il potere che Borghezio consiglia agli estremisti neri francesi, fa rabbrividire. Puntare sul regionalismo, governare i piccoli comuni, presentarsi come un movimento cattolico, per non far vedere alla gente la vera faccia dei nostalgici neofascisti. E' questa la chiave di lettura, l'humus culturale che ha alimentato il pensiero di Breivik. Dobbiamo esserne consapevoli per vigilare ed agire di conseguenza.

Borghezio sta con Breivik "al netto della violenza"

Tornando a quello che ho scritto nell'ultimo post, guardate il video che riporta un pezzo dell'intervista rilasciata da Borghezio (Lega Nord) alla trasmissione radiofonica "La zanzara" di Radio24. Sentite e tremate. Borghezio giudica molte delle idee di Breivik, lo stragista norvegese, condivisibili e buone, alcune ottime. E' proprio questo il male che rischia di attanagliare l'occidente. Ed è inutile dire, come fa Borghezio, che si possono condividere certe idee "al netto della violenza", perchè sono proprio quelle idee che portano con sè un carico violento, che anche se oggi non si esprime non verrà mai depotenziato. La violenza politica è un qualcosa che scava nelle coscienze, che cova in silenzio per poi esplodere improvvisamente. Non possiamo accettare che i Borghezio con le loro azioni scellerate diano alla nostra società un'impronta integralista, xenofoba, intollerante. Il futuro non è il loro, il futuro è nostro.

lunedì, luglio 25, 2011

Due righe sulla Norvegia.

Le stragi avvenute in Norvegia venerdì scorso non potranno mai essere dimenticate. Una carneficina perpetrata in uno dei paesi più tranquilli del mondo. Una bomba nel pieno centro di Oslo e la mattanza all'interno di un campo estivo organizzato dai giovani del Partito Laburista nell'isola di Utoya. Il pensiero di molti è subito andato a trovare i colpevoli tra i gruppi terroristici islamici (guardate qui che figuraccia ha fatto il Giornale), che avrebbero colpito per punire uno dei paesi in cui erano state pubblicate le famigerate vignette contenenti ironia nei confronti di Maometto. C'è voluto un attimo e il polverone anti islam si era ormai alzato, soprattutto tra chi della xenofobia e della protezione dei valori cristiani fa un cavallo di battaglia. E invece la realtà ha mostrato tutt'altro. Ha mostrato i frutti avvelenati e mortali delle campagne d'odio nei confronti non solo dei diversi, ma di chi considera la diversità come una ricchezza. Le stragi in Norvegia non sono casuali, Anders Behring Breivik non può essere considerato semplicemente come un pazzo, sarebbe troppo semplicistico, superficiale e ipocrita. La carneficina ha profonde radici politiche e ideologiche. Colpire il partito laburista è stata una scelta lucida di chi non sopporta l'idea di una società libera e profondamente laica, la scelta di massacrare quelle decine di ragazzi ventenni voleva essere un modo per profanare un luogo in cui si predica l'apertura della società alle diverse culture e religioni e uccidere chi in futuro applicherà questi insegnamenti. Questi avvenimenti dovrebbero farci riflettere molto sulla strada che la società occidentale ha intrapreso nel confronto con le altre culture e religioni. Troppo spesso, attraverso le campagne di stampa e le scelte politiche si alimentano timori che si traformano in chiusura, aggressività, a volte odio. Le stragi sono state dei gesti estremi, ma non possiamo nascondere che nei confronti dei diversi si ha un approccio sempre più duro, sia da parte di pezzi di popolazione, sia da parte di alcuni stati (tra cui purtroppo il nostro). A questa deriva si può contrapporre soltanto la cultura, la conoscenza reciproca, il contatto diretto, il dialogo. Lo sforzo di tutte le forze politiche e della società civile negli anni avvenire dovra concentrarsi molto su questi aspetti. In gioco c'è il nostro futuro e quello dei nostri figli.