domenica, novembre 13, 2011

Berlusconi Game Over.

Aspettavo quel giorno da anni, come tante altre persone, ma mai mi sarei aspettato una partecipazione di massa come quella di ieri per le piazze di Roma. Le strade erano piene di gente di tutti i tipi, appartenenti a partiti politici, a movimenti e semplici cittadini che hanno sentito il bisogno di accompagnare alla porta il berlusconismo. Una partecipazione coinvolgente, appassionante, emozionante. La sensazione di scrivere un piccolo paragrafo della storia italiana, di rivendicare la diversità del popolo italiano rispetto all'immagine deturpata che Berlusconi in questi anni ha diffuso in tutto il mondo. Uno scatto d'orgoglio e la volontà di dimostrare che nonostante tutto il popolo è sempre più forte dei tentativi di annientamento totale della coscienza civile. E così il centro di Roma si è trasformato in una grande piazza in cui era forte il sentimento di fratellanza reciproco, forgiato da anni di resistenza al modello berlusconiano, basato sull'egoismo, la non partecipazione civile e la televisione come unico mezzo di interfaccia con il mondo esterno.
L'emozione è stato il filo conduttore di tutta la nottata. L'emozione della musica davanti al Quirinale, della gente che aspettava l'uscita di Berlusconi fuori da Palazzo Chigi, di Pierluigi Bersani che ha voluto fare il primo discorso post dimissioni tra i militanti, fuori dal Circolo PD del Centro Storico. Emozione e felicità, ma anche responsabilità e consapevolezza che da domani si farà sul serio. C'è da tirare su un paese, da risollevarlo con sacrifici e serietà. Sarà difficile, ma sono sicuro che ce la faremo.

Lo riconoscete quel posto alle nostre spalle? E' Palazzo Grazioli! E' lì che abbiamo festeggiato fino a notte fonda. Chi l'avrebbe mai detto? E' proprio vero, ci siamo ripresi l'Italia.

venerdì, novembre 11, 2011

Avevo dodici anni.

Avevo solo dodici anni quando Silvio Berlusconi è "sceso in campo" entrando in politica. Già, l'odioso "scendere in campo" da lui coniato che è ormai di uso comune, come sono diventati comuni e accettati i suoi usi e vizi. Lui c'è da quando ho iniziato ad avere un minimo di coscienza politica, una presenza ingombrante e odiosa. Ancora ricordo, anche se ero piccolo, il bombardamento di pubblicità durante la campagna elettorale del 1994. Io già da allora non lo sopportavo mentre vedevo gli anziani di famiglia sempre più ammaliati da quell'uomo sempre troppo sorridente. Un sorriso sempre uguale negli anni, un odioso ghigno. E così le scuole, l'università, il lavoro, e lui (escludendo alcune parentesi neanche troppo fortunate) sempre lì. Ora ho ventinove anni e mi sento derubato di un pezzo di futuro, a livello economico e sociale. Questi ultimi giorni per me hanno una valenza storica, se non altro personale. L'attesa per la fine del berlusconismo è un qualcosa che mi coinvolge e mi appassiona, in un impeto di irrazionalità che non si riduce pensando che già dal giorno successivo con grandi sacrifici sarò chiamato, insieme a tutti gli italiani, a riconquistare quel pezzo di futuro che ci è stato preso indebitamente.

mercoledì, novembre 09, 2011

Bagnomaria.

La verità è che stiamo a bagnomaria. La giornata convulsa di ieri a mio avviso non ha dato i risultati sperati. Servivano le dimissioni immediate di Berlusconi e l'affidamento del governo a una persona autorevole, stimata a livello internazionale, coperta da una maggioranza molto ampia che si facesse carico delle scelte difficili che ci troveremo a dover fare nelle prossime settimane.
Questo rinvio della fine allunga di fatto l'agonia del nostro Paese, sguarnito nei confronti della speculazione e incapace di presentare una faccia credibile a livello internazionale. Questo governo a fatica sta scrivendo il maxiemendamento contenente le misure contenute nella famigerata lettera alla BCE e già ci arrivano le richieste di incrementarlo con altre azioni ulteriori. Non ci possiamo permettere lenti declini. Uno sguardo all'emergenza economica, dunque, ma anche alla possibilità di tentare una modifica alla legge elettorale, o almeno in assenza di accordo lavorare per la riuscita del referendum contro il porcellum. Non voglio uscire dal berlusconismo teoricamente, ma restarvi invischiato per un'altra legislatura. Infine l'ultimo aspetto: non mi fido di Berlusconi. La storia ci insegna che non bisogna mai dare spazio ai tiranni, soprattutto quando sono all'angolo, per cui è necessario affondare il colpo di grazia. Spero che le opposizioni, il Presidente della Repubblica e una parte dell'attuale maggioranza facciano qualche passo in questa direzione.

domenica, novembre 06, 2011

5/11 - La mia manifestazione

Ieri grande manifestazione del Partito Democratico in piazza S.Giovanni a Roma. Nonostante le minacce di pioggia e i gufi che negli ultimi giorni hanno tempestato i social network, centinaia di migliaia di persone provenienti da tutta Italia si sono riversate per strada. E' stata una grande festa, ma piena di elementi di riflessione e contenuti.

La mattina e il corteo
Dalle 10 il nostro circolo, come ogni sabato, ha aperto la consueta postazione sotto i portici di piazza Vittorio, in attesa dell'arrivo dei militanti di tutto il primo municipio. Alle 13 ci siamo mossi tutti insieme in corteo non autorizzato verso piazza S.Giovanni, come forma di protesta contro il divieto decretato dal sindaco Alemanno dopo i fatti del 15 ottobre scorso.

La manifestazione e gli interventi
La piazza era un mare di gente e dal palco si susseguivano gli interventi e la musica. Sono intervenuti Laura Boldrini (portavoce dell'Alto Commissariato per le Nazioni Unite), Jorge Burgos (vicesegretario DC cilena), Siegmar Gabriel (segretario della SPD tedesca) e Francois Hollande, il vincitore delle primarie del centrosinistra francese. E proprio quest'ultimo mi ha impressionato particolarmente, soprattutto per la sua visione europeista così vicina alla nostra (guardate il video in basso). Vedere che il sogno europeo sia condiviso e ribadito anche nelle altre potenze europee non fa che aumentare l'entusiasmo di insistere nella direzione della creazione di un'Europa unita politicamente oltre che da un punto di vista monetario.

L'intervento di Pierluigi Bersani
E il discorso del Segretario parte proprio dall'Europa, massacrata da questi anni di governo delle destre che l'hanno azzoppata e messa in crisi (guardate il video in basso). Si respira una bella aria in piazza S.Giovanni, con un velo di emozione, quando Bersani racconta la sua visione del futuro, gli auspici e la direzione che secondo lui un partito come il PD deve seguire per creare un Italia e un'Europa migliore. Le parole d'ordine sono equità, giustizia, opportunità, giovani, dialogo, solidarietà e responsabilità. E' proprio su quest'ultimo concetto che il Segretario si sofferma, annunciando che il dialogo con le altre forze progressiste e moderate è a buon punto. Un accordo tra questi è l'unica medicina per salvarsi dall'attuale crisi e avviare un periodo di ricostruzione del Paese. A tal proposito mi ha fatto molto piacere la presenza in piazza di tante bandiere di IDV e SEL, segno che forse il momento dell'unità si avvicina.

E da domani?
All'indomani della manifestazione che ci ha dato tante emozioni positive ci ritroviamo nella realtà dei problemi del nostro Paese. Cosa fare allora da domani? Continuare a lavorare sull'informazione delle persone su ciò che accade ogni giorno in Italia e all'estero ma ci coinvolge, ma soprattutto partecipare attivamente alla vita politica dei partiti. Quest'ultimo è un mio chiodo fisso, la vera ricetta per un'Italia diversa che sappia ricostruire il Paese dalle macerie del berlusconismo. Comunque la si pensi, con qualsiasi collocazione politica, l'impegno politico soprattutto delle giovani generazioni è l'unica via d'uscita alla decadenza italiana. La coscienza che saremo noi a pagare il prezzo più alto degli sperperi passati deve essere la forza che ci spinge a voler essere gli artefici del nostro futuro, contrapponendo l'incapacità di chi ha governato con la nostra freschezza e bravura. E allora da domani più impegno e più motivazione, per noi e per i nostri figli.   
 



giovedì, novembre 03, 2011

Ora basta. Solidarietà ai democratici del IV municipio.

Ora basta. La scorsa notte cinque militanti del Partito Democratico, tra cui il capogruppo del PD del IV municipio di Roma Paolo Marchionne di cui mi onoro di essere amico, sono stati vittime di un'aggressione di stampo fascista mentre affiggevano dei manifesti lungo via dei Prati Fiscali. I giovani sono stati accerchiati e malmenati da una squadra organizzata composta da almeno una decina di persone armate di mazze e spranghe, molto probabilmente appartenenti a movimenti di estrema destra, cavandosela con l'applicazione di alcuni punti di sutura alla testa, allo zigomo e due braccia rotte. La fortuna ha voluto che l'intervento tempestivo di una volante dei carabinieri ha messo fine ad un'azione che poteva causare degli effetti molto più gravi. Purtroppo Roma non è nuova a episodi di violenza che hanno come sfondo una matrice politica. Soprattutto dopo le ultime elezioni comunali i gruppi di estrema destra hanno preso coraggio e sfrontatezza. Le aggressioni verbali e fisiche di questi ultimi anni (e in questo elenco vanno aggiunte doverosamente quelle di matrice omofoba) hanno fatto fare alla capitale un salto in dietro di almeno trent'anni. Questa città merita di più, merita persone che la amano e che spendono il proprio tempo per pensare al suo futuro, che quotidianamente ci mettono la faccia con l'impegno per la cosa pubblica. Roma non ha bisogno di certa feccia parafascista, scoria di un passato sconfitto dalla storia. 

Un abbraccio a Paolo e ai democratici del IV Municipio