giovedì, gennaio 19, 2012

E alla fine arrivano i mostri.

Vista l'entità dell'evento forse era inevitabile. La tragedia della Costa Concordia ha attratto a sè tutta l'attenzione mediatica, ma come purtroppo sempre accade finiti i fatti essenziali, si avvia inesorabilmente il tritacarne in salsa trash dei retroscena, delle storie strappalacrime e dell'umorismo di bassa lega.
Due esempi su tutti. Ieri sera per sbaglio sono capitato su Rai1 e ho trovato uno spettacolo indecente: una platea in semicerchio costitita da superstiti del naufragio, comandanti, membri dell'equipaggio e un super eccitato Bruno Vespa, che si aggirava tra gli ospiti con il modellino della nave affondata, facendo delle domande del tipo: "lei in che punto stava della nave?". Uno spettacolo davvero poco edificante, qualcuno mi dica il giornalismo dov'era. 
E poi c'è l'indegna vignetta del "Fatto Quotidiano", che ritrae il Comandante Schettino come uno dei protagonisti della recente campagna di tesseramento del Partito Democratico. Mi chiedo dove trovi ispirazione questo umorismo grillino-travagliesco: dagli undici morti accertati? Dai dispersi? Dal rischio ecologico? La cieca ricerca dell'audience e del consenso genera mostri.

mercoledì, gennaio 18, 2012

Quando la protesta è irritante

Sarò diretto: la protesta dei tassisti di questi giorni è una di quelle cose veramente odiose. Figuriamoci, il problema non è protestare, diritto sacrosanto di tutti i cittadini, però bisogna pure mantenerla entro i limiti della decenza, per almeno tre di ragioni. La prima è che questo è un periodo di sacrifici per tutti e non si può pensare di mantenere tutte le posizioni dominanti senza alcun tipo di rivisitazione nel senso di apertura del mercato. La seconda, secondo me estremamente importante, è che non si capisce contro cosa stiano manifestando. Infatti in tutto questo baccano nessuno dice non è stato ancora prodotto alcun documento da parte del governo, per cui si tratta di protesta preventiva. E poi c'è la questione ordine pubblico: non è possibile far bloccare la città da questa gente che non ha esitato ad aggredire quei colleghi che, per necessità o diversa veduta, hanno deciso di continuare il servizio. Quello che mi fa arrabbiare è l'impunità di cui godono questi personaggi, soprattutto pensando che in quelle strade mesi fa non si esitò a manganellare quei cittadini aquilani ormai dimenticati da tutti. Ma questi, si sa, godono di ben altre protezioni. Come fa questa gente a sperare nella solidarietà degli italiani?  
 

lunedì, gennaio 16, 2012

Lo slavo che non mi piace.

Uno dei fatti che di cronaca ha attirato l'attenzione degli italiani la scorsa settimana è stato sicuramente l'omicidio di Nicolò Savarino, il vigile quarantaduenne travolto e trascinato da un suv a Milano giovedì pomeriggio. Un suv che annienta una bicicletta, un fatto brutale che ha toccato la sensibilità di molti. La caccia all'assassino è partita immediatamente anche grazie alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza installate nei pressi dell'accaduto, che hanno permesso di immortalare il mezzo e la targa del suv. Ma è nelle ricostruzioni giornalistiche che la brutalità ha chiuso il suo cerchio. Si, perchè in tutti i servizi che ho visto in tv si è usato a mio avviso in maniera brutale l'identificativo di "slavo" al ricercato. Già dalla primissima ora si è parlato di "caccia allo slavo", "slavo assassino", "slavo ricercato", o sempicemente "lo slavo". Badate bene prima di darmi del fricchettone, la cosa insopportabile è l'accezione etnica che si dà alla parola. E' come se si dicesse "il negro che ha ucciso il vigile": lo accettereste? Io no.  

martedì, gennaio 10, 2012

La Solidarietà e il buonismo raffazzonato.

Le reazioni politiche agli avvenimenti di cronaca hanno veramente dell'incredibile. Sono passati pochi giorni dal brutale assassinio della piccola Joy e del giovane padre Zhou Zeng, ma ancora si sentono pesantemente gli effetti di quel pugno allo stomaco. L'opinione pubblica ha avuto in maniera compatta una reazione di sdegno, di orrore e di rabbia, come in tutte le circostanze che contano tra le vittime innocenti dei bambini. 
Ma questa volta rispetto alle altre c'è un fatto nuovo, a cui non si era abituati. Ci si è resi conto che davanti a fatti di questo genere saltano tutti i pregiudizi (tanti) legati alla nazionalità di origine o all'etnia. Si è capito che la solidarietà può superare le barriere costruite negli anni dalle campagne volte alla creazione del nemico. E così anche quelli che sulla creazione di quel nemico hanno costruito il loro consenso, quindi l'attuale potere, si riscoprono paladini di quelle minoranze fino ad oggi (direttamente o indirettamente) messe ai margini della vita della città. E' inutile che oggi il Sindaco Alemanno cerchi di mettersi in evidenza annunciando la nomina di un delegato ai rapporti con la comunità cinese o parlando di maggiore attenzione per il rione Esquilino. Dov'è stato finora? E poi, vista la sua sensibilità per queste tematiche, perchè ha tagliato i fondi per tutti quei progetti di inclusione sociale e partecipazione delle persone originarie di altri paesi e residenti nella nostra città? E ancora, perchè non si è fatto scrupoli nell'alimentare la paura verso lo straniero, quando si trattò di far esplodere il problema sicurezza per fini elettorali? E cosa ci dice di quei tanti bambini rom deportati da un punto all'altro della città, ai quali si sta impedendo persino di andare a scuola? E no, caro Sindaco così proprio non va, soprattutto se in questo choc collettivo si fa finta di non vedere il punto reale. La nazionalità delle vittime è un caso, il problema dell'escalation di violenza è reale e sempre più grave. E allora Alemanno e i suoi farebbero meglio a smetterla con questa sorta di buonismo raffazzonato, che oltretutto gli riesce piuttosto male. Farebbero meglio a lavorare per cercare di risolvere qualche problema della città, cosa che in questi anni fallimentari non sono riusciti a fare.

Domani alle 15:00 partirà un corteo di solidarietà da piazza Vittorio verso il luogo dell'omicidio, congiungendosi con le persone sul posto verso le 17:00. Sarà composto da persone di tutte le nazionalità che condividono il desiderio di vivere in una città senza violenza. La condivisione dei sogni è il primo fondamentale passo per costruire la società di domani, aperta e solidale.    

giovedì, gennaio 05, 2012

Roma Capitale di Violenza

A Roma da un po' di tempo la situazione è insostenibile. La carica violenta che ha attanagliato la città sta diventando consolidata e crescente. E parlo di violenza di ogni tipo: regolamenti di conti per strada, delinquenza comune, a sfondo razziale e omofobo. E mi fa ridere amaramente il ricordo dell'ultima campagna elettorale a Sindaco di Roma, dove con lo slogan "Rialzati Roma" Gianni Alemanno cavalcò la sensazione di insicurezza della gente ben alimentata dai mass media, promettendo intransigenza e spietatezza nei confronti del crimine dopo la stagione del "buonismo" di sinistra. Ed ecco che i risultati di tre anni e mezzo di governo di questi improvvisati paladini della giustizia si mostrano ogni giorno nelle cronache cittadine. Si legge in continuazione di agguati in pieno giorno anche in centro, rapine, aggressioni, omicidi. La città è in mano alle bande e alle mafie, come più volte denunciato dalla DIA nei rapporti annuali sulla criminalità. E non serve a nulla prendersela ciclicamente con gli immigrati e i rom per accontentare quella parte di opinione pubblica ormai plagiata dal modello xenofobo di giustizia che da anni viene costruito mediaticamente da questa destra retrograda. 
Ieri durante una rapina sono stati uccisi al Pigneto un commerciante di origine cinese, Zhou Zheng di 31 anni, e la figlioletta di sei mesi. Uccisi a bruciapelo con un colpo al petto perchè non volevano consegnare l'incasso del negozio. La comunità cinese da tempo lamenta il fatto di essere presa di mira dai malviventi ma la cosa non è mai stata oggetto di interesse per nessuno (d'altronde sono extracomunitari, in più cinesi, che vogliono?). Così la scorsa estate i commercianti dell'Esquilino decisero di pagare un servizio di polizia privata (la maggior parte dei vingilantes erano italiani) per garantirsi una maggiore sicurezza. Ancora ricordo le reazioni della gente. "Preparano l'esercito!", "Tra un po' ci occupano!", "Sti cinesi ce mannano via a tutti!" e via dicendo. Si perchè la giustizia xenofoba ha due principi di base: 1) Gli immigrati sono delinquenti e vanno puniti più severamente degli altri (perchè quelle cose le vanno a fare a casa loro) e basta che un italiano riconosca nello straniero l'aggressore per catalogarlo automaticamente come "mostro" 2) La violenza e l'ingiustizia verso gli immigrati non ha alcun peso (d'altronde che vogliono?). E oggi mi piacerebbe vedere quanta gente piange queste vittime innocenti. In questi anni Roma è diventata anche la capitale della violenza a scopo razzista, politico e omofobo. Un ottimo curriculum per certa gente andata al governo della città, un pessimo servizio alla città.