Un bel regalo che le amministrazioni pubbliche a ogni livello stanno donando alla cittadinanza sempre più attonita e (anche colpevolmente) inerme. E ancora più penose sono le scuse accampate da quella marmaglia di governanti che si rimpallano le responsabilità, dal Comune di Catanzaro perennemente nella bufera per colpa di una destra vincente grazie alle lobby e alle pratiche irregolari che hanno di fatto annullare il risultato delle ultime elezioni, alla Regione guidata da un presidente fin troppo chiacchierato. Abramo e Scopelliti, con tutti i loro cortigiani, simboli di quella politica spazzatura di cui scrissi circa un anno fa. Ora che il sindaco è stato momentaneamente messo da parte con la nomina ministeriale di un Commissario è rimasta soltanto la spazzatura. Un simbolo e un monito quello dell'immondizia per strada, per non dimenticare che qualsiasi scelta dei cittadini ricade comunque su se stessi, è solo questione di tempo. E quelle esercitate fino ad ora stanno portando la nostra città e la nostra regione all'asfissia più totale. giovedì, dicembre 27, 2012
Catanzaro: fetore di Natale.
Un bel regalo che le amministrazioni pubbliche a ogni livello stanno donando alla cittadinanza sempre più attonita e (anche colpevolmente) inerme. E ancora più penose sono le scuse accampate da quella marmaglia di governanti che si rimpallano le responsabilità, dal Comune di Catanzaro perennemente nella bufera per colpa di una destra vincente grazie alle lobby e alle pratiche irregolari che hanno di fatto annullare il risultato delle ultime elezioni, alla Regione guidata da un presidente fin troppo chiacchierato. Abramo e Scopelliti, con tutti i loro cortigiani, simboli di quella politica spazzatura di cui scrissi circa un anno fa. Ora che il sindaco è stato momentaneamente messo da parte con la nomina ministeriale di un Commissario è rimasta soltanto la spazzatura. Un simbolo e un monito quello dell'immondizia per strada, per non dimenticare che qualsiasi scelta dei cittadini ricade comunque su se stessi, è solo questione di tempo. E quelle esercitate fino ad ora stanno portando la nostra città e la nostra regione all'asfissia più totale. mercoledì, maggio 09, 2012
Dignità per Catanzaro
Lo scontro tra ciò che è sempre stato e ciò che vorremmo per il bene comune. Poi, come spesso accade, la realtà supera ogni fantasia, così ci troviamo nella incredibile situazione in cui Sergio Abramo si trova a una manciata di voti dal raggiungimento del quorum che gli garantirebbe il passaggio diretto al primo turno. Ma questa paradossalmente forse è soltanto un'ulteriore opportunità offerta alla città per il cambiamento. E' inutile prendersi in giro. Da quando ho coscienza delle dinamiche politiche ho sempre sentito parlare di compravendita dei voti in termini di favori, privilegi, denaro. E chi di voi non ha mai sentito parlare di pressioni esercitate sui dipendenti dei call center cittadini, dei supermercati o di altre imprese da parte dei proprietari? E chi non ha mai sentito parlare di offerte economiche del tipo "25 euro prima e 25 dopo il voto"? E chi non ha mai sentito parlare di accordi tra alcuni candidati e rappresentanti della comunità rom? E chi oggi ha già dimenticato l'infinito squallore rappresentato nel reportage girato a Catanzaro qualche anno fa da Riccardo Iacona? Ecco che allora la coraggiosa azione di trasparenza intrapresa da Salvatore Scalzo e dalle forze di centrosinistra assume dei connotati storici, perchè per la prima volta si esce allo scoperto per combattere quelle pratiche che hanno posizionato la nostra città nello scantinato della democrazia partecipata. Che sia ben chiaro a tutti, questa è una battaglia di civiltà che sarà necessario vincere, un treno che con estrema difficoltà potrà passare una seconda volta. Una battaglia che va combattuta tutti insieme e a viso scoperto, perchè oltre al futuro di Catanzaro in gioco c'è la dignità stessa dei cittadini. giovedì, marzo 08, 2012
Fuorisede a Roma per Salvatore Scalzo: si riparte!
martedì, gennaio 31, 2012
Catanzaro: dove eravamo rimasti?
Quella fu una campagna trionfale per Traversa, non per la bravura nella sua conduzione ma per la strada tutta in discesa derivante dalle aspettative che la città nutriva per l'ex presidente della provincia, dal sodalizio con gruppi di potere della città e dall'assenza della politica attiva da parte dei partiti di centrosinistra. I partiti principali, come mostrano i dati di allora, rappresentarono in città una netta minoranza nelle preferenze di voto, tanto che i due partiti più grandi d'Italia spuntarono un 6,08% (PD), un 10,16% (PDL) e a ruota tutti gli altri, segno di bassissima incidenza media del voto d'opinione causato da una gestione personalistica della politica cittadina. Ma in questa situazione pesantissima per la prima volta abbiamo assistito ad alcuni segnali in controtendenza. La candidatura di Salvatore Scalzo ha indubbiamente liberato una massa di energie da sempre represse tra i catanzaresi vicini e lontani. E' stato questo il vero tratto dominante della campagna elettorale. Per la prima volta i giovani hanno avuto lo spazio per muoversi liberamente e dare sfogo alla creatività e alle idee, sotto l'ala protettrice dei vertici nazionali del Partito Democratico decisi a scavalcare la classe politica regionale che da troppo tempo puzza di marcio. Nonostante la bontà della proposta di governo era oggettivamente impossibile vincere in una città cristallizzata da decenni di gestione clientelare della politica, ma in quelle settimane è stato gettato il seme del futuro di Catanzaro, che ha dato anche da subito dei piccoli frutti rappresentati da quei voti disgiunti a favore di Scalzo. Ma il vero grande merito è stato quello di non mollare dopo la batosta elettorale, una reazione che sarebbe stata comprensibile per le tante persone che per la prima volta si affacciarono alla politica. Ed è qui che sono state gettate le basi per il prossimo governo della città. Nel lavoro di costruzione dei soggetti politici e dell'associazionismo, nella disponibilità gratuita di tanta gente che lontana dalla competizione elettorale ha continuato a dare il massimo per Catanzaro. E' qui che stanno crescendo gli amministratori della città di domani, dalla politica dal basso che porterà con sè il voto d'opinione. Perchè Catanzaro ha bisogno di gente che la ami e che metta al servizio tutte le competenze che ha a disposizione. Forza ragazzi, il futuro è nostro! Inevitabilmente. mercoledì, dicembre 21, 2011
Non dimentichiamo i complici.
E allora a quanto ho già scritto nel precedente post voglio soltanto aggiungere una riflessione che riguarda la gestione finanziaria del Comune in questi mesi, alla luce degli scenari da bancarotta a cui ha fatto riferimento il dimissionato Michele Traversa. Mi chiedo, dunque, possibile che della situazione finanziaria se ne sia accorto soltanto ora? E se l'ex Sindaco ne era già a conoscenza da tempo, perchè non ha iniziato con un opera di risanamento? E aggiungo, se dunque la situazione si sapeva fosse così grave, perchè si è proceduto con opere di carattere straordinario (vedi la pineta di Giovino, il trenino a Catanzaro Lido, ecc.) senza porre problemi di fattibilità finanziaria? Se il Sindaco non ne era a conoscenza vorrebbe dire che si è contraddistinto per una gestione quanto meno "leggera" delle casse del Comune, altrimenti si passerebbe dal livello "colposo" a quello "volontario", ancora più grave e ripugnante. Ma un Comune non è governato da una sola persona, per cui credo sia necessario aprire un dibattito pubblico sul ruolo dei vari esponenti all'interno degli Assessorati, del Consiglio Comunale e dei Partiti che hanno preso in mano le redini della città dopo le ultime elezioni. E a poco servono le risse verbali all'interno del centrodestra: la situazione si è creata per un concorso di colpa di tutti questi soggetti, molti dei quali sono sicuro che si presenteranno anche alla prossima chiamata alle urne. Con quale faccia, mi chiedo, gli artefici di un tale fallimento potranno trovare il coraggio di tappezzare con la propria immagine i muri della città tradita? E soprattutto, quanto sarà lucida e attenta la memoria dei Catanzaresi? sabato, dicembre 17, 2011
Michele Traversa e la politica spazzatura.
Sarebbe lecito chiedergli se il suo comportamento sia attribuibile a schizofrenia politica, opportunismo o semplice cialtroneria. Per rinfrescarci la memoria vi riporto le parole contenute nel preambolo del suo programma elettorale: "Oggi bisogna recuperare il tempo perduto e riappropriarsi del futuro con scelte politiche precise, che restituiscano alla città il suo ruolo guardando alle variazioni e ai mutamenti di una società in pochi anni completamente cambiata". Grandi parole, da uomo che si fa carico dei problemi della città che intende guidare. Parole appunto. E allora signor Traversa, le sue scelte politiche oltre che precise, sono molto chiare. Ed esprimono inadeguatezza e irresponsabilità, opportunismo e inganno. Ancora ricordo l'accoglienza che l'aspirante primo cittadino riservò a quei catanzaresi lontani che per amore della propria città si mobilitarono e accorciarono le distanze tra Catanzaro e i luoghi in cui vivevano, ignorando che l'aspirazione di un sindaco è quella di amministrare tutti i cittadini. Ci chiamò alieni. Lui e l'esercito di rifiuti della politica si facevano vanto del proprio amore per Catanzaro. Noi che eravamo andati via per mille ragioni, non avevamo il diritto di volere una città diversa da quella che ci era stata impacchettata in decenni di cattiva amministrazione. Ed eccolo l'amore per la città, lo vediamo (anche) oggi, mentre il signor Traversa accampa scuse ridicole e offensive per giustificare la sua scelta. E lo fa con una calma che dovrebbe far riflettere anche quelli che lo hanno sostenuto con tanto ardore. Addirittura nell'intervista ai giornalisti lascia intendere che comunque aveva avvisato che se gli avessero chiesto di segliere tra le due cariche avrebbe potuto lasciare quella di sindaco. Un caso esemplare di politica spazzatura. Cari Catanzaresi, cari concittadini, quando vi sveglierete? mercoledì, agosto 10, 2011
In bici verso Catanzaro - Osservare con lentezza
Corso Mazzini e Bellavista. Come sarebbe bello non vedere le auto!
martedì, maggio 17, 2011
Appello alle forze pulite di Catanzaro.
a con il passato sta tutta qui, per la prima volta si può ripartire sapendo che a Catanzaro ci sono forze pulite disposte a metterci la faccia per qualcosa di importante. E da oggi metterci la faccia significherà partecipare attivamente alla vita politica della città, invadere i partiti per cambiarli. Se Salvatore Scalzo è stato costretto a partire da zero è soprattutto per colpa dell'assenza di una politica partecipata, vera, legata al territorio più che alle clientele. Ed è questo l'appello che vi lancio: entriamo nei partiti, influenziamo le loro scelte e diventiamo protagonisti. Sappiate che il vecchio non andrà mai via se il nuovo non invaderà i suoi spazi! Il periodo d'opposizione permetterà di affrontare i problemi organizzativi e formativi con calma, ma sarà importante restare uniti all'insegna dell'impegno per fare emergere sempre di più quella parte pulita della nostra città e convincere l'altra parte che un'altra Catanzaro è possibile. Le elezioni si vincono e si perdono, ma l'amore per la propria città non deve morire mai.domenica, maggio 15, 2011
Come sabbia croccante
ndare i piedi nella sabbia morbida e confortante dopo aver rotto quello strato duro, incrostato dalla salsedine e dal tempo. Passo dopo passo verso il mare. Pensando a questi pochissimi giorni passati a Catanzaro per partecipare al voto, l'impressione che mi rimane è l'immagine di chi, arrivato sulla battigia, si volta un istante prima di lanciarsi in mare. E voltandosi vede le orme dei propri passi e osserva le scaglie di sabbia croccante che via via ha infranto e messo da parte. E' più forte di me, non riesco a non gioire pensando a quell'impasto di tempo e salsedine frantumato dall'entusiasmo di giovani e adulti che ho visto e sentito in questi giorni. Comunque andranno le cose, le orme si sono moltiplicate, la spiaggia è ormai invasa. Ormai resta solo da fare quel salto verso il mare limpido.sabato, marzo 28, 2009
Catanzaro Criminale.
apine e microcriminalità. Le notizie che ormai sono alla ribalta dei tg nazionali cominciano a descrivere una realtà che sta mutando in negativo. Molti catanzaresi hanno cominciato ad addossare la colpa ai diversi, gli zingari, gli extracomunitari. Con grande dolore ho ricevuto decine di inviti al gruppo di facebook "Via gli zingari da Catanzaro", dopo l'assassinio di un giovane in un parcheggio di un centro commerciale, come a voler identificare il male come un qualcosa di lontano dalla comunità. E invece no. Il male è filtrato in ogni settore della società. Opere che non si compiono, lauree comprate, episodi di violenza, devastazione del territorio, traffico di droga, estorsione. Mi viene difficile attribuire agli zingari tutti i mali della città. Una città sempre in silenzio, autoimbavagliata dai compromessi. E mi viene da ridere amaramente se penso alla fiaccolata per la legalità organizzata in quel clima da fortino assediato dall'esterno. Ma il nemico è all'interno, a volte siamo noi.p.s.:colgo l'occasione per ringraziare uscatanzaro.net per aver pubblicato il mio post a rigurado del parco commerciale Romani di Catanzaro. Avevo inviato quell'articolo ad alcuni siti di informazione cittadina senza che nessuno cogliesse l'occasione per informare i propri lettori (una casualità?), poi questa bella sorpresa.
venerdì, dicembre 26, 2008
Icaro Vola su Catanzaro - Il Parco Romani.
Possibile che nessuno dica niente? Nessuna protesta? Prima di chiudere la faccenda traendo la tipica conclusione, cioè che sono il solito rompiscatole a cui non sta bene niente e vede il marcio dappertutto, faccio un giretto sul web. Digitando “parco romani” mi si presentano una serie di articoli di “mycatanzaro.it” e di “il domani online”, di cui cercherò di fare un rapido riassunto. Il Parco Romani è un’opera voluta dall’ex amministrazione comunale di Catanzaro, presieduta dal sindaco Sergio Abramo, e inserita all’interno del Piano di Recupero Urbano della città. La Regione Calabria, guidata dall’ex presidente Giuseppe Chiaravalloti, fece la sua parte, stanziando una cifra di 10milioni di euro. Nonostante le opere evidentemente impattanti, bisogna aspettare il pm Luigi De Magistris, si proprio lui, affinchè la giustizia metta il naso in questa faccenda. Nel 2004 iniziano le indagini, che portano nel mese di Aprile al sequestro del cantiere e nell’iscrizione nel registro degli indagati dei due titolari dell’impresa, Rosa e Gaetano Romani. La motivazione era la presunta assenza di concessioni edilizie e permesso a costruire della Regione. Dopo il secondo ricorso, il 29 novembre 2004 il sequestro viene revocato. Il Domani Online del 22 settembre 2007 descrive le conclusioni delle indagini, durate tre anni. I reati in ballo sono abuso d’ufficio continuato, violazioni al testo unico dell’edilizia, concorso in truffa. Gli indagati diventano 33, ben distribuiti tra l’impresa e varie amministrazioni pubbliche. Controllori e controllati. In particolare le irregolarità si riferiscono a occupazione di area demaniale, inglobamento illecito della strada comunale e di un tratto di condotta idrica, violazione di vincoli ambientali e idrologici con difformità progettuali e realizzazione di opere totalmente abusive (in parte demolite), violazioni edilizie e sismiche, violazioni di ordinanze di sospensione lavori (n.17 del 21/03/2003 e n.16 del 18/03/2004), ostacolo dei pubblici ufficiali preposti. Una bomba. Intanto le cose vanno avanti e già i commercianti fanno accordi per assicurarsi la presenza all’interno della struttura. Il 2008 porta un’altra patata bollente. La ditta Romani non vuole pagare al Comune di Catanzaro gli oltre 2milioni di euro per l’acquisto del terreno, così propone all’ente la cessione di alcuni immobili del parco. Nell’ottobre 2008 Pasquale Costantino, dirigente del settore finanziario del Comune di Catanzaro esprime il suo parere negativo per poter garantire il patto di stabilità finanziaria del Comune. Comincia un lungo braccio di ferro politico, tra esponenti dell’impresa, del Comune e della Regione. Il 6 novembre 2008 Massimo Gaglianese, rappresentante degli operatori commerciali del nuovo centro dice agli amministratori “Il centro commerciale è già una realtà: è inutile, quindi, che il consigliere di turno ci parli dei problemi della viabilità a Sala o cose del genere. Questo è segno di irresponsabilità […]Noi vogliamo solo ricordare che 160 famiglie sono in ginocchio”. Ora il ricatto è completo. Viabilità? Ambiente? Autorizzazioni? A cosa servono? In tutto ciò il parco non ha l’autorizzazione commerciale di competenza regionale, per cui continuano le pressioni affinchè venga lanciato un emendamento che consentirebbe di andare in deroga al piano commerciale regionale. Il 29 dicembre si riunirà il consiglio regionale, dunque si scriverà un’altra puntata.
Dopo questa carrellata non resta che fare una considerazione. Così non si va avanti, si va indietro, molto indietro. Abbiamo bisogno di istituzioni che garantiscano la legalità, lo sviluppo e l’ambiente. Gli errori di oggi si pagheranno nel futuro, con gli interessi.


