venerdì, marzo 02, 2012

Rivoluzionari per gioco

In questi giorni non si parla d'altro che delle manifestazioni contro la linea TAV in Val di Susa, soprattutto dopo la caduta dal traliccio al quale si era arrampicato di uno dei leader della protesta, Luca Abba. Da allora assistiamo a un escalation di azioni in tutte le città d'Italia tra cui Roma, dove sono stati occupati i binari della stazione Termini ed è stato occupato l'ingresso della sede nazionale del Partito Democratico. Questa storia della tav sembra mobilitare forze e coscienze impensabili e radicali. 

Mercoledì a Roma un operaio di 26 anni, Luigi Termano, è caduto per poi morire in un pozzo all'interno del cantiere della metro C. Non si era arrampicato da nessuna parte per dimostrare nulla, ma stava guadagnandosi come ogni giorno il suo stipendio da 1100 euro al mese. Ma per lui niente manifestazioni, niente proteste, nessun attivista pronto a fare una seppur piccola azione. D'altronde non c'è nessuna bandiera da sventolare, nessun poliziotto da insultare, nessun primato della ragione da dover mostrare alle telecamere. 

Con questo post voglio urlare la mia indignazione profonda che provo per tutti quei gruppetti per i quali è ormai totalizzante la battaglia no-tav (contro chi? contro cosa? sarebbe bello chiederglielo) e hanno dimenticato, se mai se ne sono accorti che le nostre città e le nostre strade sono dei grandi cimiteri in cui perdono la vita centinaia di persone ogni anno. In confronto alla salvaguardia di queste vite umane la lotta contro la tav mi sembra veramente un grande gioco di ruolo, dove ognuno si è disegnato il proprio personaggio e ci tiene a tenerlo bene in vista. E allora rivoluzionari dei miei stivali, se vogliamo usare bene le nostre energie, prima di tutto, combattiamo insieme per i lavoratori.  

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