venerdì, gennaio 27, 2012

La memoria e la coscienza.

Il 27 gennaio, dedicato alla memoria dell'olocausto, è sempre un giorno importante. Il 27 gennaio del 1945 gli uomini dell'armata rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz, aprendo gli occhi al mondo sull'abisso dell'orrore provocato dalla teorizzazione della superiorità razziale. Ma a molti anni da quegli avvenimenti questa ricorrenza a mio parere potrebbe chiamarsi "giorno della memoria e della coscienza". La progressiva perdita dei testimoni diretti che hanno vissuto il dramma dell'olocausto rischia di traformare la commemorazione in una lettura di quelle pagine dei libri di storia in cui si racconta di stragi efferate successe tanto tempo fa. La mia generazione è l'ultima ad aver avuto la fortuna di ascoltare di persona i racconti dei sopravvissuti, di sentire la voce tremula e vedere gli occhi lucidi a distanza di decenni. La scommessa sarà dunque quella di conservare la memoria storica ma anche quel trasporto emotivo che ci farà ricordare sempre i volti di quelle persone dietro le pagine di storia. E' dalla percezione del male che sarà conservata la coscienza della nostra e delle future generazioni. Quella coscienza che ci impedirà di ricadere in quegli errori che hanno fatto conoscere al genere umano il baratro dell'odio e del dolore.

martedì, gennaio 24, 2012

La liberalizzazione delle idiozie.

Il post apparso ieri sul blog di Beppe Grillo ha dato sfogo una volta ancora alla sua ostentazione di voler apparire sempre alternativo a chiunque, prendendo una cantonata imbarazzante. Il titolo è tutto un programma: "La liberalizzazione delle nascite" e il contenuto ancora peggio. In poche righe scrive che non ha senso dare la cittadinanza a chi nasce in Italia, se non per distrarre gli Italiani dai problemi reali e trasformarli in tifosi che si dividono tra buonisti di sinistra e xenofobi di destra. Caro Grillo, è evidente la tua totale alienazione dalla vita di tutti i giorni. Vallo a spiegare a tutti quei ragazzi che non hanno conosciuto mai nessun paese che non sia l'Italia e sono costretti a sentirsi stranieri in casa. Vai tu con la tua spocchia a spiegargli che non è un problema reale avere un cuore che batte per una patria che non ti accetta. Spiegalo a quei ragazzi che neanche si pongono il problema della nazionalità del compagno di banco, perchè è cresciuto con loro in maniera troppo naturale da poter applicare quegli stupidi schemi che rimandano a vetuste regole. E poi vieni a spiegarlo a noi che combattiamo per un futuro migliore e un'Italia civile. Spiegaci, se ci riesci, come possiamo ripudiare quei fratelli d'Italia che ogni giorno con noi costruiscono il futuro del Paese. Come possiamo trascurare il fatto che la cittadinanza consapevole rappresenti il muro portante di una società civile, che la condivisione dei diritti e dei doveri siano i mattoni e il civismo e la solidarietà le braccia che costruiscono la nostra casa comune?

Vedi Grillo, a volte è meglio tacere che liberalizzare le idiozie.   

venerdì, gennaio 20, 2012

Forconi e Forchette

In questi tempi ingarbugliati gli eventi si susseguono a una velocità incredibile, che rende difficile anche la possibilità di seguirli con il necessario approfondimento. E proprio per questo spesso ognuno di noi è costretto a fermarsi a un livello di informazione talmente superficiale da non comprendere completamente (e qindi giudicare) i sobbalzi sociali a cui siamo esposti giornalmente. Un esempio lampante è la cosiddetta "rivolta dei forconi" che è esplosa in Sicilia in questi giorni. Il nome è decisamente molto evocativo, rimanda a lotte promosse dai poveri contro le ingiustizie alla Robin-hood. Poi a completamento del clima da rivolta popolare si è aggiunto il blocco dei trasporti, veramente una cosa da duri. Come si fa di istinto a non appoggiarla pienamente? Però è ascoltando le rivendicazioni dei leader di queste proteste che la visione cambia profondamente, passando da una naturale simpatia al sospetto. Già, perchè le recriminazioni che vengono mosse sono nei confronti delle multinazionali, del "sistema", degli imprenditori e soprattutto dello Stato centrale. Un misto di movimentismo no-global, meridionalismo malato in salsa leghista veramente poco credibile. Perchè queste belle manifestazioni non le fanno contro le istituzioni siciliane? Contro la regione Sicilia che in decenni di governo a statuto speciale ha bruciato miliardi di euro senza produrre richezza? Contro la zavorra del pubblico impiego che in Sicilia conta un esercito di 19.000 dipendenti? Contro gli stipendi dei dirigenti regionali, che sono più alti di quelli degli stati americani? Troppo facile protestare contro nemici oscuri e lontani. I nemici spesso sono molto vicini e hanno nome e cognome, ma purtroppo sono quei nomi sui quali molte di quelle stesse persone saranno ancora pronte a mettere una croce sulla scheda elettorale, trasfomando ancora una volta i loro forconi in forchette con le quali spartirsi le briciole dei corposi piatti assistenziali.

giovedì, gennaio 19, 2012

E alla fine arrivano i mostri.

Vista l'entità dell'evento forse era inevitabile. La tragedia della Costa Concordia ha attratto a sè tutta l'attenzione mediatica, ma come purtroppo sempre accade finiti i fatti essenziali, si avvia inesorabilmente il tritacarne in salsa trash dei retroscena, delle storie strappalacrime e dell'umorismo di bassa lega.
Due esempi su tutti. Ieri sera per sbaglio sono capitato su Rai1 e ho trovato uno spettacolo indecente: una platea in semicerchio costitita da superstiti del naufragio, comandanti, membri dell'equipaggio e un super eccitato Bruno Vespa, che si aggirava tra gli ospiti con il modellino della nave affondata, facendo delle domande del tipo: "lei in che punto stava della nave?". Uno spettacolo davvero poco edificante, qualcuno mi dica il giornalismo dov'era. 
E poi c'è l'indegna vignetta del "Fatto Quotidiano", che ritrae il Comandante Schettino come uno dei protagonisti della recente campagna di tesseramento del Partito Democratico. Mi chiedo dove trovi ispirazione questo umorismo grillino-travagliesco: dagli undici morti accertati? Dai dispersi? Dal rischio ecologico? La cieca ricerca dell'audience e del consenso genera mostri.

mercoledì, gennaio 18, 2012

Quando la protesta è irritante

Sarò diretto: la protesta dei tassisti di questi giorni è una di quelle cose veramente odiose. Figuriamoci, il problema non è protestare, diritto sacrosanto di tutti i cittadini, però bisogna pure mantenerla entro i limiti della decenza, per almeno tre di ragioni. La prima è che questo è un periodo di sacrifici per tutti e non si può pensare di mantenere tutte le posizioni dominanti senza alcun tipo di rivisitazione nel senso di apertura del mercato. La seconda, secondo me estremamente importante, è che non si capisce contro cosa stiano manifestando. Infatti in tutto questo baccano nessuno dice non è stato ancora prodotto alcun documento da parte del governo, per cui si tratta di protesta preventiva. E poi c'è la questione ordine pubblico: non è possibile far bloccare la città da questa gente che non ha esitato ad aggredire quei colleghi che, per necessità o diversa veduta, hanno deciso di continuare il servizio. Quello che mi fa arrabbiare è l'impunità di cui godono questi personaggi, soprattutto pensando che in quelle strade mesi fa non si esitò a manganellare quei cittadini aquilani ormai dimenticati da tutti. Ma questi, si sa, godono di ben altre protezioni. Come fa questa gente a sperare nella solidarietà degli italiani?