martedì, agosto 09, 2011

La rabbia degli esclusi.

Le immagini che provengono dai maggiori centri urbani d'Inghilterra non possono non far riflettere. E' evidente che l'uccisione di un uomo da parte della polizia non può essere la causa di tutto quello che sta avvenendo, soprattutto delle dimensioni degli scontri. La verità è che c'è una rabbia accumulata da troppo tempo nelle fasce più deboli della popolazione, che in questi anni sono rimaste indietro rispetto all'idea di progresso portata avanti dal mondo occidentale. E questo è un frutto della globalizzazione della finanza che ha contagiato anche la politica, la quale ormai troppo spesso mette davanti gli aspetti puramente economici a quelli sociali, accettando la logica della competitività violenta, quella che butta via gli sconfitti e li abbandona nel dimenticatoio. Premetto che il livello degli scontri è inaccettabile, soprattutto perchè crea spesso vittime innocenti, però sentir dire al premier Cameron che si tratta soltanto di pura criminalità mi lascia a bocca aperta (anche se è probabile che ci sia una componente di questo tipo). Se l'occidente non ritorna a governare mettendo al centro l'uomo e non la finanza credo che questo tipo di rivolte si ripeteranno con una preoccupante frequenza.

lunedì, agosto 08, 2011

A quale prezzo?

L'annuncio della BCE di essere disposta a comprare titoli italiani è dal punto di vista dei mercati sicuramente un'iniezione di fiducia. La banca centrale europea in questo modo prova a placare l'instabilità dei mercati facendosi in qualche modo garante della stabilità del valore dei titoli di stato. Ma basta poco per capire che a questa mossa corrisponde un prezzo da pagare da parte del nostro paese. La BCE ha condizionato l'erogazione di liquidità alla realizzazione di precise scelte politiche da parte del nostro governo. Che di fatto significa averlo commissariato. Parliamoci chiaro, senza l'intervento della BCE il baratro è vicino ed è dovuto soprattutto all'inettitudine della classe politica, alle scelte sbagliate ma soprattutto a quelle non fatte, all'aver fatto finta che la crisi non ci fosse quando era comclamata e in parte strutturale. E così l'Europa ha messo da parte il governo italiano, trasformato in un fantoccio. In un mondo globale non possiamo permetterci una classe politica così tragicamente ridicola e inetta. Il fallimento di un paese come l'Italia determinerebbe problemi immensi per tutta l'Europa, per cui, come sta avvenendo, le istituzioni europee non esiteranno a guidare il nostro paese. E' vero, l'Europa forse ci salverà, ma oggi abbiamo perso un pezzetto di sovranità.   

venerdì, agosto 05, 2011

Cuori induriti

In questi giorni in cui la crisi economica fa la parte del leone nell'informazione (o disinformazione) italiana, d'altra parte anche io ho dedicato un po' di post a riguardo, non possiamo far finta di niente su quello che sta succedendo nel Mediterraneo alla luce delle ultime due tragedie del mare. I dati sono allarmanti. Parliamo di almeno 1700 morti dall'inizio dell'anno, 200 sulla tratta tunisina e 1500 su quella libica (guardate attentamente il video dell'intervento dell'on.Sarubbi alla Camera per avere un'idea). In questo dramma di dimensioni apocalittiche il nostro paese sembra vivere distrattamente, incanalato com'è ormai da troppo tempo in un approccio astioso nei confronti dei migranti. Ma qui parliamo di vite umane, di persone che per disperazione o costrizione si mettono su un barcone andando incontro a pericoli di ogni genere. Uomini, donne e bambini senza speranza, vittime della fame e delle guerre. E noi restiamo qui con il cuore indurito dalla cura leghista e xenofoba, mostrando il volto peggiore dell'Italia in nome di non si sa cosa. L'immigrazione è un fenomeno che va gestito e amministrato con intelligenza e razionalità, ma se perdiamo l'umanità perderemo tutto. 


giovedì, agosto 04, 2011

Le parole che non ha detto.

Ieri ho ascoltato con attenzione le parole del premier alla Camera, durante il suo discorso sullo stato dell'economia italiana e sulle misure di contrasto all'attale crisi economica. La scelta di spostare l'intervento alle 17:30, cioè a mercati chiusi, aveva fatto credere all'annuncio di nuove misure più coraggiose e puntali rispetto a quelle finora attuate. Ma come sempre è avvenuto con questa gente, ogni speranza è stata vana. E così, come se tutto andasse bene, B si è ridotto a dire che la crisi non dipende dall'Italia, l'economia italiana è solida e stabile, che il governo ha lavorato e lavorerà bene e cose di questo tipo. In perfetto stile berlusconiano, a meno della sua figura ormai appesantita e più che mai inadeguata al momento storico, politico ed economico del nostro paese. E l'essere in trincea in quanto imprenditore a mio avviso non è una garanzia di corretta gestione della crisi. La forza della politica deve essere la terzietà, soprattutto in questi momenti in cui gli attori dell'economia hanno le armi affilate più che mai. E così l'intervento di B è risultato scarno, debole, privo di iniziativa. Doveva farsi venire in mente qualcosa di nuovo su cui lavorare, qualche proposta, eventalmente l'anticipo di alcune misure previste dal piano economico dal 2014. Niente di tutto questo. Ancora una volta questa destra incapace ha deciso soltanto di provare a galleggiare. 

mercoledì, agosto 03, 2011

La crisi segreta.

Il discorso che Silvio Berlusconi terrà oggi in Parlamento sullo stato dell'economia italiana alla luce dell'attuale crisi rappresenta un nodo cruciale per il futuro prossimo del nostro Paese. Il mercato aspetta di capire come l'Italia intenderà muoversi nei confronti di quella che per noi potrebbe diventare una fase di veloce declino. La tv non sta dando alla gente la percezione reale della situazione e questo per noi è ormai la normalità, ma i mercati vanno ben oltre il controllo dell'informazione, per cui è meglio che Berlusconi tiri fuori qualcosa di più rispetto alle chiacchiere vuote che va dicendo da almeno vent'anni (leggete questo bell'articolo uscito sul sole24ore). E al momento, se le indiscrezioni hanno qualche fondamento, il premier si è mosso nel senso opposto cercano di mettere alle strette Tremonti, che è l'unica persona che rispetto alla marmaglia che occupa i banchi del governo gode di un briciolo di credibilità da parte della comunità internazionale. Vi lascio presentandovi il grafico che rappresenta il valore relativo dei tassi di interesse sui titoli di stato di alcuni paesi europei. Come ho scritto in post precedenti, questo valore rappresenta la stabilità economica di ogni singolo paese ed è tanto migliore quanto risulta basso. Il riferimento dell'ottimo è rappresentato dal Bund tedesco, che è il paese e l'economia più stabile in Europa, e il famigerato spread è la differenza tra il tasso tedesco e quello degli altri paesi, che dunque deve essere il minimo possibile. Guardate la linea gialla dei BTP italiani: che dite ci preoccupiamo?