mercoledì, aprile 01, 2009

Nazional...Socialisti.

Passeggiando per le vie di Roma mi sono imbattuto in uno dei tanti manifesti imbarazzanti di Casapound. Questa volta non c'era nessun idiota slogan fascistoide ai quali ci hanno abituato, ma sono riusciti a cadere nel ridicolo. Il manifesto pubblicizza un incontro su Bettino Craxi, con la proiezione del film "La mia vita è stata una corsa" alla presenza di Stefania Craxi. Devo dire che il disagio è grande, almeno per tre motivi. Il primo, scontato, è che a tutti i costi si cerca di ripulire la figura di un politico che inequivocabilmente si è sporcato di una serie di reati accertati dalla magistratura (in basso trovate le sentenze di condanna, fonte wikipedia). La seconda è che vedere inneggiare a un "socialista" (scusate, ma le virgolette sono d'obbligo) da parte di estremisti di destra devo dire che fa un certo effetto. La terza è che Craxi certe amicizie neanche le auspicava, tanto da dire espressamente "mai con i fascisti". Che dire? La berlusconite sta travolgendo pure i fascisti, o semplicemente è solo uno scambio di cortesie?


Le sentenze di condanna

Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato:

  • a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
  • a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese

Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo od in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata estinzione a causa del suo decesso.

Le condanne e i vari processi hanno dimostrato che Craxi teneva in Svizzera diversi conti correnti segreti affidati a prestanomi, dove depositava il denaro che aveva ricevuto sotto forma di tangente dai principali gruppi industriali italiani. Secondo la testimonianza di Maurizio Raggio, che era fuggito in Messico durante la bufera di Mani pulite, Craxi aveva accumulato un tesoro di cinquanta miliardi di lire. Tale denaro fu poi impiegato, tra le altre cose, per l'acquisto di appartamenti in diverse città, tra cui Barcellona, New York, Milano, per l'acquisto di un aereotelevisione privata affidata all'amante Ania Peroni, di un hotel a Roma, un villino in Costa Azzurra per il figlio Bobo.

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