mercoledì, febbraio 15, 2012

Cinque cerchi non fanno un'Olimpiade.

Dispiace ammetterlo, ma Monti ha avuto ragione. Vista la situazione attuale, l'impegno del governo a garanzia finanziaria per l'organizzazione dei giochi olimpici del 2020 a Roma non poteva starci. Una scelta coraggiosa anche nei confronti dell'opinione pubblica, visto che le Olimpiadi rappresentano da sempre un sogno e un posticino nella storia, basti pensare all'eco che ancora oggi, a più di cinquant'anni di distanza, si sente a riguardo dei giochi di Roma 1960. Ma bisogna fare i conti con la realtà. In primis c'è la situazione economica: è difficile chiedere a un Paese che sta affrontando uno sforzo incredibile per contenere il debito pubblico i 10 miliardi di euro stimati per l'investimento iniziale. Ma in tutta onestà, credo che non sia stato questo il problema. Il vero punto credo sia stato la totale inaffidabilità di questa stima. Il nostro Paese si è purtroppo sempre distinto per la grande capacità lievitazione dei costi delle opere pubbliche. Abbiamo migliaia di esempi. Ricordate Italia90? Il G8 della Maddalena? I mondiali di nuoto di Roma? Le opere per i 150 dell'unità d'Italia? L'imminente EXPO di Milano? E non parliamo delle opere di viabilità stradale e ferroviaria che ci costano molto di più rispetto al resto dell'Europa. E' questa la vera questione. I 10 miliardi sarebbero diventati 12? 15? 20? E con quali risultati? Il nostro Paese è da troppo tempo vittima dei predoni specializzati nelle opere pubbliche a tutti i livelli, dei veri e propri professionisti della legalizzazione del furto dalle casse dello stato. Finchè non diventeremo un Paese mediamente onesto, non potremo permetterci questo tipo di eventi.   

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