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giovedì, giugno 23, 2011

Referendum sull'acqua. Prospettive.

Durante l'ultima campagna referendaria il tema più sentito, insieme al nucleare di cui ho già scritto, è stato quello relativo alla gestione dell'acqua. Con il voto gli Italiani hanno abolito l'obbligo di privatizzare una parte della gestione della filiera idrica e il meccanismo di determinazione della quota di remunerazione garantita ai privati che investono nel settore. Come avete potuto leggere su questo blog io ho sostenuto la campagna per 2 si, ma con la consapevolezza che questo voto avrebbe significato la necessità di mettere mano alla regolamentazione del settore, il che significa avvicinare l'ideale al pratico, il principio al realismo. Proprio in quest'ottica secondo me è necessario:

  1. Realizzare un'analisi seria delle risorse umane e professionali presenti all'interno degli enti pubblici. E' fondamentale conoscere l'effettivo potenziale dei dipendenti pubblici, per capirne le capacità incrementare le competenze. Non basta avere il controllo pubblico dell'acqua, è necessario che la gestione sia efficiente.
  2. Dove il pubblico non riesce a fornire tutti i servizi necessari, entro certi limiti qualità e quantità, si può ricorrere a una parziale liberalizzazione dei servizi. Il controllo deve rimanere pubblico e la maggioranza degli organi dirigenti dovranno essere costituiti da tecnici del settore. Questi percepiranno una retribuzione legata ad obiettivi di qualità che verrano stabiliti prima dell'insediamento. Nel contratto dei dirigenti degli enti saranno inserite clausole che introducono responsabilità personali in caso di gestione dell'azienda che non segua la specificità del servizio pubblico. Inoltre, non potranno far parte della dirigenza persone in contatto economico, anche indiretto, con aziende del settore idrico (per esempio, non posso dirigere un ente che può fornire lavoro ad una società di cui posseggo azioni).
  3. Modificare il sistema di remunerazione dei privati. La retribuzione dei privati deve essere legata alla qualità del servizio. Il principio guida deve essere che il privato guadagna soltanto se la collettività guadagna. Faccio un esempio. Un ente, chiaramente dopo gara d'appalto, dà in gestione una tratta di acquedotto a un privato. Ammettiamo che questa tratta abbia in partenza una quota di acqua dispersa pari al 45%. Il sistema deve permettere al privato di guadagnare bene se nel tempo riesce a ridurre quella percentuale, quindi se in un anno si arriva al 43% la società avrà una renumerazione legata al 2% risparmiato dalla collettività. Inoltre si possono identificare altri obiettivi di qualità, come la tempestività degli interventi o altro ancora. L'importante è che gli interessi dei privati coincidano con quelli della collettività.

lunedì, giugno 20, 2011

Referendum sul Nucleare. E ora?

A due settimane dal Referendum che ha visto la bocciatura della legge del governo Berlusconi che prevedeva il ritorno dell'Italia al nucleare, si impone una seria discussione sui temi energetici. Si, perchè guai a pensare che abbiamo vinto la partita, perchè aver votato contro il nucleare è solo il primo round di un gioco ben più ampio. Per prima cosa, messo da parte il nucleare, si deve imporre come una delle priorità assolute del governo la definizione delle linee guida della politica energetica italiana. La politica dovrà sia affrontare scelte di indirizzo interno, sia muoversi in campo internazionale. Da queste scelte dipenderà una buona parte dello sviluppo italiano dei prossimi decenni. Schematizzando il problema vi elenco i seguenti punti che il governo dovrebbe affrontare (con successo) in questo momento:


  1. Definizione di un nuovo piano energetico nazionale che non contempli la costruzione di centrali nucleari e indichi la strada da seguire su un orizzonte ventennale.
  2. Attuare una seria politica internazionale, ottenendo accordi sull'approvvigionamento energetico anche con paesi che non siano le superpotenze (es.Russia). La diversificazione degli approvvigionamenti ha vantaggi sia di tipo economico sia di immunizzazione rispetto a possibili tensioni internazionali.
  3. Puntare sull'efficienza energetica degli edifici esistenti. Attualmente il risparmio energetico costituisce la maggior fonte di margine di guadagno. L'efficienza energetica ha come vantaggio fondamentale quello di far risparmiare sia i singoli utenti sia lo Stato, che da una parte riduce la bolletta energetica nazionale, dall'altra è meno vincolato ai grandi produttori e distributori di combustibili. Altro aspetto molto importante è che la presenza sul territorio nazionale di una radicata vitalità industriale in questo campo rappresenta anche un'ottima via per lo sviluppo economico del Paese.
  4. Attuare un piano per le energie alternative, affiancando al sistema di incentivazione per gli utenti delle facilitazioni per chi voglia avviare un'impresa che realizzi tecnologia (escludendo le società di servizi). Questa misura è fondamentale per creare anche in Italia una rete industriale delle energie rinnovabili, per far ricadere nel nostro Paese almeno una parte degli incentivi corrisposti agli utenti finali, oltre che per creare posti di lavoro.
  5. Potenziare ogni tipo di trasporto pubblico, disincentivare il trasporto privato sopratutto se altamente inquinante.
  6. Sostenere la ricerca pubblica e privata nel campo energetico, anche sulla tecnologia nucleare.

lunedì, giugno 06, 2011

Acqua Pubblica. Perchè votare SI.

Nei giorni 12 e 13 giugno prossimi siamo chiamati a votare per i referendum abrogativi riguardanti, semplificando molto, il nucleare, l'acqua pubblica e il legittimo impedimento. Oggi svilupperò i quesiti n.1 e 2, relativi rispettivamente alle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali e sulla determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, elencando i 10 punti per cui credo sia importante votare SI.
1. Perchè l'acqua è un bene pubblico. La capacità di uno Stato di non cedere in maniera indiscriminata alla tentazione delle leggi di mercato sui beni pubblici è un indice di civiltà.

2. Perchè la privatizzazione dei servizi legati alla distribuzione dell'acqua non può essere resa obbligatoria da una legge dello Stato.

3. Perchè la quota parte di servizio privatizzato non può essere oggetto di speculazione.

4. Perchè la tariffa dell'acqua pagata dai cittadini non deve essere calcolata in funzione della garanzia di determinati margini di guadagno dei privati.

5. Perchè la battaglia più importante per l'acqua è quella dell'efficienza della distribuzione, dell'uso e del suo recupero.

Nucleare. Perchè votare SI.

Nei giorni 12 e 13 giugno prossimi siamo chiamati a votare per i referendum abrogativi riguardanti, semplificando molto, il nucleare, l'acqua pubblica e il legittimo impedimento. Oggi svilupperò il quesito n.3, relativo alla costruzione di nuove centrali nucleari, elencando i 10 punti per cui credo sia importante votare SI.
1. Perchè è stato dimostrato che non esistono impianti completamente sicuri, lo dimostrano gli ultimi avvenimenti in Giappone.
2. Perchè l'Italia ha un territorio che non si presta all'installazione di centrali atomiche, sia per motivi morfologici, sia per la sua densità di popolazione.
3. Perchè la costruzione di nuove centrali non soddisferebbe le necessità energetiche prima di 20 anni, senza dimenticare il presentarsi di problematiche legate all'approvvigionamento dei combustibili nucleari. La scelta nucleare non esonera lo Stato dal dovere di affrontare una politica energetica seria e multilaterale.
4. Perchè investendo in ricerca, tra 20 anni (ma sicuramente anche prima), raggiungeremo risultati tecnologici che ci permetteranno di produrre più energia pulita rispetto ad oggi.
5. Perchè la maggiore fonte di energia pulita in Italia è il risparmio energetico, che deve essere maggiormente incentivato.
6. Perchè il piano nucleare fermerebbe definitivamente la (poca) ricerca italiana sulle fonti rinnovabili, che deve essere invece fortemente sostenuta, soprattutto in ottica industriale.
7. Perchè le scorie sono un'eredità troppo pesante per le future generazioni. Non abbiamo il diritto di far pagare ad altri il prezzo delle nostre scelte.
8. Perchè nessuna regione sarebbe disposta a ospitare un impianto nucleare, facendo pesare inutilmente sulla collettività i costi della pianificazione.
9. Perchè la tecnologia costruttiva delle centrali nucleari, importata dalla Francia, sarebbe dello stesso tipo di quella che sta creando notevoli problemi di realizzazione in altri paesi (per esempio Finlandia)
10. Perchè alla realizzazione delle centrali, dunque ai suoi costi, si accompagnerebbe il riassetto generale della rete di trasmissione nazionale. L'obiettivo da perseguire deve essere la generazione distribuita e non la realizzazione di mega poli di produzione elettrica.