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martedì, agosto 16, 2011

La strage silenziosa nella presila catanzarese.

Oggi scriverò di un argomento scottante e doloroso, perchè coinvolge la salute e la vita di molte persone. Nella presila catanzarese, soprattutto nella zona del Comune di Sorbo S.Basile da qualche anno si verifica un'impennata vertiginosa dei casi di tumore, che ha causato la morte di molte persone. Nel 2009 l'oncologo Pasquale Montilla, allarmato dal verificarsi dello stesso tipo di fenomeno nella zona di Gimigliano, svolse una ricerca per provare a risalire alle cause, giungendo a conclusioni sconcertanti.Il dott.Montilla ha documentato casi di "neoplasie polmonari, linfomi cutanei a cellule B, neoplasie epatiche, del colon-retto,vescicali e mammarie con simultanea presenza di disordini parkinsoniani e deficit cognitivi degenerativi, sclerosi a placche di SLA(sclerosi laterale amiatrofica). Secondo Montilla siamo in presenza di "un'area ad alto impatto di rischio ambientale con sviluppo di criticità sanitarie". In particolare questa situazione è dovuta alla presenza di discariche che negli anni, tra le altre cose hanno prodotto diossina, e di cave e miniere di pirite, marmo e feldspato. Nel caso di Sorbo S.Basile si ha la presenza di una miniera mineraria attiva di feldspato della società Silana Mineraria, "con 175.000 tonnellate annue di estrazione di materiale con emissione di polveri e nano particelle inorganiche e relativa produzione di materiale di scarto tossico nocivo. Il feldspato appartiene ai silicati sostanze inorganiche naturali caratterizzate dalla presenza di un radicale silicico per i quali e’ prevista una tutela speciale". D'altronde basta leggere la scheda tecnica del feldspato della società Europomice, che commercializza il prodotto estratto a Sorbo S.Basile, per rendersi conto della pericolosità di questo materiale. Il grosso problema è che negli anni probabilmente ci sia stato un progressivo inquinamento delle falde acquifere, con il coinvolgimento del fiume Corace. Ma non è finita qui. E' esperienza comune di chi vie nei paesi della presila catanzarese la presenza di un transito piuttosto sostenuto di grossi autocarri, che a molti risulta anomalo soprattutto perchè in parte avviene nelle ore serali e notturne. E i sospetti aumentano gettando lo sguardo verso l'indagine svolta alla fine degli anni novanta dall'ex pm Luigi De Magistris, chiamata "Operazione Artemide", che mise sotto la lente d'ingrandimento le presunte movimentazioni illegali di sostanze di scarto industriale altamente nocive provenienti dagli stabilimenti della società Pertusola Sud e che coinvolse proprio la Silana Mineraria, amministrata da Sergio Stancato. A margine di quella operazione venne arrestato per corruzione l'allora assessore regionale all'ambiente, Sergio Stancato. Questo, dopo l'allontanamento di De Magistris dalla Procura di Catanzaro, mancando la voglia e la forza di proseguire nelle indagini vide i reati contestatigli andare in prescrizione. Per il suo operato fu poi premiato dal popolo calabrese con la rielezione al Consiglio Regionale nel 2005. 

Cosa si nasconde nella montagna sopra Sorbo S.Basile? Miniere fuori norma? Discariche abusive? Costipazione di rifiuti tossici? E soprattutto, perchè gli abitanti del paese e del circondario non si uniscono per chiedere a gran voce la verità? Quando imparerà il popolo calabrese ad alzare la testa? E quando a svincolarsi dagli amministratori dello Stato infedeli? I morti aumentano e sono sempre più giovani, sempre più famiglie stanno portando un fardello di dolore troppo pesante. E non ci si può fermare alla pietà, alla compassione, al fatalismo. Oggi cittadino ha il dovere di esporsi per chiedere giustizia, per la comunità e per i propri figli.

Le relazioni di Pasquale Montilla:

giovedì, giugno 23, 2011

Referendum sull'acqua. Prospettive.

Durante l'ultima campagna referendaria il tema più sentito, insieme al nucleare di cui ho già scritto, è stato quello relativo alla gestione dell'acqua. Con il voto gli Italiani hanno abolito l'obbligo di privatizzare una parte della gestione della filiera idrica e il meccanismo di determinazione della quota di remunerazione garantita ai privati che investono nel settore. Come avete potuto leggere su questo blog io ho sostenuto la campagna per 2 si, ma con la consapevolezza che questo voto avrebbe significato la necessità di mettere mano alla regolamentazione del settore, il che significa avvicinare l'ideale al pratico, il principio al realismo. Proprio in quest'ottica secondo me è necessario:

  1. Realizzare un'analisi seria delle risorse umane e professionali presenti all'interno degli enti pubblici. E' fondamentale conoscere l'effettivo potenziale dei dipendenti pubblici, per capirne le capacità incrementare le competenze. Non basta avere il controllo pubblico dell'acqua, è necessario che la gestione sia efficiente.
  2. Dove il pubblico non riesce a fornire tutti i servizi necessari, entro certi limiti qualità e quantità, si può ricorrere a una parziale liberalizzazione dei servizi. Il controllo deve rimanere pubblico e la maggioranza degli organi dirigenti dovranno essere costituiti da tecnici del settore. Questi percepiranno una retribuzione legata ad obiettivi di qualità che verrano stabiliti prima dell'insediamento. Nel contratto dei dirigenti degli enti saranno inserite clausole che introducono responsabilità personali in caso di gestione dell'azienda che non segua la specificità del servizio pubblico. Inoltre, non potranno far parte della dirigenza persone in contatto economico, anche indiretto, con aziende del settore idrico (per esempio, non posso dirigere un ente che può fornire lavoro ad una società di cui posseggo azioni).
  3. Modificare il sistema di remunerazione dei privati. La retribuzione dei privati deve essere legata alla qualità del servizio. Il principio guida deve essere che il privato guadagna soltanto se la collettività guadagna. Faccio un esempio. Un ente, chiaramente dopo gara d'appalto, dà in gestione una tratta di acquedotto a un privato. Ammettiamo che questa tratta abbia in partenza una quota di acqua dispersa pari al 45%. Il sistema deve permettere al privato di guadagnare bene se nel tempo riesce a ridurre quella percentuale, quindi se in un anno si arriva al 43% la società avrà una renumerazione legata al 2% risparmiato dalla collettività. Inoltre si possono identificare altri obiettivi di qualità, come la tempestività degli interventi o altro ancora. L'importante è che gli interessi dei privati coincidano con quelli della collettività.

lunedì, giugno 20, 2011

Referendum sul Nucleare. E ora?

A due settimane dal Referendum che ha visto la bocciatura della legge del governo Berlusconi che prevedeva il ritorno dell'Italia al nucleare, si impone una seria discussione sui temi energetici. Si, perchè guai a pensare che abbiamo vinto la partita, perchè aver votato contro il nucleare è solo il primo round di un gioco ben più ampio. Per prima cosa, messo da parte il nucleare, si deve imporre come una delle priorità assolute del governo la definizione delle linee guida della politica energetica italiana. La politica dovrà sia affrontare scelte di indirizzo interno, sia muoversi in campo internazionale. Da queste scelte dipenderà una buona parte dello sviluppo italiano dei prossimi decenni. Schematizzando il problema vi elenco i seguenti punti che il governo dovrebbe affrontare (con successo) in questo momento:


  1. Definizione di un nuovo piano energetico nazionale che non contempli la costruzione di centrali nucleari e indichi la strada da seguire su un orizzonte ventennale.
  2. Attuare una seria politica internazionale, ottenendo accordi sull'approvvigionamento energetico anche con paesi che non siano le superpotenze (es.Russia). La diversificazione degli approvvigionamenti ha vantaggi sia di tipo economico sia di immunizzazione rispetto a possibili tensioni internazionali.
  3. Puntare sull'efficienza energetica degli edifici esistenti. Attualmente il risparmio energetico costituisce la maggior fonte di margine di guadagno. L'efficienza energetica ha come vantaggio fondamentale quello di far risparmiare sia i singoli utenti sia lo Stato, che da una parte riduce la bolletta energetica nazionale, dall'altra è meno vincolato ai grandi produttori e distributori di combustibili. Altro aspetto molto importante è che la presenza sul territorio nazionale di una radicata vitalità industriale in questo campo rappresenta anche un'ottima via per lo sviluppo economico del Paese.
  4. Attuare un piano per le energie alternative, affiancando al sistema di incentivazione per gli utenti delle facilitazioni per chi voglia avviare un'impresa che realizzi tecnologia (escludendo le società di servizi). Questa misura è fondamentale per creare anche in Italia una rete industriale delle energie rinnovabili, per far ricadere nel nostro Paese almeno una parte degli incentivi corrisposti agli utenti finali, oltre che per creare posti di lavoro.
  5. Potenziare ogni tipo di trasporto pubblico, disincentivare il trasporto privato sopratutto se altamente inquinante.
  6. Sostenere la ricerca pubblica e privata nel campo energetico, anche sulla tecnologia nucleare.

lunedì, giugno 06, 2011

Acqua Pubblica. Perchè votare SI.

Nei giorni 12 e 13 giugno prossimi siamo chiamati a votare per i referendum abrogativi riguardanti, semplificando molto, il nucleare, l'acqua pubblica e il legittimo impedimento. Oggi svilupperò i quesiti n.1 e 2, relativi rispettivamente alle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali e sulla determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, elencando i 10 punti per cui credo sia importante votare SI.
1. Perchè l'acqua è un bene pubblico. La capacità di uno Stato di non cedere in maniera indiscriminata alla tentazione delle leggi di mercato sui beni pubblici è un indice di civiltà.

2. Perchè la privatizzazione dei servizi legati alla distribuzione dell'acqua non può essere resa obbligatoria da una legge dello Stato.

3. Perchè la quota parte di servizio privatizzato non può essere oggetto di speculazione.

4. Perchè la tariffa dell'acqua pagata dai cittadini non deve essere calcolata in funzione della garanzia di determinati margini di guadagno dei privati.

5. Perchè la battaglia più importante per l'acqua è quella dell'efficienza della distribuzione, dell'uso e del suo recupero.

Nucleare. Perchè votare SI.

Nei giorni 12 e 13 giugno prossimi siamo chiamati a votare per i referendum abrogativi riguardanti, semplificando molto, il nucleare, l'acqua pubblica e il legittimo impedimento. Oggi svilupperò il quesito n.3, relativo alla costruzione di nuove centrali nucleari, elencando i 10 punti per cui credo sia importante votare SI.
1. Perchè è stato dimostrato che non esistono impianti completamente sicuri, lo dimostrano gli ultimi avvenimenti in Giappone.
2. Perchè l'Italia ha un territorio che non si presta all'installazione di centrali atomiche, sia per motivi morfologici, sia per la sua densità di popolazione.
3. Perchè la costruzione di nuove centrali non soddisferebbe le necessità energetiche prima di 20 anni, senza dimenticare il presentarsi di problematiche legate all'approvvigionamento dei combustibili nucleari. La scelta nucleare non esonera lo Stato dal dovere di affrontare una politica energetica seria e multilaterale.
4. Perchè investendo in ricerca, tra 20 anni (ma sicuramente anche prima), raggiungeremo risultati tecnologici che ci permetteranno di produrre più energia pulita rispetto ad oggi.
5. Perchè la maggiore fonte di energia pulita in Italia è il risparmio energetico, che deve essere maggiormente incentivato.
6. Perchè il piano nucleare fermerebbe definitivamente la (poca) ricerca italiana sulle fonti rinnovabili, che deve essere invece fortemente sostenuta, soprattutto in ottica industriale.
7. Perchè le scorie sono un'eredità troppo pesante per le future generazioni. Non abbiamo il diritto di far pagare ad altri il prezzo delle nostre scelte.
8. Perchè nessuna regione sarebbe disposta a ospitare un impianto nucleare, facendo pesare inutilmente sulla collettività i costi della pianificazione.
9. Perchè la tecnologia costruttiva delle centrali nucleari, importata dalla Francia, sarebbe dello stesso tipo di quella che sta creando notevoli problemi di realizzazione in altri paesi (per esempio Finlandia)
10. Perchè alla realizzazione delle centrali, dunque ai suoi costi, si accompagnerebbe il riassetto generale della rete di trasmissione nazionale. L'obiettivo da perseguire deve essere la generazione distribuita e non la realizzazione di mega poli di produzione elettrica.

sabato, giugno 24, 2006

Energia Pulita? No, Grazie.

Ciao ragazzi,
lo so, è da tanto tempo che non mi faccio vivo, ma sono stato veramente impegnato... comunque vi riporto l'articolo che ho scritto per "Lo Scoppolino", il trimestrale dell'associazione "Hermano Querido". Buona lettura.
Qualche giorno fa, per caso, mi è capitato di dare un’occhiata alla copertina dell’ultimo numero di Newton, giornale di divulgazione scientifica. Il titolo era ”Carlo Rubbia.ADDIO ITALIA, porto la nuovo energia solare in Spagna”. La mia curiosità non ha resistito alla tentazione di approfondire l’argomento, sia per il problema posto che per il personaggio coinvolto. Carlo Rubbia è uno degli scienziati italiani più in vista a livello internazionale. Nato a Gorizia nel 1934, dopo la laurea in Fisica presso l’Università di Pisa e l’insegnamento in prestigiosissimi atenei come Harvard (USA), in seguito alle sue numerose e innovative ricerche ha ricevuto il premio Nobel per la Fisica nel 1984. Vista la sua brillantezza ha ricevuto anche numerosi incarichi dirigenziali presso le più importanti organizzazioni scientifiche, come il CERN di Ginevra e l’italiano ENEA. Ma soprattutto nel corso degli anni ha continuato (e continua) lo studio della sua amata fisica e delle sue applicazioni tecnologiche, come la generazione di energia da fonti non inquinanti. In questo contesto Carlo Rubbia è stato l’artefice di un progetto innovativo, denominato “Progetto Archimede”, il primo al mondo che prevede la produzione di energia “mescolando” un impianto a ciclo combinato a gas[1] con uno solare termodinamico[2]. In parole povere questo sistema permette di produrre energia sfruttando semplicemente l’azione del sole. Il nome “Archimede”, infatti, deriva dall’uso di un sistema di specchi che ricorda gli specchi ustori[3] ideati dall’antico scienziato. Il progetto sembrava destinato ad una rapida realizzazione da parte di Enel presso Priolo Gargallo (Siracusa), invece si è arrivati ad una conclusione ben diversa. Cerchiamo di capire perché. Ogni tipo di centrale è soggetta ad una classificazione in funzione del tipo di fonte usata, e in base a questa deve sottostare ad una serie di regolamenti di tipo tecnico, economico, fiscale, priorità di immissione in rete e così via. Ovvio dire che tutte quelle centrali riconosciute come pulite godono di un “trattamento di favore” da parte dello Stato, come è giusto che sia. Ed ora comincia la parte imbarazzante. Essendo un sistema nuovo, l’impianto non è classificabile tra quelli puliti fino alla delibera specifica del MAP (Ministero delle Attività Produttive). Questa delibera non è mai arrivata, bloccando di fatto la realizzazione dell’opera. Cercando un perché, in rete ho trovato una dichiarazione ANSA (23 sett. 2005) dello stesso Rubbia:” Abbiamo chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell'Ambiente che dicesse 'il solare termodinamico che voi avete progettato è verde, pulito, come l'energia eolica o il solare fotovoltaico[4]'. Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi". Ed ecco la radice del problema: la politica. La verità più vergognosa è che Carlo Rubbia ha semplicemente pagato per la sua indipendenza politica di uomo di scienza. Per avvalorare la tesi basta leggere la dichiarazione di Claudio Regis, ex onorevole (Lega Nord) ed elettricista spacciatosi per ingegnere, che dall’alto della sua preparazione ha detto “Nessuno mette in discussione le competenze di Rubbia sulle particelle, ma quando parla di ingegneria è un sonoro incompetente”. Claudio Regis è diventato vice-commissario dell’ENEA dopo che Rubbia è stato deposto dalla presidenza dell’ente. Mentre in Italia ci si divertiva a fare carne da macello di quel poco di ricerca che ci è rimasta in casa, la Spagna si è affrettata a dichiarare pulito il solare termodinamico, con l’ovvia conseguenza per la destinazione del progetto. E la storia si conclude così, con l’ennesima occasione persa. La domanda che da tecnico e da cittadino mi pongo è “per quanto tempo potremo ancora permetterci tutto questo?”. E la risposta è ancora più inquietante,“poco, molto poco”. Se in Italia non inizieremo a dare la giusta dignità al settore tecnico-scientifico, se gli scienziati continueranno a non avere alcun peso politico e decisionale, se non si investirà nella cultura e nella ricerca, cominceremo a correre sulla strada del declino sulla quale stiamo già passeggiando spensieratamente. Che Dio ce la mandi buona.

[1] Tecnologia di produzione d’energia elettrica che si basa sull’uso di una o più turbine a gas associate a una turbina a vapore. Questo sistema permette un uso particolarmente efficiente del combustibile e un impatto ambientale limitato.
[2] Tecnologia che permette di convertire l’irraggiamento solare in energia termica (calore). Questa può essere anche sfruttata per la produzione di energia elettrica.
[3] Sistema di specchi che concentrano i raggi solari su un unico punto, ideato da Archimede per incendiare le navi nemiche.
[4] Sistema di produzione di energia che sfrutta il fenomeno di conversione della radiazione solare in elettricità.