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lunedì, settembre 10, 2012

Il nostro abbraccio

Mi fa riflettere oggi leggere alcuni commenti sui vari siti a proposito della conclusione del discorso di Pierluigi Bersani in occasione della chiusura della Festa dell'Unità nazionale svoltasi a Reggio Emilia. Commenti spesso sarcastici, a volte rabbiosi, altri addirittura chiaramente xenofobi. C'è chi scrive che quella di Bersani sia stata una ridicola trovata pubblicitaria, per darsi un "tono di sinistra". Evidentemente questa gente non sa o fa finta di non sapere che Bersani in persona, da quando è segretario del Partito Democratico, dà voce alla legittma richiesta dello ius soli. E inoltre ignora l'ormai vasta produzione di proposte di legge che i Democratici promuovono, oltre all'impegno sul campo nelle campagne di sensibilizzazione e dell'elaborazione di nuove politiche per l'inclusione. Tra i meriti della gestione Bersani e del Forum Immigrazione spicca sicuramente il nuovo approccio alle tematiche dell'immigrazione, un tempo relegate al silenzio soprattutto in prossimità degli appuntamenti elettorali. Il dogma "Parlare di immigrazione fa perdere voti" in un Paese imbarbarito da troppi anni di terrorismo mediatico è stato così affrontato a viso aperto, con coraggio, riuscendo ad apporre all'approccio puramente solidaristico (senza distruggere il senso di solidarietà sociale) la razionalità che deve contraddistinguere una forza di governo. E allora quell'abbraccio era anche il mio abbraccio e di tutti quelli che lavorano ogni giorno per questa battaglia di civiltà. Tutto il resto sono solo chiacchiere.    

martedì, gennaio 24, 2012

La liberalizzazione delle idiozie.

Il post apparso ieri sul blog di Beppe Grillo ha dato sfogo una volta ancora alla sua ostentazione di voler apparire sempre alternativo a chiunque, prendendo una cantonata imbarazzante. Il titolo è tutto un programma: "La liberalizzazione delle nascite" e il contenuto ancora peggio. In poche righe scrive che non ha senso dare la cittadinanza a chi nasce in Italia, se non per distrarre gli Italiani dai problemi reali e trasformarli in tifosi che si dividono tra buonisti di sinistra e xenofobi di destra. Caro Grillo, è evidente la tua totale alienazione dalla vita di tutti i giorni. Vallo a spiegare a tutti quei ragazzi che non hanno conosciuto mai nessun paese che non sia l'Italia e sono costretti a sentirsi stranieri in casa. Vai tu con la tua spocchia a spiegargli che non è un problema reale avere un cuore che batte per una patria che non ti accetta. Spiegalo a quei ragazzi che neanche si pongono il problema della nazionalità del compagno di banco, perchè è cresciuto con loro in maniera troppo naturale da poter applicare quegli stupidi schemi che rimandano a vetuste regole. E poi vieni a spiegarlo a noi che combattiamo per un futuro migliore e un'Italia civile. Spiegaci, se ci riesci, come possiamo ripudiare quei fratelli d'Italia che ogni giorno con noi costruiscono il futuro del Paese. Come possiamo trascurare il fatto che la cittadinanza consapevole rappresenti il muro portante di una società civile, che la condivisione dei diritti e dei doveri siano i mattoni e il civismo e la solidarietà le braccia che costruiscono la nostra casa comune?

Vedi Grillo, a volte è meglio tacere che liberalizzare le idiozie.   

martedì, novembre 22, 2011

Fratelli d'Italia

In questo periodo di grossi cambiamenti all'interno del nostro Paese, c'è per me una grande fonte di gioia che deriva dalla ribalta che sta interessando il tema della cittadinanza per chi nasce in Italia, anche se figlio di immigrati. E' una vera e propria battaglia di civiltà che affonda le radici nel senso stesso di cittadinanza, quel patto tra l'individuo e lo Stato, tra sè e la collettività, le sue regole e la compartecipazione alla crescita di un Paese. Sentire le parole del Presidente Napolitano in cui si definisce "follia e assurdità" la negazione del diritto di cittadinanza ai nuovi italiani mi riempie di gioia. Così come mi ha emozionato il trasporto e la convinzione con cui il Segretario del Partito Democratico Bersani, durante la dichiarazione di voto per la fiducia alla Camera, ha urlato la vergona dello stato attuale delle cose e invocato la necessità cambiamento. D'altronde è da molto tempo che si lavora in tal senso, sulle proposte concrete di nuovi meccanismi che abbandonino lo "ius sanguinis", il diritto di sangue, per abbracciare lo "ius soli", il diritto di nascita o di suolo. Pensiamo ai bambini che nascono e crescono in Italia sentendosi italiani al 100%, che spesso non sono neanche mi stati nei Paesi di provenienza dei propri genitori, che al compimento della maggiore età sono non riconosciuti dal nostro ordinamento. Una vergogna, un segno di inciviltà e cecità a tutti i livelli. Come facciamo a non riconoscere in quei ragazzi dei "fratelli d'Italia?" Cosa vuol dire allora essere Italiani? Sento e vedo che è arrivato il momento di fare il grande passo, che non è una concessione bensì un salto in alto verso il futuro. Un grande salto che deve essere compiuto dalle tante gambe di chi guarda in avanti e immagina una società diversa, più equa, più giusta e partecipata



ps: Questo blog aderisce alla campagna per i diritti di cittadinanza "L'italia sono anch'io". Per informazioni in merito cliccate sul banner a lato.
info pratiche roma centro: Per chi volesse firmare le proposte di legge di iniziativa popolare in questa settimana troverete un banchetto del PDEsquilino sotto i portici di piazza Vittorio lato Oviesse  nei giorni di mercoledì 23 novembre (domani) dalle 17:30 alle 20:00 e sabato 26 novembre. Altrimenti potrete firmare al circolo PDEsquilino di via Galilei 57, nelle giornate di giovedì 17 novembre dalle 18:00 (apertura delle consuete attività) e venerdì 25 novembre dalle 19:00 in occasione della cena di sottoscrizione. 

venerdì, giugno 17, 2011

I colori di Roma - Ringraziamenti

Ieri è stato ciò che avevamo pensato. Basta una frase per riassumere la soddisfazione del giorno dopo l'evento "I colori di Roma. Chi nasce e cresce in Italia è Italiano" svoltasi nei giardini di piazza Vittorio. Doveva essere una festa e festa è stata, ma ricca di esperienze e soprattutto di persone interessate ai temi della cittadinanza. E' stato bellissimo vedere tanti bambini di tutti i colori del mondo esibirsi in musica e danza. E pensando a loro bisogna insistere con le battaglie sulla cittadinanza, perchè soltanto essendo riconosciuti Italiani al 100% riusciranno a crescere veramente sereni e a rappresentare il futuro del nostro Paese. Il nostro compito è lavorare nella quotidianità affinchè questo accada.


Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che ci hanno dato una mano, sia materiale sia contribuendo alla promozione dell'evento e offrendo una performance o un intervento dal palco, oltre alle associazioni e comunità che hanno allestito gli stand. E grazie al Partito Democratico che dimostra di avere al suo interno una grande sensibilità su questi temi. Non faccio nomi e questo per lasciare un mio piccolissimo contributo. Dobbiamo imparare ogni giorno di più a considerarci parti di un ampio progetto, dove quello che conta sono gli obiettivi, a prescindere dalle giuste aspirazioni personali. Il sano consenso si conquista con la credibilità che deriva dal lavoro quotidiano e dalla correttezza.

Scusate la predica, ma aver visto tutti quei bambini mi ha "costretto" a guardare avanti.

mercoledì, giugno 15, 2011

Verso "I Colori di Roma" - Le proposte sul tema della cittadinanza

Come promesso ieri, oggi scrivo sulle proposte di modifica e miglioramento della regolamentazione relativa al diritto di cittadinanza. Per fare questo mi affido al documento di sintesi della proposta approvata dal Partito Democratico durante l'Assemblea Nazionale di Varese 2010. E' evidente che, vista la complessita del tema, sia la materia sia la soluzione alle varie problematiche sono in continua evoluzione.Colgo l'occasione per rinnovare l'invito a partecipare all'evento "I Colori di Roma - Chi nasce e cresce in Italia è Italiano", che si svolgerò nei giardini di piazza Vittorio a Roma il 16 giugno (domani) dalle 17 alle 22.




Chi nasce e cresce in Italia è italiano
Sono 864.000 i figli degli immigrati che vivono in Italia, nel 1992 erano 50.000: in queste cifre è scritto il cambiamento che l’Italia ha vissuto nell’arco di 20 anni. Questi bambini e ragazzi crescono con i nostri figli, frequentano le nostre scuole, i nostri centri sportivi, le nostre piazze e le nostre discoteche. Sono italiani di fatto, ma stranieri per la legge perché la nostra legge sulla cittadinanza obbliga a risiedere in modo continuativo per 18 anni nel nostro Paese prima di poter rivolgere la domanda per ottenerla. In nessuno stato europeo esiste una legge così ostile nei confronti dei minori. Bisogna preparare questi figli dell’immigrazione a essere membri della nostra comunità con relativi diritti, ma anche doveri. Per questo bisogna modificare la legge in vigore sulla cittadinanza e prevedere che i figli di genitori stranieri, da alcuni anni residenti nel nostro Paese, che nascono in Italia o che arrivano bambini in Italia, al momento della nascita o quando concludono il primo ciclo scolastico possono essere riconosciuti come cittadini italiani.

La scuola
Gli alunni figli di immigrati sono il 7 per cento della popolazione scolastica. Prezioso è, in tutto questo, il lavoro silenzioso degli insegnanti che fanno della scuola pubblica italiana una formidabile fucina della convivenza. Siamo impegnati a sostenere questo carattere inclusivo, pubblico e universalistico della scuola e a contrastare le gravi politiche del governo. Il primo passo resta l’apprendimento della lingua e della cultura italiana per i bambini e per gli adulti. Per questi ultimi proponiamo un programma nazionale della scuola pubblica in sinergia con il volontariato, le associazioni e le imprese.

Residenza europea
Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea potrebbe scaturire una Carta europea dei diritti dei migranti che attribuisca ai migranti quelli che la Carta riconosce come diritti della persona. Si potrebbe inoltre estendere ai migranti lungo-residenti la cittadinanza di residenza e consentire loro forme adeguate di partecipazione politica a livello locale in tutta l’Unione europea.

Votare per partecipare
Il diritto di voto amministrativo per gli immigrati rientra dentro il processo di “manutenzione” della democrazia. La partecipazione politica in forme uguali agli italiani facilita la collaborazione e la ricerca di interessi comuni, favorisce l’apprendimento di regole e pratiche democratiche, incentiva l’integrazione politica e abbassa i rischi di conflitto interetnico e di corporativismo.

martedì, giugno 14, 2011

Verso "I Colori di Roma" - La Cittadinanza Italiana

Giovedì 16 giugno a Roma, nei giardini di piazza Vittorio dalle 17:00 alle 22:00, si terrà la festa dal titolo "I colori di Roma", un evento organizzato per la sensibilizzazione sui temi legati al diritto di cittadinanza di chi è nato in Italia, ma anche di chi del popolo Italiano fa ormai parte pur essendo nato altrove. Per introdurre l'evento oggi e domani scriverò in due puntate a riguardo dell'attuale situazione del diritto di cittadinanza in Italia e delle possibili proposte di modifica.

La legge che regola la materia della cittadinanza è la n.91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni, con relativi regolamenti. Attualmente il diritto di cittadinanza si basa sui seguenti principi (fonte Ministero dell'Interno):


  1. "ius sanguinis", cioè la trasmissibilità della cittadinanza per discendenza.
  2. "ius soli", cioè l'acquisto per nascita sul territorio, in alcuni casi
  3. la possibilità della doppia cittadinanza
  4. la manifestazione di volontà per acquisto e perdita

La cittadinanza italiana si può acquisire automaticamente o a domanda (fonte progetto Melting Pot Europa).

a) automaticamente:

  1. per nascita. Se si è figli di almeno un cittadino italiano, se si nasce in territorio italiano da genitori ignoti, o apolidi, o stranieri appartenenti a Stati la cui legislazione non preveda la trasmissione della cittadinanza dei genitori al figlio nato all’estero;
  2. per riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione. Per riconoscimento di paternità o maternità o a seguito di dichiarazione giudiziaria di filiazione durante la minore età del soggetto;
  3. per adozione. Diviene cittadino italiano il minore straniero adottato da un cittadino italiano;

b) a domanda:

  1. per acquisto volontario. Se discendenti da cittadino italiano per nascita, fino al secondo grado, che abbia perso la cittadinanza, in presenza di determinati requisiti (svolgendo servizio militare nelle forze armate e dichiarando preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana; oppure assumendo pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, e dichiarando di voler acquistare la cittadinanza italiana; oppure risiedendo legalmente in Italia due anni al raggiungimento della maggiore età e dichiarando, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza italiana);
  2. per matrimonio. Dopo due anni di convivenza e residenza legale in Italia successivi al matrimonio (tre per i residenti all’estero e ridotti alla metà in presenza di figli);
  3. per naturalizzazione (residenza). Se si risiede legalmente in Italia da 10 anni;
  4. se nato in territorio italiano da genitori stranieri. Risiedendo legalmente ed ininterrottamente dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età. La dichiarazione di volontà è resa all’ufficiale di stato civile.
La concessione della cittadinanza italiana può essere ottenuta:
  1. per residenza. Chi risiede in Italia regolarmente da almeno 10 anni può chiedere la cittadinanza italiana e lo Stato può concederla (art. 9 lett.f)). Si tratta, quindi, di un provvedimento discrezionale e non sussiste un obbligo automatico di concederla una volta valutata l’esistenza dei requisiti richiesti, ma vi è semplicemente l’obbligo di valutare l’opportunità, nell’interesse della comunità italiana, di concederla o meno.
  2. per matrimonio. Il coniuge straniero/a di cittadino/a italiano/a può acquisire la cittadinanza italiana se convive e risiede in Italia da almeno due anni successivi al matrimonio (tre anni se residente all’estero). I tempi si riducono della metà in presenza di figli, anche adottivi.
    In questo caso l’acquisto della cittadinanza italiana è un vero e proprio diritto soggettivo, condizionato unicamente dalla eventuale esistenza di circostanze che permettono di affermare la pericolosità per la sicurezza dello stato o per l’ordine pubblico della persona richiedente.
  3. per nascita. Cittadini stranieri nati in Italia che vi abbiano ininterrottamente risieduto legalmente fino ai 18 anni (art. 4, comma 2).
    In questo caso la legge riconosce un diritto di opzione al cittadino straniero, ovvero di dichiarare o meno di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dal raggiungimento della maggiore età. Ciò, comunque, non pregiudica il mantenimento della cittadinanza del paese di origine a meno che la legge di questo non vieti la doppia cittadinanza.
    Recenti circolari ministeriali hanno chiarito che eventuali brevi interruzioni dell’iscrizione anagrafica non possono comportare il rigetto della domanda (dovrà comunque essere dimostrata la presenza sul territorio dello stato - certificati medici, o altra documentazione)