venerdì, agosto 05, 2011

Cuori induriti

In questi giorni in cui la crisi economica fa la parte del leone nell'informazione (o disinformazione) italiana, d'altra parte anche io ho dedicato un po' di post a riguardo, non possiamo far finta di niente su quello che sta succedendo nel Mediterraneo alla luce delle ultime due tragedie del mare. I dati sono allarmanti. Parliamo di almeno 1700 morti dall'inizio dell'anno, 200 sulla tratta tunisina e 1500 su quella libica (guardate attentamente il video dell'intervento dell'on.Sarubbi alla Camera per avere un'idea). In questo dramma di dimensioni apocalittiche il nostro paese sembra vivere distrattamente, incanalato com'è ormai da troppo tempo in un approccio astioso nei confronti dei migranti. Ma qui parliamo di vite umane, di persone che per disperazione o costrizione si mettono su un barcone andando incontro a pericoli di ogni genere. Uomini, donne e bambini senza speranza, vittime della fame e delle guerre. E noi restiamo qui con il cuore indurito dalla cura leghista e xenofoba, mostrando il volto peggiore dell'Italia in nome di non si sa cosa. L'immigrazione è un fenomeno che va gestito e amministrato con intelligenza e razionalità, ma se perdiamo l'umanità perderemo tutto. 


giovedì, agosto 04, 2011

Le parole che non ha detto.

Ieri ho ascoltato con attenzione le parole del premier alla Camera, durante il suo discorso sullo stato dell'economia italiana e sulle misure di contrasto all'attale crisi economica. La scelta di spostare l'intervento alle 17:30, cioè a mercati chiusi, aveva fatto credere all'annuncio di nuove misure più coraggiose e puntali rispetto a quelle finora attuate. Ma come sempre è avvenuto con questa gente, ogni speranza è stata vana. E così, come se tutto andasse bene, B si è ridotto a dire che la crisi non dipende dall'Italia, l'economia italiana è solida e stabile, che il governo ha lavorato e lavorerà bene e cose di questo tipo. In perfetto stile berlusconiano, a meno della sua figura ormai appesantita e più che mai inadeguata al momento storico, politico ed economico del nostro paese. E l'essere in trincea in quanto imprenditore a mio avviso non è una garanzia di corretta gestione della crisi. La forza della politica deve essere la terzietà, soprattutto in questi momenti in cui gli attori dell'economia hanno le armi affilate più che mai. E così l'intervento di B è risultato scarno, debole, privo di iniziativa. Doveva farsi venire in mente qualcosa di nuovo su cui lavorare, qualche proposta, eventalmente l'anticipo di alcune misure previste dal piano economico dal 2014. Niente di tutto questo. Ancora una volta questa destra incapace ha deciso soltanto di provare a galleggiare. 

mercoledì, agosto 03, 2011

La crisi segreta.

Il discorso che Silvio Berlusconi terrà oggi in Parlamento sullo stato dell'economia italiana alla luce dell'attuale crisi rappresenta un nodo cruciale per il futuro prossimo del nostro Paese. Il mercato aspetta di capire come l'Italia intenderà muoversi nei confronti di quella che per noi potrebbe diventare una fase di veloce declino. La tv non sta dando alla gente la percezione reale della situazione e questo per noi è ormai la normalità, ma i mercati vanno ben oltre il controllo dell'informazione, per cui è meglio che Berlusconi tiri fuori qualcosa di più rispetto alle chiacchiere vuote che va dicendo da almeno vent'anni (leggete questo bell'articolo uscito sul sole24ore). E al momento, se le indiscrezioni hanno qualche fondamento, il premier si è mosso nel senso opposto cercano di mettere alle strette Tremonti, che è l'unica persona che rispetto alla marmaglia che occupa i banchi del governo gode di un briciolo di credibilità da parte della comunità internazionale. Vi lascio presentandovi il grafico che rappresenta il valore relativo dei tassi di interesse sui titoli di stato di alcuni paesi europei. Come ho scritto in post precedenti, questo valore rappresenta la stabilità economica di ogni singolo paese ed è tanto migliore quanto risulta basso. Il riferimento dell'ottimo è rappresentato dal Bund tedesco, che è il paese e l'economia più stabile in Europa, e il famigerato spread è la differenza tra il tasso tedesco e quello degli altri paesi, che dunque deve essere il minimo possibile. Guardate la linea gialla dei BTP italiani: che dite ci preoccupiamo?






martedì, agosto 02, 2011

Stasera sit-in al Senato contro il DL Maroni

Questa sera dalle 17:30 si terrà un sit-in di protesta davanti al Senato, organizzato da una folta rete di associazioni, sindacati e partiti, contro il decreto Maroni che allungherebbe i tempi di permanenza all'interno dei CIE dagli attuali 6 mesi a 18 mesi. Le rivolte degli immigrati a cui stiamo assistendo in varie città in questi giorni sono l'espressione del malessere e delle condizioni difficili di vita a cui sono costretti. Una politica seria sull'immigrazione non si concentra su strumenti di tipo "detentivo" e non deve produrre l'avvilimento della dignità della persona. C'è bisogno di investire quelle risorse piuttosto sulla cooperazione internazionale, che è l'aspetto sul quale veramente puntare per la soluzione delle problematiche legate ai flussi migratori. Non possiamo permettere alle forze politiche xenofobe di ledere la dignità umana in nome della difesa di fantomatici valori occidentali.    

lunedì, agosto 01, 2011

Prove tecniche di autodistruzione

La vicenda che sta riguardando l'accordo tra democratici e repubblicani per l'aumento del debito pubblico americano a mio avviso merita qualche considerazione. La prima riguarda il sistema politico americano, che rispetto al passato appaere debole, scricchiolante, incapace di reagire unitariamente a un pericolo reale. 
Uno dei pregi che ho sempre riconosciuto agli USA è proprio quello di stringersi e fare fronte comune, di unirsi e spingere tutti insieme dalla stessa parte, verso la soluzione ai problemi che mettono in pericolo la loro nazione, al di là delle differenze politiche. Oggi invece questo spirito sembra venir meno sotto i colpi del Tea Party, della destra americana, portatrice tra l'altro di idee ultraconservatrici e integraliste. E così l'emergenza nazionale rappresentata dal debito si è traformata in una guerra interna che come unico scopo quello di affossare Obama, senza pensare allo Stato e ai suoi cittadini. Dall'esterno (anche ascoltando le analisi di vari osservatori) ho l'impressione che in America non si abbia la percezione del pericolo che stanno passando. Tutti sono certi che non potrà mai accadere nulla perchè in fin dei conti sono sempre l'America. E' vero, l'America è sempre l'America, ma è il mondo a non essere più lo stesso, per cui farebbero meglio ad aprire gli occhi e ricominciare a lavorare seriamente sui problemi del paese. La cosa più sconvolgente è la natura del contendere tra le parti. Obama aveva annunciato che per superare questa situazione i più ricchi avrebbero dovuto contribuire un po' di più rispetto a quanto fatto fino ad oggi, mentre i Repubblicani (che controllano una delle camere) hanno portato avanti una vera e propria crociata per la conservazione degli attuali privilegi. E a quanto pare hanno vinto loro. E addio (o arrivederci) al sogno obamiano dell'equità sociale, probabilmente sacrificato sull'altare della contesa elettorale delle prossime elezioni del 2012. Obama non poteva permettere il default, i Repubblicano ne erano coscienti e hanno sfruttato la situazione al massimo, cercando di screditare e di mettere in difficoltà il Presidente, infischiandosene dell'emergenza nazionale. Se le premesse sono queste, la presenza di questa gente alla guida degli Stati Uniti rappresenta un ripido scivolo verso il declino.