lunedì, novembre 02, 2009

Un Dubbio.

Qualche giorno fa mi è arrivato, tra i commenti ad un post, un appello piuttosto particolare. Francamente non riesco a comprendere se la faccenda sia a sfondo umoristico, ma ho la drammatica sensazione che sia tutto vero. A voi.

Ti chiedo un aiuto per mandare Silvio agli Oscar

Forse qualcuno ricorda l’esordio in tv di Benigni nei panni di un critico cinematografico, in un programma di Renzo Arbore. Nello stesso ruolo abbiamo visto in questi giorni il presidente del consiglio, in un film al cinema Mexico, a Milano. L'apparizione di Silvio Berlusconi come critico cinematografico è uno dei momenti più belli del film, resa anche più gustosa perché recensisce un film di Fellini. E a nostro giudizio, il presidente del consiglio è molto più credibile e interessante di Benigni. Fellini ha vinto 5 oscar, forse troppi. Anche Benigni ha vinto vari Oscar con "La vita è bella".
Noi crediamo che Silvio Berlusconi meriti un Oscar come miglior attore non protagonista nel film “Di Me Cosa Ne Sai” di Valerio Jalongo. Purtroppo, quando l'Italia deve nominare i suoi film per l'Oscar, la decisione è sempre influenzata politicamente dalla sinistra o dagli interessi delle grandi produzioni.
Per questo abbiamo deciso di inviare un appello direttamente all'Academy of Motion Picture Arts and Sciences a Los Angeles per la nomination di Silvio Berlusconi come miglior attore non protagonista nel film “Di Me Cosa Ne Sai” di Valerio Jalongo.
Se anche tu sei d’accordo sostienici. Diventa fan del gruppo su facebook. Più siamo e più in America ci dovranno ascoltare. Ecco l'appello, tradotto in inglese, che sarà inviato all'Academy insieme all'elenco dei sostenitori del gruppo su facebook.

"We strongly believe Silvio Berlusconi deserves an oscar nomination
as a supporting actor in the film "DI ME COSA NE SAI"
(What do you know about me) directed by Valerio Jalongo.
His appearance as a film critic is one of the best moment of
the movie.Unfortunately, when Italy has to nominate his films for
Academy consideration the decision is influenced by politics and
by the interests of major production companies. This is why we decided
to appeal directly to the Academy of Motion Picture Arts and Sciences
and ask that Silvio Berlusconi be nominated for BEST SUPPORTING
ACTOR in the film "DI ME COSA NE SAI"
(What do you know about me) directed by Valerio Jalongo."


Ti ringrazio per l’attenzione


Antonella Colombo


Per vedere il video: www.berlusconixloscar.blogspot.com

sabato, ottobre 31, 2009

Ecce Homo.

Ecce Homo. Ecco l'uomo. Solo, inerme, torturato, ucciso dallo Stato. Ecco l'uomo stroncato per 20 grammi d'hashish. Brutalmente colpito sul corpo e sul volto da uomini in divisa che dovrebbero rappresentare la forza dello stato contro il male, ma che invece incarnano il male stesso. Queste immagini si addicono sicuramente più alle squadre di Pinochet che ad uno stato democratico. Guardando Stefano Cucchi viene automatico pensare a Federico Aldrovandi, a Emmanuel Bonsu (di cui scrissi qualche mese fa http://volaicaro.blogspot.com/2009/01/giustizia-per-emmanuel-bonsu.html ), ai poliziotti caricati a molla durante il G8 di Genova, agli innumerevoli casi di soprusi da parte delle forze dell'ordine. Dicono che stefano si sia procurato le ferite cadendo. Non voglio formulare accuse generalizzate, ma come si può da parte dei loro vertici far finta di niente? Da una parte il governo sta indebolendo le forze dell'ordine tagliando i fondi, dall'altra si tende a proteggere i "servitori infedeli". In entrambi i casi la direzione non è certamente quella della sicurezza delle persone. Colgo l'occasione per esprimere, oltre al cordoglio, l'immensa ammirazione che nutro per la famiglia Cucchi, che con coraggio ha intrapreso questa battaglia pagando di persona il dolore per il lutto e pubblicando le foto di Stefano brutalizzato, affinchè tutti possano comprendere.

venerdì, ottobre 30, 2009

Differenze.

Marrazzo ha sbagliato. In primo luogo perchè un uomo politico deve essere sempre attento ad ogni comportamento, soprattutto se le proprie abitudini possono creare disagio a ciò che rappresenta la propria carica istituzionale. Marrazzo ha ceduto al ricatto. Lo ha fatto certamente per paura, essendo lui la vittima della situazione creatasi, vittima di un sistema che ha ancora troppi lati oscuri. Ma avrebbe dovuto denunciare. Ma a pensarci bene per lui le difficoltà dovevano essere proprio forti. Basti ascoltare i talk show di questi ultimi giorni, in cui il tono degli accusatori risulta sempre beffardo, perchè il problema vero è l'orientamento sessuale. Se al posto di un trans ci fosse stata una donna certamente non ci sarebbe stata tutta questa eco. Ma ci hanno insegnato che noi siamo machi, che il modello è quello del playboy, che di questo noi italiani dobbiamo essere fieri. Qualcuno in tv scherzosamente (ma non troppo) ha detto :"la differenza tra la destra e la sinistra è che a noi piace la gnocca, a loro i froci". Io noto una sola grande differenza, la dignità politica. Quello che vedo è un uomo colpito da uno scandalo che si dimette dopo 24ore, virtù più che rara nel nostro paese. Quello che ho visto è un altro uomo ben più potente che in condizioni simili ha reagito attaccando, facendo dello scandalo un punto di forza, mobilitando una folla di politici, tv e giornali con il solo scopo di difenderlo. Il popolo della sinistra non avrebbe mai accettato un comportamento simile, così come ha chiesto subito le dimissioni di Marrazzo. Qual'è allora la differenza?

mercoledì, ottobre 28, 2009

Porte Aperte.

I risultati delle primarie del Partito Democratico hanno scatenato una serie di effetti sulla politica di partito e non solo. Grandi movimenti tra gli alleati(IdV), gli altri appartenenti all'opposizione(UDC), le forze rimaste fuori dal Parlamento(Sl). E poi Rutelli, che ha deciso di chiudere la sua esperienza nel PD, perchè avverte la necessità di percorrere "un percorso diverso, con gente diversa". Non vi nascondo che che questa notizia non mi ha fatto precipitare nella disperazione, anzi può rappresentare uno di quei punti di svolta che possono determinare il salto di qualità del PD. Lo dico perchè una certa parte di "rappresentanti" in partenza effettivamente non incarnavano di certo ciò che un partito come il PD dovrebbe essere. Troppo vicini a linee bigotte e conservatrici, ben lontane anche dal normale sentire del cattolicesimo popolare, troppo pronti a voltare lo sguardo verso altri lidi nei momenti cruciali. Gli addii non sono mai una gioia assoluta, ma in questo caso la porta aperta per uscire permetterà il riavvicinarsi di forze riformiste e progressiste che in quella parte vedeva un freno ideologico insormontabile. Spero che queste porte permetteranno un bel ricambio d'aria. Ce n'è bisogno nel PD e nell'Italia tutta.

p.s.: ma la Binetti quando si decide a seguirlo?

lunedì, ottobre 26, 2009

Le Mie Primarie.

Le primarie sono passate. Il mio cerchio alla testa ancora no. Le ultime settimane della campagna per Ignazio Marino sono state intense, fare lo scrutatore al gazebo di Piazza del Popolo una prova di resistenza fisica e non solo. Ma questo maledetto cerchio non riesce a cancellare l'entusiasmo che è montato poco a poco, rendendo la mia scelta irrazionale di iscrivermi al PD nel luglio scorso un motivo di spinta in avanti verso una dimensione partecipativa e, soprattutto, propositiva della mia vita politica. Durante la campagna ho ascoltato molta gente delusa, sconfortata, tradita da un progetto apparentemente sfiorito prima di sbocciare, ma che irrazionalmente (disperazione?autolesionismo?) per l'ennesima volta (molti dicono "questa è l'ultima") hanno deciso di dare il loro contributo. Il più grande augurio che posso fare al Partito Democratico ,e di riflesso all'Italia, è quello di riuscire a trasformare l'irrazionalità in energia positiva. Perdere quest'occasione avrebbe conseguenze disastrose.